La passione di Mirna per i fiori: da Veroli a Sanremo (di M. Massa)

Il meraviglioso mondo dei fiori. L'arte di saperli unire per creare composizioni che parlano. Ed esprimono sentimenti. Mirna Angione di Veroli è tra le più apprezzate in questo campo. Al punto che è stata scelta per le coreografie floreali della scorsa edizione di Sanremo

Melania Massa

Moda, Fashion & Style

Quando natura, design e arte si incontrano si crea un mix di purezza e innovazione in cui la bellezza di un fiore viene esaltata nelle forme e colori. Quando c’è un fiorista che riesce a fare tutto ciò il successo è assicurato. Mirna Angione ha 34 anni ed è di Veroli, la sua attività invece è nata ben 40 anni fa dai suoi genitori.

Sembra che non sia stata lei a scegliere i fiori ma sono stati i fiori a scegliere lei. «Sono cresciuta tra i fiori fin da bambina, il ricordo più bello che ho della mia infanzia è la totale immersione nei colori, amavo le sfumature variopinte di tutte le varietà di fiori, ogni giorno quando tornavo a casa da scuola prendevo la tipica spugnetta che usano i fioristi e mi divertivo a comporre i miei piccoli bouquet con fiori e nastri di scarto».

L’abbiamo apprezzata al meglio attraverso le creazioni floreali create per il 69esimo Festival di Sanremo, tributi fatti ad arte che hanno incantato anche l’occhio dei critici più esperti. Così, messi a tacere attacchi, diatribe e scontenti sulla kermesse canora più chiacchierata di sempre, in questo periodo dell’anno in cui la primavera riesce a sorprenderci con i suoi capolavori più belli, abbiamo voluto conoscere da vicino chi tra i fiori ci è cresciuto, facendoci svelare i segreti del mestiere e anche le emozioni vissute dietro le quinte. 

Non sempre i figli rilevano l’attività dei genitori, o meglio non è la regola, nel tuo caso quando hai capito che questo sarebbe stato il tuo lavoro? 

«A diciotto anni ma in realtà l’ho sempre saputo. Oltre alla passione per i fiori, crescendo, ho sviluppato un grande interesse per l’architettura e per l’arte in generale. Ho scelto come percorso di studi il liceo Artistico proprio per affinare le mie doti e per portare avanti lo studio e l’accostamento sui colori che tanto mi emozionava da bambina. Preso il diploma non ho mai abbandonato per un istante la mia grande curiosità anche nel semplice sfogliare una rivista per fioristi. E la mia voglia di perfezionare le mie capacità con continui corsi di aggiornamento. Adesso sto frequentando una scuola di arte floreale». 

Qual è il tuo fiore preferito e quali sono i fiori più belli che hai ricevuto e perché? 

«Non ho un fiore preferito, li amo tutti indistintamente, ogni fiore è unico nel suo genere e può creare un qualcosa di altrettanto unico se accostato ad altri fiori. I fiori più belli che abbia mai ricevuto invece sono delle Cattleye, la Cattleya è la regina delle orchidee, mi è stata regalata da una persona importante che conosceva le mie capacità, per spingermi ad andare sempre avanti». 

Quella persona evidentemente ha avuto una giusta intuizione a spingerti ad andare avanti, merito dei fiori, merito della tua bravura, come sei arrivata a Sanremo? 

«Sono arrivata a Sanremo in maniera del tutto inaspettata e non calcolata, quasi per gioco. Mi sono iscritta ad un seminario a Sanremo nel mese di giugno che dava la possibilità di accesso al concorso con ben sette maestri professionisti a disposizione. Ho deciso di iscrivermi per non precludermi la possibilità di aggiornarmi, imparare nuove tecniche e poter lavorare a stretto gomito con dei professionisti del settore. Mai avrei immaginato che di lì a poco sarei rientrata tra i tre finalisti e le mie creazioni sarebbero arrivate sul palco dell’Ariston. Nella fase finale di premiazione, dove sono arrivata terza, hanno dovuto ripetere due volte il mio nome perché non riuscivo a credere a ciò che stava accadendo, ero completamente incredula». 

Come lo hai vissuto e come si è svolto il tuo lavoro dietro le quinte? 

«Potrà sembrare strano ma in realtà io ho vissuto tutto in maniera molto serena. Ero talmente felice che ho solo pensato di fare al meglio quello che facevo da una vita. Non ero sola e facevo parte di un team di professionisti. C’è stata una prima riunione con tutti i fioristi per parlare del progetto di tutta la settimana. La domenica sera ci siamo occupati dell’allestimento delle pareti floreali dell’ingresso del teatro Ariston creando una scenografia con ranuncoli, anemoni ed eucalipto. Durante i giorni del festival il mercato dei fiori ci inviava i fiori freschi selezionati da loro, ogni mattina avevamo un progetto da sviluppare. Abbiamo cercato tanto di puntare sul bouquet struttura, con una struttura di base e l’esaltazione del fiore sanremese al centro». 

Il bouquet più bello che hai realizzato? 

«Quello che mi rispecchia di più l’ho realizzato per Anna Tatangelo che ha apprezzato tantissimo. Ci sono volute all’incirca due ore di lavoro, era molto particolare con l’inserimento di ben 40 foglie di phormium, caratterizzato da una pulizia nel lavoro e dal messaggio diretto delle linee. Ho amato talmente tanto questo bouquet che ho deciso di riproporlo anche ai miei clienti per la festività di San Valentino». 

Il fenomeno moda riesce ad attecchire più o meno in tutti i contesti e in svariati ambiti, è così anche per il mondo dei fiori? C’è un fiore o una pianta che va di moda in un determinato periodo e come saranno i fiori per tutto il 2019? 

«Forse per i fiori il discorso moda non può essere fatto, dipende tutto dal gusto del cliente, dalla tipologia di fiori o pianta che vuole regalare e a chi. Non c’è uno standard definito o una moda del momento. Sicuramente ci sono dei periodi dell’anno in cui sono richiesti determinati colori rispetto ad altri e quindi si scelgono tipologie di fiori adeguati. Già da un paio di anni il colore che ha preso piede e che mi viene più richiesto dalle mie clienti è il rosa cipria. Per esempio il fiore messo più in risalto a Sanremo è stato senza dubbio il ranuncolo dalle sfumature rosa e arancio». 

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