Sora, se vinco ecco come la governo

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Commercio, viabilità, collegamento Tirreno-Adriatico. Queste alcune delle domande che gli associati di ConfimpreseItalia hanno deciso di rivolgere ai sei candidati sindaco di Sora. Quesiti che sono stati posti agli aspiranti alla fascia tricolore, ma non tutti i candidati hanno deciso di rispondere alle domande sottraendosi, così, a un momento di confronto democratico. Per questo ConfimpreseItalia inviterà a votare coloro che hanno accettato di misurarsi con i cittadini.

  1. Che fine ha fatto il collegamento Tirreno-Adriatico e la possibilità di “unire” la Ferentino-Frosinone-Sora con la Sora-Avezzano. Si può… riprovare?

Bruno La Pietra: “Esiste una bretella, pensata per collegare le due arterie in questione, deviando il traffico, compreso quello pesante, dal centro cittadino. È necessario garantire una manutenzione delle infrastrutture esistenti piuttosto che crearne di nuove, potenzialmente impattanti per alcuni punti nevralgici del patrimonio ambientale. Lo stato dei collegamenti viari e ferroviari è la misura della modernità di una comunità cittadina e in questo senso promuoveremo e potenzieremo una mobilità sostenibile”.

Antonio Vitale: “Al momento non sembrano esserci fondi disponibili e la natura del terreno da attraversare presenta criticità di tipo idrogeologico che potrebbero sconsigliare tale esecuzione. Allo scopo di unire le due parti esistono gia dei tratti di viabilità esterni alla città che permettono a mezzi pesanti di percorrere in pochi minuti la distanza tra l’uscita di Sora e il casello di Broccostella (Sora Sud). Al momento si dovrebbe investire sulla migliore manutenzione possibile di queste tratte stradali allo scopo di agevolare la circolazione dei mezzi, specie quelli pesanti”.

Fabrizio Pintori: “Siamo contrari a nuove grandi opere che possono diventare occasione di spreco di denaro pubblico, corruzione e cementificazione del territorio. Per unire le due superstrade occorre migliorare soltanto l’attuale tratta di collegamento Selva–Broccostella. Vogliamo porre invece grandissima attenzione a ciò che richiede ciascun cittadino sorano: la manutenzione ordinaria dell’esistente. Ciò vorrà dire marciapiedi, arredo urbano, verde, strade finalmente degni di una città che voglia dirsi civile”.

Ernesto Tersigni: “Stiamo andando avanti per raggiungere questo obiettivo per il quale è stato effettuato un protocollo d’intesa con la Provincia de L’Aquila. Siamo inoltre in continuo contatto per riprendere un discorso iniziato nel 2006 e ripreso all’inizio di questa legislatura”.

 

  1. E’ possibile (e con quali risorse) mettere in campo un Piano per il rilancio del piccolo e medio commercio?

Bruno La Pietra: “Nel rispetto della vocazioni commerciale di Sora, innescare un meccanismo locale di sostegno e indirizzo, promuovendo l’incontro tra manifattura e innovazione. Stimolare la nascita di gruppi locali, autonomi e aperti, costituiti da persone che condividono un interesse comune e, collegarli in rete dando loro supporto e coordinamento a livello locale. La più nobile cultura ottimizza le proprie risorse coniugando il senso del lavoro e del tempo con quello del capitale sociale e della vita”.

Antonio Vitale: “Per rilanciare il piccolo e medio commercio non sembrano esserci risorse disponibili. Ritengo che allo stato solo una detassazione delle imposte locali e una pubblicizzazione delle eccellenze possano essere messe in campo da amministrazioni locali e categorie di imprenditori”.

Fabrizio Pintori: “Innanzitutto siamo contrari a nuovi centri commerciali nel territorio di Sora e dei comuni del circondario ritenendo che tale modello di distribuzione determini impatti non irrilevanti sulla vivibilità (traffico, inquinamento) e rischi di desertificare le zone centrali di Sora con la perdita di numerose attività commerciali. Ci impegneremo a favore dell’apertura di negozi di vicinato nel centro urbano e verificheremo la possibilità che siano creati centri commerciali naturali in ogni quartiere”.

