Nessuno stop: il Consiglio di Stato respinge il ricorso di Cassino

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Il sindaco Carlo Maria D’Alessandro incassa il primo no alla sua strategia anti Acea: il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di prorogare d’un mese l’applicazione della sentenza con cui a maggio gli stessi giudici avevano disposto la consegna degli acquedotti cittadini ad Acea.

Era il primo di una serie di passi giudiziari intrapresi dalla nuova amministrazione. I Consiglio di Stato (cioè l’organo di fronte al quale si appellano le sentenze emesse dal Tribunale Amministrativo Regionale) ha detto che Cassino non ha assolutamente bisogno di 30 giorni di tempo «al fine di studiare la questione e poter produrre la documentazione più opportuna» in quanto non c’è niente da produrre. Ma solo da consegnare.

Non è stata però una decisione facile. I giudici hanno discusso a lungo in Camera di Consiglio ed hanno prodotto una motivazione molto dettagliata, sia in fatto che in diritto.

A questo punto, il prossimo 2 agosto (o al massimo il 3) il commissario prefettizio Ernesto Raio potrà procedere con l’applicazione della sentenza. A meno che non intervengano fatti nuovi.

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