Stellantis/1 “Cassino Plant è lo stabilimento Fca che soffre di più”

Cosa ha detto Uliano. il leader nazionale Fim-Cisl presenta il report su Fca. Numeri drammatici sullo stabilimento di Cassino. Persi auto e posti di lavoro. Grecale? Forse a fine 2021

Massimo Gentile
Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

«Lo stabilimento di Cassino è quello più in sofferenza in termini di volumi. E rappresenta certamente una priorità per il sindacato. Dovrà esserlo anche per i futuri piani industriali di Stellantis. Vista la presenza di questo stabilimento nel settore premium, se il gruppo Stellantis vuole aumentare la propria capacità produttiva in questo segmento dovrà investire ulteriormente con altri prodotti».

Ad accendere i riflettori sulla fabbrica metalmeccanica più grande nel Lazio è il Segretario nazionale della Fim-Cisl Fernando Uliano. È stato lui ad illustrare il report del quarto trimestre 2020 per quel che riguarda la produzione e l’occupazione 2020 degli stabilimenti italiani del Gruppo FCA.

Numeri da brividi

Il logo e il parco produttivo Stellantis

La conferenza è stata l’occasione per fare il punto sul futuro gruppo Stellantis, alla luce delle assemblee di Fca e Psa che hanno dato il via libera alla fusione. Si perfezionerà entro il 18 gennaio.

Cosa dicono i numeri? Che lo stabilimento di Cassino in termini di volumi produttivi ha perso il 9,10% rispetto allo scorso anno. Più precisamente: sono stati prodotti 53.422 modelli contro i 58.772 dell’anno precedente.

Numeri che fanno tremare se raffrontati con il 2018: 99.154 modelli prodotti. Di più ancora nel raffronto con il 2017. In quell’anno Cassino aveva chiuso in doppia cifra la produzione sfornando 135.263 modelli.

Per trovare numeri analoghi al 2020 bisogna andare a ritroso al 2014. In quell’anno Cassino chiuse con 51.000 modelli ma sulle linee c’era solo Giulietta a “tirare”. La Giulia sarebbe arrivata l’anno successivo. Lo Stelvio nel 2017.

Grecale non prima di nvembre

Ora spetta al Suv e alla berlina mantenere in vita lo stabilimento perchè, come ha svelato Uliano, «il Grecale della Maserati non andrà in produzione prima di novembre 2021».

Maserati Grecale. Foto © AutoExpress

Quindi il numero uno della Fim-Cisl ha messo in guardia: «Nel 2021 la situazione produttiva in termini di volumi peggiorerà ulteriormente di circa il 20%. Venendo a mancare la produzione della Alfa Romeo Giulietta, cessata lo scorso dicembre. Sono 11.116 le Alfa Romeo Giulietta prodotte nel 2020. Per tutto il 2021 continuerà l’utilizzo di ammortizzatori sociali per mettere in sicurezza l’occupazione».

E sul fronte dell’occupazione, invece? Non va affatto meglio. Ancora una volta sono i numeri a parlare, con la loro forza intrinseca. «Nel corso dell’ultimo anno e mezzo c’è stata una riduzione di 900 dipendenti. Passando da circa 4300 a 3.400 e questo non è bastato a ridurre l’utilizzo di ammortizzatori. Naturalmente gli impatti sull’indotto sono altrettanto pesanti».

Giulia e Stelvio dolenti note

Sono sempre i numeri a tracciare la linea del declino. Giulia e Stelvio non tengono.

«Le produzioni di Giulia e Stelvio, vengono svolte su un unico turno centrale, e hanno raggiunto nel 2020 le 42.306 unità (-8,3%). Nel 2017 nel massimo della produzione delle due Alfa Romeo avevano superato le 100.000 unità».

Ma all’indomani delle assemblee di Fca e Psa, il numero uno della Fim-Cisl non ha potuto fare a meno di soffermarsi su l’imminente fusione. E ha puntato ancora i riflettori sul sito pedemontano.

Fca Cassino Plant, operai all’ingresso in stabilimento

«Con la nascita di Stellantis è nato il quarto costruttore al mondo di automotive. Con oltre 8 milioni di auto, tecnologie, stabilimenti produttivi e una rete commerciale globale. Il gruppo Stellantis rappresenta una grossa opportunità per il gruppo Fca. Poi per gli stabilimenti italiani e la loro prospettiva futura, soprattutto per la messa in sicurezza dell’occupazione».

Cosa ci si aspetta dal governo

«Nel 2021 si attendono i lanci produttivi del Suv Alfa Tonale e il Suv Maserati Grecale, indispensabili per saturare le produzioni negli stabilimenti di Pomigliano e Cassino. Ma nel prossimo piano industriale è indispensabile chiarire le prospettive e gli investimenti futuri di questi due stabilimenti. Stabilimenti che non hanno ancora raggiunto la piena occupazione. E’ necessario poi affrontare il tema delle fabbriche che producono motori diesel. Questo per costruire le condizioni di salvaguardia delle prospettive industriali e occupazionali, prevedendo anche piani di riconversione produttiva se necessario».

Il 2021 sarà un anno importante per quello che riuscirà a fare la politica, a livello locale e nazionale. Il presidente del Consiglio regionale ha aperto un tavolo sull’automotive dove ha coinvolto anche il Mise, nonché sindacati e industriali.

Chiosa Uliano: «Ci aspettiamo che il governo italiano svolga un ruolo positivo e attivo per il rafforzamento della presenza del settore dell’auto nel nostro Paese. E con particolare attenzione al gruppo Stellantis, per l’importanza che un settore come quello dell’automotive rappresenta in termini occupazionali e tecnologici ma anche che indirizzi con attenzione le risorse del Recovery Plan in favore della transizione ecologica e della mobilità sostenibile».