Ernesto Tersigni: “Le chiavi del rilancio possono essere sintetizzate in alcuni concetti: buona gestione, riduzione dei tributi, semplificazione e iniziative che ridiano slancio all’indotto. In questi anni abbiamo sempre agito in tal senso a partire da una oculata gestione del bilancio comunale. Anche l’abbassamento delle tasse è un obiettivo che stiamo raggiungendo con la differenziata. Alla semplificazione, già in atto, è dedicato un intero punto del nostro programma così come ad una serie di idee e progetti per la città elaborate con l’ausilio dei commercianti stessi”.

 

  1. La politica dei distretti industriali può aiutare il territorio? Come potenziare la Fiera di Sora?

Bruno La Pietra: “Sui distretti, il territorio svolge la funzione di infrastruttura di integrazione economica, istituzionale e cognitiva. Il peso della tradizione distrettuale rende in Italia più difficile contrassegnare come fattore di vitalità del modello il processo di evoluzione dei sistemi locali manifatturieri verso nuovi assetti organizzativi. Gli strumenti della Green Economy, previsti dal nostro programma sono rivolti a una conversione dei distretti attuali in distretti “verdi”. Sarebbe logica conseguenza un potenziamento della fiera”.

Antonio Vitale: “Un distretto industriale è un’agglomerazione di imprese, in generale di piccola e media dimensione, ubicate in un ambito territoriale circoscritto e storicamente determinato, specializzate in una o più fasi di un processo produttivo e integrate mediante una rete complessa di interrelazioni di carattere economico e sociale. Allo stato, l’unico distretto riconosciuto e quello del Tessile istituito con L.R. 32/2001 e riconosciuto con delibera regionale n. 311 del 11/04/2003. Da tale anno il distretto è supportato dalla società “Sviluppo Tessile Lazio” una s.r.l. partecipata da privati e enti pubblici. I principali fattori di debolezza sono: crisi del settore moda legata principalmente alla concorrenza internazionale; scarsa propensione all’associazionismo da parte delle imprese; debolezza delle politiche di commercializzazione, di marchio e di internazionalizzazione; scarso coordinamento tra le iniziative avviate sul territorio. Questo evidenzia come la nascita di un distretto necessita di una programmazione idonea a promuovere verso l’esterno le proprie potenzialità. Tali potenzialità sono state illustrate nella relazione 2014 dove viene evidenziato come le peculiarità di tale forma produttiva esaltano il Made in Italy. La Fiera di SORA oggi rappresenta un elevato, per qualità ed offerta, sportello commerciale, ma anche una proposta turistico-territoriale per chi espone e chi visita. E’ uno dei maggiori spazi espositivi del Centro-Sud e pertanto dovrebbe essere interesse delle Amministrazioni locali promuovere tale attività di interscambio con presentazioni all’esterno del nostro territorio, dei suoi prodotti e delle sue eccellenze”.

Fabrizio Pintori: “Serve una politica industriale territoriale che favorisca iniziative di tipo aggregativo e che guardi in maniera organica alle realtà manifatturiere sorane. Per tale motivo siamo favorevoli a politiche serie ed improntate alla logica dei distretti industriali, soprattutto se, ad esempio, presteranno grande attenzione al mondo delle start-up.

La Fiera è un elemento distintivo dell’economia sorana e a nostro parere deve diventare la principale vetrina delle iniziative di marketing territoriale locale”.

Ernesto Tersigni: “Possono aiutare perchè mettono in sinergia più territori e consentono di attuare una strategia di sviluppo comune. La fiera è sicuramente uno dei volani della nostra economia. Contribuiremo a valorizzarla partecipando all’organizzazione di eventi, attraverso i quali pubblicizzare le risorse territoriali ad oggi fondamentali per il rilancio dell’economia locale e territoriale”.

