Stati Generali, Baldassarra propone un ‘position paper’

L'uomo che partendo da Frosinone ha fondato Seeweb. Con sedi a Milano. Ed in Bosnia, Bulgaria, Croazia, Svizzera, Serbia e Slovenia. Gli Stati Generali? Si ma per individuare interventi concreti. Ecco quali

Come una pallina che rimbalza sulle sponde di un mondo elettronico: chi ha fatto l’accesso ad Internet negli Anni 90 ha conosciuto quel rumore. Usciva dai modem subito dopo la sequenza di toni che indicava il numero telefonico appena composto; subito prima del fruscio che indicava l’ingresso nell’oceano del web.

Spesso per entrare serviva un floppy disk: roba che oggi sta in esposizione nei musei. Ma in quegli anni la Ciociaria già diceva la sua: insieme a colossi come Tin – Telecom Italia Net e America On Line – Libero. A Frosinone nel grattacielo Edera un gruppo di ragazzi era già all’interno di quel mondo: avevano costruito uno dei caselli per entrare nell’autostrada di Internet, si chiamava RtmOl punto it che sta per Radio Tele Magia On Line. Alla pari di Telecom e degli altri colossi.

Antonio Baldassarra

A guidare quel gruppo c’era un ingegnere: si chiama Antonio Baldassarra ed ha trasformato quell’intuizione in un’azienda. Con sedi e nodi in mezza Europa. Tra i primi a profetizzare l’avvento del Cloud: solo il necessario sul computer, il resto su una ‘nuvola’ virtuale’. Oggi quell’intuizione si chiama Seeweb. E continua a confrontarsi con la dimensioni continentali: ha conteso ai colossi mondiali la sfida per il cloud nazionale.

Di più. Seeweb nel 2015 ha fondato DHH Dominion Hosting Holding e nel 2020 è entrata a far parte del gruppo. Provider di Cloud Computing a livello europeo, in particolare nei Paesi emergenti dell’est Europa, DHH è una società per azioni quotata in Borsa sul mercato Euronext Growth di Milano. Ha società e nodi in Bosnia, Bulgaria, Croazia, Svizzera, Serbia e Slovenia. Ed una delle sedi strategiche ha voluto mantenerla dove tutto è nato: a Frosinone, nell’area dell’ex stabilimento Marangoni Tyre.

Ha molto da dire sul presente e sul futuro del territorio. Temi che saranno al centro dei prossimi Stati Generali della Provincia di Frosinone convocati dal presidente Luca Di Stefano.

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Antonio Baldassarra (Foto: Giuliano Del Gatto © Imagoeconomica)
Ingegner Baldassarra, non ha nascosto la sorpresa quando ha saputo degli Stati Generali.

Confesso, sono stato sorpreso. Da un lato, positivamente: nell’apprendere che il presidente Luca Di Stefano raccoglie la sfida e gli fa onore politicamente. Dall’altro, negativamente: nell’apprendere che non sappiamo cosa fare.

Gli Stati Generali si convocano per scrivere un’agenda che è vuota. Come lo è in larga parte del Paese.

Spesso il cosiddetto “ovvio” si sedimenta, si stratifica. Entra dentro di noi al punto che diventa la “normalità” fino a non sapere più cosa fare per uscire dal “cul de sac”.

Perché sono bianche quelle pagine?

Abbiamo vissuto una lunga fase nella quale la politica territoriale era basata sull’assistenza, la famosa Cassa per il Mezzogiorno. Poi abbiamo avuto una fase di opportunità “forzate” dall’alto. A seguire ci sono stati decenni e decenni di abbandono. Temo sia normale che non si sappia cosa fare.

Crede in questi Stati Generali?

L’impresa pare titanica e anche al di fuori della portata del potere politico. Una politica che purtroppo ha ormai vicissitudini temporali e causali molto “spicciole” e di breve periodo. La rendono inadatta a seguire le necessità di un territorio ormai “incrostato” e anche disilluso circa la capacità di attuare un reale cambio di passo.

Da un paio di stanze nel grattacielo edera ad una struttura quotata in borsa e che mette in connessione tutta la parte emergente dell’Europa. Cosa manca alla Ciociaria?
Luca Di Stefano

Quello che penso è che occorra stabilire una strategia per il territorio, una strategia di medio termine attorno alla quale avere il “gentleman agreement” di tutti gli stakeholder sul quale il potere politico sappia di poter contare. Una strategia che non debba entrare nel merito delle “vocazioni del territorio”, ma che abbia come finequello di creare il miglior contesto possibile del Paese per ogni impresa, di qualsiasi tipo. Una strategia che si concentri nel rimuovere gli ostacoli comuni ad ogni genere di impresa puntando a fare della Ciociaria un’eccellenza del Paese da questo punto di vista.

Per una volta la politica sollecita concretezza e chiede che gli Stati Generali non diventino una passerella.

Una volta definita la strategia occorre definire un piano di “interventi tattici” capaci di fornire risultati osservabili in settimane, in mesi non in anni. Nel lungo (ma temo anche nel medio) termine saremo tutti morti. Questa è la prima rivoluzione che dovremmo proporci. Tanti interventi tattici che perseguano la strategia condivisa.

Proiettarsi fuori dal territorio cosa le ha insegnato?
La sede Seeweb a Frosinone

Che ci sono tanti esempi di eccellenza in questo ambito nei contesti che ho avuto la fortuna di frequentare a livello imprenditoriale: la Svizzera, persino la Slovenia… basta copiare. Possiamo rimanere anche all’interno del nostro Paese, ricordo quando aprii la filiale a Milano nel 2006/07 venni contattato dalla Regione Lombardia che “studiava” le aziende di nuovo insediamento nel territorio lombardo. E fui invitato a tenere una relazione nell’ambito di un corso di formazione per i dirigenti regionali, ancora conservo le slide.

Cosa scrisse in quelle slide?

Alle slide 4 e 5 è spiegato tutto quello che “dovremmo” iniziare a fare: dobbiamo diventare il territorio più attrattivo del Paese e non come adesso il più ostile all’impresa. Dobbiamo farlo e dobbiamo farlo in un tempo definito: dobbiamo darci una scadenza per le nostre azioni: per quelle strategiche e per quelle tattiche: parlare poco, fare molto.

È un tema sul quale la presidente di Unindustria Miriam Diurni ha posto l’accento un anno fa: questo è un territorio ostile a chi fa impresa.
Miriam Diurni

Proprio per questo lancio una proposta: in vista dell’incontro promosso dal presidente Luca Di Stefano discutiamo insieme tra amici: imprenditori, stakeholder il direttore di questa testata che è stato il primo a sollevare con convinzione la necessità di riunire gli Stati generali. Arriviamo ad un position paper da inoltrare al presidente Di Stefano. Aiutiamolo! Sono convinto che le associazioni di categoria faranno lo stesso, forse anche i sindacati, chiunque voglia. La più grande dote dell’imprenditore è riconoscere e approfittare delle “occasioni”, forse con Luca Di Stefano ne abbiamo una: proviamo a sfruttarla. Al più non produrrà nulla e rimarremo nel “nulla”.