C’è poco tempo per i cretini

C’è poco tempo da dedicare ai cretini.

L’allarme lanciato da Time che gli ha dedicato la copertina e rilanciato con passione sullo schermo da Enrico Mentana, impone di fare qualcosa e farlo in fretta. Il web sta diventando una fogna a cielo aperto, putrida di violenza e rancore. Un posto dove è sufficiente avere una tastiera per credere di saperla usare. Invece non è così: la mia tastiera è uguale a quella che usa il professor Massimo Cacciari o quella su cui digita i suoi pensieri il professor Biagio Cacciola. Ma quello che sono in grado di ottenerne io sbattendoci i polpastrelli non è lontanamente paragonabile nemmeno all’ultimo dei loro pensieri.

Allo stesso modo, molte delle persone che frequentano Facebook non sono in grado nemmeno di capire quanto siano cretine. Ma pretendono di essere come Cacciari e Cacciola: perché usano la stessa tastiera.

Non è più possibile andare avanti. Stanno inquinando questo grandissimo fiume fatto di immagini a volte straordinarie e talvolta banali ma comunque ‘genuine’; intorbidiscono le acque fatte ogni giorno di pensieri a volte profondi e spesso più banali, ma comunque ‘veri’. Non importa quanta cultura, quanta conoscenza, quanta maestria c’è in ogni post: purché siano ‘reali’. Tutto questo viene messo in discussione da un ristretto gruppo di persone che hanno come principale passatempo quello di sollevare polemiche dal nulla, lanciare il loro veleno contro chiunque, provocando, irritando, spesso senza motivo. E se gli rispondi facendo una banale domanda: spariscono, non sanno rispondere, si spostano su un altro posto e riprendono lì a depositare il loro livore.

Accreditano il loro veleno usando spesso i post di qualcun altro, replicando e rilanciando notizie che vengono da siti ‘bufala’ cioè fabbriche di notizie false che vengono inventate solo per attirare l’attenzione e fare in modo che qualcuno vada a cliccarci in modo che risultino più visitatori e clic, in base ai quali si ottengono guadagni. Non si rendono conto che in questo modo, mettendoci il loro nome, gli avvelenatori non fanno altro che rivestire di attendibilità ed autorevolezza quei post farlocchi.

Ecco allora la storia della magnitudo truccata dall’Istituto Nazionale di Geofisica per evitare che lo Stato ricostruisca le aree terremotate, in base ad una norma prevista da Mario Monti. E se gli rispondi che quella norma non è mai esistita, non ce n’è traccia nella legge n.100 del 12 luglio 2012 con cui è stata riordinata la Protezione civile, loro non ti rispondono.

Anzi, passano ad una castroneria ancora più grossa: destiniamo alla ricostruzione il jackpot del Superenalotto. Non sanno nemmeno che da anni e anni è roba che lo Stato si è venduto ed ha privatizzato, non la gestisce più direttamente ma si fa pagare un canone di concessione dal privato. Sisal oggi è un privato. E non solo: se io gioco un euro al Superenalotto scatta un contratto in base al quale Sisal si impegna a spalmare una quota di quell’euro in caso di vittoria.

Balle che si aggiungono a quelle sulla prevedibilità dei terremoti, sulla cura dei tumori, sulle scie chimiche e solodioosa quanto altro. Gente gonfia di ignoranza e di invidia sociale: che dice ai politici di andare a lavorare, senza fare distinzione tra quelli che non prendono un centesimo e quelli che invece hanno lo stipendio, senza fare distinzione tra chi quella diaria se la merita in pieno e chi invece non è capace nemmeno di allacciarsi le scarpe. Gente che non è capace di leggere ma pretende di dare lezioni agli altri. Incapaci di ascoltare ma che pretendono di gridare. Che criticano chi comanda nella sola speranza di riuscire ad entrare nella lotteria che consente di prenderne il ruolo ed accomodarsi a tavola al posto loro.

No grazie. Ha ragione Time ed ha ragione Mentana. E non ho intenzione di starmene con le mani in mano. Non ho intenzione di aspettare che venga messa a punto una legge con cui togliere la tastiera a chi non è minimamente in grado di usarla; sono più che convinto della risposta data da Charles De Gaulle al sostenitore che lo esortava ‘Morte agli imbecilli, mio generale‘ a cui il liberatore della Francia ribatté ‘Il suo programma è troppo ambizioso, signore‘.

Allora? Qualcosa va fatta. E subito. Ho deciso di liberarmi degli imbecilli. Cancellandoli dall’elenco di quelli che possono accedere a questa bacheca ed alle considerazioni che propone. E nella quale è sacro il principio di Voltaire ‘Non sono della tua stessa opinione ma sono pronto a dare la vita affinché tu possa esprimerla’. Ma continuare a lasciare accesso agli inquinatori, proprio no. Significherebbe diventarne complici. E c’è poco tempo da dedicare ai cretini.

.
error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright