Allumiere, prosciolto il sindaco Pasquini

Al termine delle indagini, la Procura della Repubblica chiede l'archiviazione per il sindaco di Allumiere. In 6 dovranno chiarire in un processo la loro posizione sul concorso. Che ha spianato la strada dell'assunzione a molte persone vicine al Pd

Non ha truccato il concorso, non ha spalancato le porte agli amici del Partito Democratico: il sindaco di Allumiere Antonio Pasquini esce a testa alta dalle indagini che per un anno e mezzo hanno messo sotto i riflettori lui, il suo Comune, l’Ufficio di Presidenza della Regione Lazio presso il quale lavorava.

A chiedere il suo proscioglimento è stato direttamente il magistrato della Procura della Repubblica che ha condotto le indagini.

Il concorso dei veleni

Antonio Pasquini

Il sindaco Antonio Pasquini era sospettato di ‘rivelazione di segreti d’ufficio‘. In pratica di avere anticipato le risposte del concorso svolto nel suo Comune per l’assunzione di quattro persone.

Il concorso era poi finito al centro dell’attenzione mediatica nazionale: perché sulla base delle risposte esatte era stata elaborata una lunghissima graduatoria di ‘idonei ma non vincitori‘. E lì avevano poi attinto molti Comuni dell’area e pure la Regione Lazio per fare le loro assunzioni.

Un fenomeno consueto e previsto dalla Legge. Che consente così ai Comuni di riparmiare sui costi delle selezioni, attingendo dalle graduatori dei concorsi simili fatti nei Comuni vicini. Al punto che il Comune di Cassino ha posto il veto e bloccato gli idonei dei suoi concorsi. Il sindaco Enzo Salera ha detto – nella sostanza – se volete attingere dalle nostre graduatorie dovete pagarci una quota delle spese che abbiamo sostenuto per fare le selezioni.

Cosa c’è di strano allora nel concorso di Allumiere? Che a ritrovarsi idonei c’erano diversi collaboratori del Pd, colleghi del sindaco presso l’Ufficio di Presidenza. Gli aveva suggerito lui di fare il concorso? Gli aveva anticipato lui le risposte? Sapeva che poi i Comuni vicini avrebbero attinto da lì? Erano tutti d’accordo?

Nessuna soffiata del sindaco

Le indagini hanno lambito la Presidenza della Regione che all’epoca era guidata dal Consigliere Mauro Buschini. Il quale s’è dimesso sollecitando la costituzione di una Commissione d’Inchiesta interna. Che ha esaminato le procedure seguite dalla Regione Lazio per le sue assunzioni: le ha giudicate corrette.

Nel frattempo il sindaco Pasquini ha lasciato l’Ufficio di Presidenza, si è chiuso nel silenzio assoluto, rinunciando a difendersi davanti alle telecamere che lo giudicavano in diretta. Ha preferito mettersi a disposizione dei magistrati della Procura della Repubblica di Civitavecchia. Che attraverso i carabinieri hanno scavato per mesi: intercettazioni, sequestro dei computer a casa ed in ufficio, dei cellulari, perquisizioni presso la sede comunale di Allumiere, decine e decine di testimonianze.

Al termine di quelle indagini è stato deciso che 6 persone dovranno chiarire la loro posizione nel corso di un processo. Per il sindaco Antonio Pasquini il sostituto procuratore Alessandro Gentile ha presentato al giudice la richiesta di archiviazione.

Che è stata accolta.

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