L’isola in cui nacque l’Europa ma dove l’Ue non è arrivata (Angela non chiedere un gelato)

La cancelliera Angela Merkel a tavola ama il Grünkohl mit Mettwurst (un piatto unico a base di salsiccia di maiale macinata e cavolo verde). Nel corso del tour che farà oggi a Ventotene c’è da sperare che non le venga voglia di mangiare un gelato. Sull’isola non ce n’è traccia. Così come sono a rischio il latte fresco, la verdura, la frutta, finanche i bastoncini Findus ed i sofficini.

In un’Europa che abbatte i confini, spiana la strada alla concorrenza, mette in competizione gli uni contro gli altri perché – dice – è così che si cresce, accade che lo scoglio dove nacque il manifesto con cui tutto questo è stato immaginato e reso possibile, subisca il più sfrontato degli insulti.

La società di navigazione Laziomar (titolare della concessione per il trasporto pubblico per le isole pontine pagato qualcosa come dieci milioni di euro l’anno con scadenza il 2020) d’imperio ha deciso di smantellare le celle frigorifere all’interno dei suoi traghetti; e tutti gli alimenti freschi come ci arrivano a Ventotene? Con i camion frigorifero ma non è garantita la corrente e quindi se tutto si scongela sono problemi del trasportatore.

A raccontare i dettagli è stata Graziella Di Mambro su Latina Oggi: spiega che Laziomar

(…) dal primo luglio 2016 «con un semplice avviso affisso nelle biglietterie dei porti di Formia e Ventotene ha vietato il trasporto delle derrate alimentari e smantellato le celle frogorifere già esistenti sui mezzi navali, di proprietà degli operatori isolani (…)

In pratica Laziomar ha improvvisamente interrotto un servizio pubblico che era inserito nel contratto di concessione, quantomeno sottinteso. Così, da un giorno all’altro, gli operatori economici (alimentari, market, ristoranti, hotel) si sono trovati senza prodotti freschi e l’unico modo per farli arrivare sull’isola è trasportarli direttamente con camion-frigo ai quali non viene comunque assicurato sempre l’approvvigionamento elettrico sul traghetto.

Di fatto una società di diritto privato ha cambiato le regole senza rischiare nulla, nemmeno mezza penalità da applicazione del contratto di servizio.

Vaglielo a spiegare all’Europa che qui si vive solo quattro mesi all’anno e che se mandi all’aria la stagione turistica ti giochi un’intera annata.

Non è la prima volta che Laziomar entra in rotta di collisione con gli utenti, nei mesi scorsi si sono susseguiti problemi dovuti a guasti dei mezzi di trasporto che hanno creato danni ai viaggiatori ma senza comportare penalità per la società che è il frutto del processo di privatizzazione del servizio di collegamento con le isole avviato nel 2012 al fine di sostituire la Caremar.

In base all’accordo siglato a gennaio del 2014 alla Laziomar è stato ceduto il ramo d’azienda di Caremar (ex gruppo Tirrenia). Sia la società che i suoi servizi, con l’approvazione dei sindacati confederali, sono stati ceduti alla Compagnia Laziale di Navigazione (Cln), partecipata da Alilauro, Snav, Medmar. Un passaggio costato 2,27 milioni di euro, mentre l’affidamento dei servizi pubblici, sempre a Cln, ha durata decennale al prezzo di 12,7 milioni.

Per due anni e mezzo la società ha assicurato il servizio di trasporto merci promiscuo, ossia con camion privati o con celle frigorifere pagate dagli operatori. Poi ha ritenuto quest’ultimo segmento non più conveniente e, semplicemente, lo ha tagliato.

L’accesso agli atti della convenzione da parte degli operatori è stato finora impossibili ma non si esclude un’azione risarcitoria quando, finalmente, sarà possibile leggere tutte le clausole.

Nel frattempo arriva, quasi provvidenziale, questo vertice europeo capace di far mergere (tra le altre cose) anche come vengono utilizzati i soldi comunitari per aiutare le piccole isole. E Ventotene è anche una piccola isola oltre che il simbolo dell’Europa. .

La speranza è che ad Angela allora venga proprio voglia di un bel gelato al pistacchio.

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