Frosinone, stadio di… avanzamento (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Giovanni Lanzi

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

Novanta minuti. Come una partita di calcio. Senza recupero perché non c’erano state particolari interruzioni, tantomeno sostituzioni e falli di gioco. Novanta minuti di conferenza stampa imperniati sullo Stadio Casaleno-affaire e poi sul momento dei giallazzurri di Marino. Praticamente un tempo a testa per un bel pareggio che muove la classifica. E che apre però una finestra interessante sul futuro a tutto tondo.

Alle 11 di un martedi mattina uggioso nella sala conferenza del Comunale entra sorridente il presidente Maurizio Stirpe seguito dall’avvocato Aldo Ceci. A ruota il ds Giannitti e il tecnico Marino, battute simpatiche tra i due su calcio & ditorni.

Non ci sono preamboli. Stirpe parte pancia a terra. Eravamo rimasti all’ipotesi del via libera per Natale e del ‘trasloco’ durante la sosta.

Il presidente mette subito le cose in chiaro: «Ci saranno due mesi di ritardo rispetto al 24 dicembre, credo sia ipotizzabile il ‘via libera’ sulla struttura tra la metà e la fine del mese di febbraio. Ritardi che dipendono – spiega Stirpe – da due ordini di fattori. La prima ha riguardato questioni al nostro interno, relativa alla progettazione e all’espletamento dei lavori anche perché i target richiesti sono particolarmente ‘sfidanti’. Per arrivare ad avere quelle offerte che poi ci consentiranno di realizzare lo stadio all’interno del quadro economico preventivato si sono dovute seguire una serie di elaborazioni tecniche per avere la configurazione giusta. Abbiamo perso del tempo per arrivare quindi ai target economici. Parallelamente – prosegue Stirpe – si è perso del tempo anche per il coordinamento di un ufficio con oltre 20 progettisti. Non è stata una cosa così tranquilla e pacifica».

Stirpe ha la capacità di rendere deglutibili anche questioni che, tra le righe, si sono rivelate in corsa abbastanza spinose: in primo luogo il ‘costo’ dell’operazione, in secondo luogo unire le ‘teste’ che hanno preso parte all’operazione.

«Siamo arrivati al 28 settembre, la data che avevamo fissato con il Comune per la consegna degli elaborati. Forse se fossimo riusciti ad arrivare un mese prima, non avremmo perso tempo. Abbiamo rispettato il termine ma non era lo stesso che avevamo fissato noi per arrivare al 24 dicembre. Successivamente c’è tutto l’aspetto dell’espletamento delle pratiche burocratiche che comunque richiedono una fase di metabolizzazione che deve essere assorbita nel modo giusto. Anche per momenti di particolare delicatezza che stiamo vivendo per il terremoto che ha colpito l’Italia Centrale. Dal 14 novembre tutte le ditte saranno sui cantieri, sia per quanto riguarda l’operatività sulla parte esterna che su quella interna. Intanto abbiamo preparato un rendering dell’intea struttura che dovrebbe essere effettivo al 99% e che vi mostreremo».

 

L’avvocato Ceci
E’ la volta dell’avvocato Aldo Ceci, il legale che affianca il massimo dirigente giallazzurro e che già aveva presenziato a diverse conferenze stampa sulla materia specifica. «Questo è il terzo stadio in Italia di proprietà che verrà realizzato in Italia. Il Mapei era già esistente, lo Juventus Stadium ha necessitato di 8 anni, la Dacia Arena di Udine 4 anni. Anche le normative internazionali fissano in 4 anni le tempistiche per la costruzione di un nuovo stadio, qui a Frosinone stiamo cercando di realizzarlo in 11 mesi tra fase di progettazione e realizzazione».

Sicuramente a tempo di record. Nonostante il sito del Casaleno sia stato al centro di annosi ‘stop and go’ che si perdono nella notte dei tempi. Tra veti incrociati, ostacoli, paletti (anche dalla stessa parte dell’attuale Primo Cittadino all’epoca della consiliatura-Marzi), travi e dubbi.

«Voi sapete – prosegue l’avvocato Ceci – che il 13 settembre è stato sottoscritto il contratto di proprietà per 45 anni, il 28 settembre consegnate le documentazioni. Abbiamo quindi presentato le pratiche al genio Civile. Il 19 ottobre il genio Civile ha sospeso la nostra pratica ed ha chiesto al Comune delucidazioni sull’appalto della Clarin riguardante le tribune. Il Comune si è mosso per tempo in tal senso. Domani (mercoledi 9 novembre) si dovrà riunire la Commissione Sismica, credo che entro la settimana dovrà essere rilasciata l’autorizzazione totale. Nel momento in cui verrà rilasciata credo che, come detto dal presidente, le ditte inizieranno ad operare sulla struttura, in interno e in esterno».

