Il fronte dei sindaci anti Acea rischia di essere un buco nell’acqua

Il fronte dei sindaci anti – Acea messo su da Roberto Caligiore rischia di diventare un clamoroso buco nell’acqua. Alla riunione convocata per martedì pomeriggio nelle sale dell’Antares di Ceccano per sottoscrivere la richiesta di convocazione della Conferenza dei primi cittadini nella quale avviare l’iter per la rescissione del contratto con il gestore del servizio idrico in provincia di Frosinone si sono presentati in 21 su 86. Tre sono andati via senza firmare, diciotto hanno sottoscritto il documento. Ma le firme valide sono soltanto dieci.

Dove sta il problema? Nel fatto che la sottoscrizione di un documento con il quale si impegna un intero Comune può avvenire solo se si ha la delega per poter mettere la firma. I sindaci hanno i pieno poteri per farlo. Ma se non vanno ad una riunione ed al posto loro mandano qualcuno a rappresentarli devono dargli una delega espressa. nero su bianco; e se non lo fanno loro deve essere il consiglio comunale a provvedere con una votazione in seduta pubblica.

Nel caso della riunione anti Acea non hanno voluto firmare e sono andati via i rappresentanti di Castro dei Volsci, Ripi e Monte San Giovanni Campano.

Hanno messo la firma i sindaci Roberto Caligiore (Ceccano) , Giuseppe Golini Petrarcone (Cassino), Antonio Salvati (San Giovanni Incarico), Alessandro Foglietta (Supino), Alessia Savo (Torrice), Arturo Gnesi (Pastena), Filippo Capogna (Arnara), Riccardo Frattaroli (Settefrati), Giovanni Vincenzi (Strangolagalli), Urbano Restante (Guarcino).
A loro si sono aggiunti i rappresentanti dei Comuni di Frosinone, Pontecorvo, Pofi, Boville Ernica, San Giorgio a Liri, Patrica, Falvaterra, Sgurgola. Ma per rendere valida la loro firma, devono ottenere dal loro Consiglio Comunale l’approvazione del fac simile di delibera che ieri gli è stato consegnato. Hanno tempo fino al 15 gennaio. In assenza di quella delibera approvata, la firma  messa ieri ha solo valore politico ma non ha alcun valore legale.
A conti fatti le firme a sostegno del fronte anti Acea al momento sono dieci. Il resto rischia di essere è solido… come l’acqua.

 

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