 

  1. Arredo urbano, viabilità, parcheggi: quali progetti?

Bruno La Pietra: “Una mobilità sostenibile prevede un trasporto intermodale calibrato sulle esigenze di studenti e lavoratori, statisticamente rappresentativi della cittadinanza pendolare. La promozione di concorsi di idee, la creazione di un parco cittadino diffuso, renderanno i cittadini parte integrante e attiva di ogni iniziativa. Ogni intervento sarà effettuato nel rispetto architettonico e conservativo delle sue funzioni sociali, ricreative, ambientali, di centralità del tessuto urbano, nel rispetto della tradizione compositiva degli elementi”.

Antonio Vitale: “Per quanto riguarda l’arredo urbano, un valore aggiunto potrebbe essere il nuovo progetto sulla pubblica illuminazione (sul quale insistono forti critiche sulla durata – 20 anni e sulla reale efficacia del contratto di fornitura) essenziale per coprire le aree urbane anche ai fini della sicurezza, sia stradale che in funzione anticrimine. Un miglioramento della viabilità pedonale e ciclistica dovrà essere rivalutata, in relazione ad un nuovo piano integrato del traffico e dei trasporti urbani ed extra-urbani. Nel programma amministrativo redatto al punto 8 viene identificato come la valutazione dell’impatto dei veicoli sia fondamentali ai fini di un vero piano integrato del traffico e dei trasporti pubblici. L’impiego di aree di parcheggio dislocate lungo la periferia cittadina permetterebbero di determinare i capolinea del trasporto urbano. Lo sviluppo di un vero piano di trasporto pubblico, integrato da quello extra urbano, permetterebbe di alleggerire il traffico al centro e sugli assi direttivi attualmente fortemente impegnati di Viale S. Domenico – Via Napoli – Lungoliri – via Marsicana, specie in concomitanza del mercato settimanale del giovedì. Essenziale resta la manutenzione delle strade, allo scopo di ridurre al minimo i disagi al movimento di veicoli. Una riduzione significativa del movimento autoveicoli avrebbe un impatto sul consumi di carburanti con beneficio sull’aria che respiriamo”.

Fabrizio Pintori: “Con il progetto “Riviera del Liri” rivitalizzeremo il tratto urbano del fiume con opere di arredo urbano sul Lungoliri e aree verdi a Pontrinio e Madonna della Neve. Con l’iniziativa “ManteniAMO Sora bella e pulita!” ripuliremo la città da tanti insulsi graffiti. Servono tre o quattro aree principali di parcheggio unitamente ad una diffusa rete di parcheggi minori più vicini al centro cittadino, evitando soluzioni come quella che ha trasformato il marciapiede di via Regina Elena in un marcia-macchine”.

Ernesto Tersigni: “Per la viabilità cittadina è necessario un intervento sostanzioso che prevede: mappatura, selezione degli interventi prioritari, intervento. L’approccio non deve essere quello dell’emergenza perché si spende di più e si mettono solo pezze ma serve progettualità. Prevediamo la creazione di parcheggi adiacenti alle zone pedonali e alle aree a vocazione commerciale e un organico rinnovamento degli arredi urbani attraverso la ricerca di finanziamenti. Pensiamo alla redazione di progetti di abbellimento delle aree e ad iniziative programmate di decoro aperte alle proposte di cittadini, commercianti ed artigiani”.

 

  1. L’artigianato è un settore simbolo dei nostri territori. Concretamente, come può essere aiutato da un ente pubblico?

Bruno La Pietra: “Si possono creare delle filiere di scuole formative, e la realizzazione di un sistema di botteghe, “settoriali” e di “filiera” investendo sulle maestranze, per trasmettere ai giovani le competenze e assicurare il ricambio generazionale. Insieme alla promozione dell’agricoltura sociale, in palese contrasto con quei modelli economici universalistici, concepiti per i territori urbani e basati su logiche di standardizzazione degli stili di vita e di economie di scala. Si promuoverebbe un commercio Sostenibile, etico, locale, solidale”.

