Trisulti tolta ai sovranisti ritorna alla cultura del confronto

Il messaggio di Zingaretti e Franceschini. Lanciato dalla Certosa tolta ai sovranisti: "Quella cultura non è fondata sul confronto. Invece questo luogo nel 1200 è nato come pilastro della cultura europea che ha il confronto delle idee come sua vocazione".

Non avevano cose da dirsi in segreto, né messaggi da confidarsi solo di persona. Non dovevano confrontarsi sul Governo, né sulle strategie per l’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Dopotutto, nelle ore scorse erano stati a tavola assieme, al compleanno di Goffredo Bettini. I messaggi che il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti ed il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini hanno voluto lanciare oggi da Trisulti sono stati ben altri. E ben più pesanti.

Dalla sala del refettorio fatta costruire nel 1204 da Papa Innocenzo III per i monaci certosini il ministro ed il governatore hanno detto che fino a quando ci saranno loro, la cultura e la religione cattolica non verranno cedute né ai sovranisti né ai populisti. Nemmeno se si chiamano Bannon ed hanno aiutato il presidente degli Stati Uniti d’America ad essere eletto.

«Questa è una bella storia italiana di riscatto e di collaborazione. Collaborazione tra Istituzioni. Ed anche tra Istituzioni e cittadini» ha commentato Dario Franceschini poco prima della cerimonia.

Orgogliosa difesa di Trisulti

Dario Franceschini (Foto Mic)

Sono stati i cittadini due anni fa a scendere in strada, gridare che quello compiuto proprio dal suo ministero era un sacrilegio. A ricordare che la burocrazia può combinare disastri. Come aveva fatto a Trisulti, assegnandola ad un’associazione ultracattolica, disposta a trasformare quel luogo di cultura e di preghiera in un’accademia del sovranismo mondiale.

Dario Franceschini riconosce il ruolo avuto dalla gente. «Qui c’è stata un’orgogliosa difesa della Certosa di Trisulti a parte della comunità locale. Ripartono quindi le visite guidate ma questo è solo il primo passo per far tornare questo posto un luogo che riviva tutti i giorni. Sarebbe poi fondamentale avere qui un presidio di religiosi. Abbiamo già qualche contatto. E poi pensiamo a farne un luogo di incontro per i camminatori che di solito scelgono luoghi di ospitalità come questi, semplici e poveri. Il suo posto è al centro dell’Europa“.

Esempio di collaborazione

Un momento della conferenza (Foto Dire)

La riconsegna ufficiale dell’eccezionale complesso religioso medievale è avvenuta questa mattina. Con l’assenza di colui che è stato il grande manovratore nell’ombra, Albino Ruberti è l’uomo che in una manciata di ore ha piazzato la Regione Lazio nella Certosa appena gli ultracattolici hanno restituito le chiavi, in base ad una del Consiglio di Stato. Ha stabilito che il bando era stato vinto dalla cordata di sovranisti – guidata dallo stesso Bannon e dall’inglese Benjamin Harnwell – presentando documenti non corrispondenti; motivo per cui l’affidamento è stato ritirato dagli stessi giudici.

In due giorni Ruberti ha steso il testo dell’accordo tra il Sistema Museale del Lazio ed il Ministero dei Beni Culturali. In due mesi ha fatto in modo che si svolgessero i lavori di manutenzione mai tenuti nonostante gli accordi con il precedente gestore. Non ha fatto in tempo a vedere il risultato finale: lo hanno chiamato a governare la macchina amministrativa del nuovo sindaco di Roma.

Lo hanno chiamato «esempio di buona collaborazione tra Istituzioni». Il risultato concreto è che  la Certosa di Trisulti è stata strappata a quello che sembrava il suo destino fino a pochi anni fa: diventare l’università mondiale dei sovranisti, con l’appoggio dell’ala ultraconservatrice del clero cattolico romano. Costretto ad interrompere ogni collegamento con l’accademia immaginata da Steve Bannon.

Il vescovo per la prima Messa

Foto: AG IchnusaPapers

Domenica ci sarà la prima Messa: la celebrerà Lorenzo Loppa, il vescovo di Anagni e Alatri. Sarà una Messa di ringraziamento, una cerimonia di riconciliazione tra le mura del Duecento e la missione per la quale erano state edificate.

Dal prossimo week-end tutti potranno visitare quegli ambienti eccezionali: dalla farmacia al chiostro fino al monastero. Nell’erboristeria ci sono ampolle con scritte tracciate quasi mille anni fa, custodie in legno ormai consumate dalle tarme ma rimaste a testimoniare le ricerche e le alchimie condotte su quei monti nel nome della Fede e della ricerca del contatto con il Divino.

La Certosa ospita un’elegantissima farmacia settecentesca e la biblioteca nazionale della Certosa, oltre alla chiesa di San Bartolomeo, che contiene due preziosi cori lignei realizzati dai maestri certosini, un chiostro e un giardino all’italiana.

Via i sovranisti, dentro i fedeli

Nicola Zingaretti e Dario Franceschini affacciati al chiostro (Foto Mic)

Ma non faremo alcun hotel“, ha rassicurato Franceschini chiarendo così che la fruibilità della struttura sarà per i viandanti, al massimo per i visitatori che sempre più chiedono di poter trascorrere qualche giorno nelle foresterie dei monasteri vivendo gli stessi ritmi dei monaci. Ma è presto per azzardare ipotesi

Aver impedito la nascita di una scuola sovranista in questo luogo– ha commentato Nicola Zingarettipenso sia un valore aggiuntivo perché quella cultura non è fondata sul confronto. Invece questo luogo nel 1200 è nato come pilastro della cultura europea che ha il confronto delle idee come sua vocazione“.

È stato, dopotutto, uno scontro tra culture: esattamente come quello che nel Medio Evo portò alla nascita degli eremi e delle certose.

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