E’ il momento delle clip a video. Il ‘Benito Stirpe’ prende forma agli occhi dei presenti mentre l’avvocato Ceci parla di ‘formaggini’ (che non sono i cremosi ‘Mio’ ma spicchi di tribune, in sostanza i classici raccordi sui quattro lati), platee in cemento, seggiolini, prospettive e via discorrendo. Un denominatore comune: si dovrà correre con i tempi. Sia per i lavori all’interno che all’esterno. Si corre (a parole) di 40 giorni in 40 giorni e non è facilmente comprensibile se da sommare o sovrapporre. Ma ci sarà tempo per rendersene conto.

Emerge nel frattempo una questione interessante: «L’Osservatorio sulle Pubbliche Manifestazioni ha deciso di monitorare il ‘Benito Stirpe’ come possibile modello per i futuri stadi che verranno realizzati in Italia. E’ questo un motivo di grande soddisfazione e responsabilità per tutti. Abbiamo un faro acceso a livello nazionale e ci aspettiamo che tutti gli Enti preposti pongano l’attenzione massima sull’impianto. Proprio per questo il presidente Stirpe ha commissionato uno studio della copertura della tribuna centrale in Galleria del Vento e i primi risultati di questo studio sono confortanti nel senso che la scelta progettuale è giusta e corretta».

Si parla anche di cifre ed è lo stesso avvocato Ceci a snocciolarle: «Fino ad ora la società ha investito 3 milioni di euro. Ripartiti tra oneri economici, in parte corrisposti al Comune, in parte per fidejussione, in parte ai professionisti, in parte alla ditte. Questo significa che bisogna accelerare. Allacciare le cinture di sicurezza, rispettare i limiti di velocità ma accelerare…». Parla a ‘nuora’ (i cronisti) affinché suocera (??) intenda…

Il legale è preciso anche sui posti auto: «Saranno circa 300 all’interno e 4.500 all’esterno».

 

I rapporti con il Comune
La tempistica slitta di 8-9 mesi complessivi? Si è parlato inevitabilmente di rapporti con il Comune che dovrebbe far nascere il Parco Urbano dove attualmente c’è il Comunale: «Non credo – rileva ancora l’avvocato Ceci – ad una ipotesi di contenzioso con il Comune. Stiamo collaborando quasi quotidianamente con il Comune di Frosinone e continueremo a farlo. Il 31 dicembre non era un termine entro il quale si doveva andare a giocare al Casaleno».

Il discorso tocca le tribune del Comunale. Si era parlato di penali che il Comune avrebbe dovuto corrispondere nel caso di mancato rispetto dei tempi di fruibilità della nuova struttura: «Le tribune metalliche del Comunale – spiega ancora l’avvocato Ceci – già oggi non sono più del Comune ma della Clarin, e il Frosinone le ha affittate in maniera onerosa alla Clarin. Dopo l’ultima partita di campionato (stagione regolare i playoff che saranno, ndr) verranno rimosse. Non sarà il Frosinone l’ostacolo alla realizzazione del Parco sul Fiume Cosa».

 

Il Benito Stirpe in clip
E’ la volta dell’architetto Renzi che mostra i render dell’intera area. Una struttura che avrà una capienza di 16.125 posti di cui 63 posti per disabili. Attualmente i posti per i tifosi ospiti sono 1.305, dovranno essere portati a 1.200. Il campo di gioco è lungo 105 metri e largo 68, il fondo è in erba naturale. Scorrono immagini ammalianti della futura casa del Frosinone: gli Sky Box, i palchetti (zona relax e due file per assistere alla gara), la struttura avrà anche due ascensori, una ampia sala Gos, spazi adibiti per la stampa, nella pancia anche spazi per uffici, una palestra polifunzionale che sarà aperta tutta la settimana, aree ospitalità, il Frosinone Store. Ma soprattutto non ci saranno barriere, secondo le nuove norme in vigore. La tribuna centrale ha avuto una rimodulazione per permettere una maggiore visibilità.

L’ultima domanda è di Stirpe, sorridente e sicuramente più della conferenza stampa di luglio a San Donato dove c’era l’affare Blanchard ad affliggerlo: «Ma allora la domanda – rivolto ai cronisti – ve la faccio io: vi piace o no questo stadio?».

E’ il momento dell’onda lunga e lui sa come cavalcarla con grande padronanza.

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