Indiscrezioni su un possibile rientro di Forza Italia in maggioranza a Frosinone, con la Presidenza del Consiglio offerta a Pasquale Cirillo. Dietro la regia del vicesindaco Scaccia si intravede però anche un possibile futuro competitor di Mastrangeli. Come va letta. Cosa la rende possibile. E quali interrogativi apre sul realee futuro della Lega. Intanto il Pd manda segnali di risveeglio.
Maurizio Scaccia
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Il Question Time di Frosinone certifica che ormai si procede su due livelli. Su uno c’è l’Aula: bloccata da mesi su un aspetto politico. Sull’altro c’è il sindaco che viaggia come un Frecciarossa realizzando le opere che anche il Consiglio si era impegnato con gli elettori a realizzare. Oggi nuovo esposto in Prefettura.
Le delibere del 3 e del 30 luglio sotto accusa: i firmatari chiedono al Prefetto un incontro urgente e al Segretario Generale tre risposte precise. Il contrasto tra i due pareri Michetti come «inversione della regola». E la domanda che nessuno vuole porsi: quando un’assemblea elettiva affida ad altri il compito di giudicare i propri atti, la politica ha già perso. I Socialisti prendono posizione: si va avanti su Iacovissi. Il BRT: tanto rumore per nulla
Cosa c’è dietro. Soprattutto sul piano politico. Undici firme trasversali, un atto istituzionale che è soprattutto politico, la firma di Fanelli che crea due problemi a FdI, l’assenza di Iacovissi che dice tutto sul PSI. E Cirillo che studia da sindaco.
Cirillo guida una pattuglia trasversale di 11 consiglieri di maggioranza e opposizione. E porta la crisi della presidenza fuori da Palazzo Munari. Quattro quesiti al Prefetto e al Ministero: chi ha il potere di convocare il Consiglio? Le delibere approvate da Ferrara sono valide? La mossa è di una precisione chirurgica.
Frosinone cerca i 17 voti per il nuovo presidente del Consiglio, ma il nodo vero è un altro: Mastrangeli ha perso quasi duemila preferenze personali con i consiglieri passati all’opposizione. Un patrimonio elettorale da ricostruire entro maggio 2027.
Il nuovo presidente del Consiglio comunale finisce all’ultimo punto dell’ordine del giorno e, salvo sorprese, l’elezione slitterà dopo l’estate. La maggioranza evita il voto segreto senza una maggioranza certa e sceglie la linea del rinvio.
Il duro documento di Forza Italia segna una nuova rottura con Riccardo Mastrangeli. Gli azzurri dichiarano conclusa l’esperienza del centrodestra che vinse nel 2022 e iniziano a posizionarsi in vista delle comunali del 2027.
Dieci consiglieri chiedono la convocazione urgente del Consiglio per eleggere il nuovo presidente dell’Aula. Una mossa che accelera i tempi, testa la tenuta della maggioranza di Mastrangeli e mette in evidenza le divisioni ancora aperte nel centrosinistra.
La prima convocazione del Consiglio comunale va deserta per mancanza del numero legale. Maggioranza e opposizioni evitano rischi e rinviano tutto alla seconda convocazione, confermando che nessuno ha interesse a interrompere anzitempo la legislatura.
Caos traffico e lavori per il Bus Rapid Transit trasformano Frosinone in un ingorgo permanente, soprattutto nell’area di De Matthaeis. Le opposizioni attaccano l’amministrazione Mastrangeli e fanno della mobilità il terreno centrale della sfida elettorale del 2027, tra accuse di paralisi urbana e dubbi sull’efficacia del progetto.
A un anno dalle Comunali, l’opposizione si muove e costruisce consenso mentre il Pd resta in ombra. Tra strategie attendiste e voci di scissione, i Democratici rischiano di perdere terreno politico decisivo.
I consiglieri Cirillo, Scaccia, Martino e Petricca attaccano duramente l’Amministrazione sulla gestione del servizio della nettezza urbana. Snocciolati numeri, disservizi e perplessità. Alto il tasso di evasione tra le attività economiche, mentre per i cittadini aumenta la tariffa. Dal punto di vista politico è sempre più evidente come l’alleanza tra i due gruppi sia strutturale e proiettata alle prossime elezioni comunali. A questo punto improbabile che gli azzurri possano rientrare nel centrodestra
L’ultima seduta ha visto un consiglio comunale da fine consiliatura. Poche presenze (solo 17 all’appello), clima tiepido, qualche punzecchiatura e politica quasi assente. Solo l’ennesimo scontro tra Pizzutelli e Mastrangeli sul Brt ha ravvivato la riunione facendo intendere che la sfida decisiva alle prossime elezioni si giocherà allo Scalo
Il governo esclude elezioni anticipate, ma lo scenario nazionale pesa già su Frosinone. Tra centrodestra diviso, centrosinistra incerto e incognita Gen Z, le Comunali 2027 si giocano anche sugli equilibri romani.
A Frosinone i Piloni diventano terreno di scontro politico. Il sindaco Mastrangeli rivendica il successo dell’operazione, mentre FI e FutuRa sollevano dubbi su autorizzazioni e agibilità. Sullo sfondo si muovono già gli equilibri in vista del 2027.
Alle consultazioni per il Consiglio di palazzo Iacobucci il Capoluogo pesa 315 voti per consigliere ma non fa sistema. Due candidati, nessuna regia unitaria, partiti in ordine sparso. Così la città rischia di sacrificare il suo peso sull’altare delle segreterie. E perdere centralità
La polemica sulla raccolta differenziata diventa il grimaldello per una partita politica più ampia: Forza Italia e FutuRa incalzano il Comune, mentre Pasquale Cirillo costruisce, tra numeri e alleanze, la sua corsa verso la Provincia.
Da capitale mancata a campo di battaglia permanente: a Frosinone la politica ha smesso di costruire per concentrarsi sui posizionamenti. Divisioni interne, occasioni perse e un paradosso che conviene a molti, tranne che alla città capoluogo.
La maggioranza di Frosinone vive una tregua armata: pragmatismo oggi, strategie per il 2027 domani. Tra bilancio, Provinciali e ambizioni incrociate, Mastrangeli e FdI giocano una partita che vale molto più del presente.

