Antonio Vitale: “Un ente pubblico può aiutare un settore economico territoriale, specie se rappresenta un’eccellenza, con idonee promozioni che diano visibilità e continuità a tale eccellenza. La programmazione degli interventi non può prescindere dalla disponibilità di risorse dell’ente pubblico e quindi l’intervento potrà essere solo di tipo pubblicitario. Diversa connotazione potrebbe essere la istituzione di corsi di formazione, in collaborazione con le imprese, per la promozione di corsi di formazione annuali o biennali per la formazione di nuove leve artigiane, allo scopo di mantenere viva una tradizione territoriale, quale simbolo del Made in Italy, tanto rinomato e ricercato nel mercato estero. Valutare una detassazione locale sulla base dei risultati in termini occupazionali e di produzione”.

Fabrizio Pintori: “L’artigianato sorano vanta una secolare tradizione che va recuperata se vogliamo formare le nuove generazioni di artigiani locali. Proponiamo il progetto della Casa sorana delle Arti e dei Mestieri nel cui ambito saranno organizzati corsi di formazione per giovani in obbligo formativo che vogliono conseguire un’idonea preparazione nonché per apprendisti e adulti. La sede, da collocarsi eventualmente in un palazzo del Centro storico, comprenderebbe anche spazi espositivi e attività laboratoriali”.

Ernesto Tersigni: “Dobbiamo puntare alla riapertura delle botteghe artigiane di una volta, dando vita ad un museo diffuso dei saperi e dei mestieri. Proponiamo la creazione di un incubatoio delle attività artigianali locali con un contratto di rete che possa rilanciare il settore delle attività produttive. Intendiamo prevedere agevolazioni per negozi e attività commerciali che realizzino attività di promozione della città come spettacoli, mostre, iniziative culturali e concerti aperti al pubblico o in aree pubbliche”.

 

  1. Dove tagliare sprechi per trovare risorse?

Bruno La Pietra: “Un lavoro di due anni ha elaborato la strategica necessità che obbliga alla partecipazione come attiva cittadinanza, che offra soluzioni programmatiche rassicuranti e concrete ai cittadini oppressi da ingiustizie, prevaricazioni, sperequazione dei diritti, vessazioni economiche, frutto di una economia liberista che ha di fatto smantellato lo stato sociale. Dunque evitare una grossa incidenza di capitale nella realizzazione di “grandi opere” e investendo su progetti che abbiano una finalità infrastrutturale sociale e lavorativa a lungo termine”.

Antonio Vitale: “Solo un’attenta amministrazione dei fondi disponibili può determinare un vero risparmio. Lealtà, Trasparenza ed onestà sono le parole d’ordine del nostro programma. Questi principi seguiti da una attento e periodico controllo della spesa possono favorire un risparmio vero ed una possibile soluzione alla ricerca di fondi”.

Fabrizio Pintori: “Dobbiamo ridurre la pressione del fisco locale sui cittadini e di diminuire la spesa comunale improduttiva. Occorre un’approfondita analisi organizzativa della macchina comunale e se del caso reingegnerizzare procedure amministrative e riorganizzare strutture operative. Bisogna recuperare sacche di morosità/evasione incrociando le banche-dati IMU, TARI, dell’Agenzia delle Entrate e di gestori di energia e servizi. Va posta grande attenzione anche al tema delle spese per la locazione di immobili”.

Ernesto Tersigni: “Come ho già detto, abbiamo attuato e intendiamo proseguire con una oculata gestione del bilancio, evitando ogni forma di spreco. Puntiamo inoltre a liberare risorse e il GAL, in questo senso, sarà sicuramente uno strumento fondamentale”.