E Zingaretti portò a casa il bilancio. E sono nove

Il documento contabile passa senza problemi. Ma le opposizioni non sembrano porsi il problema che tra poco più di un anno si vota. Il nome più forte per la presidenza della Regione resta quello di Francesco Lollobrigida, ma in ogni caso l’alleanza va costruita. Nel centrosinistra ci sono i magnifici 4 candidati alla successione

Alle elezioni Regionali manca poco più di un anno e il centrodestra non entra ancora nell’ordine di idee che è necessario un “reset” delle strategie degli ultimi nove anni per provare ad essere competitivo per la Presidenza.

Intorno alle 20 di ieri Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato la legge di stabilità del 2022 e la manovra del bilancio 2022/2024. La legge di stabilità è stata approvata con 31 voti favorevoli, 14 voti contro e nessuno astenuto. La manovra di bilancio è stata approvata con 27 voti favorevoli, 13 voti contro, nessuno astenuto. Insomma, la maggioranza (che va da Italia Viva ai Cinque Stelle) ha asfaltato le opposizioni. Di centrodestra.

Il bilancio in cifre

Regione Lazio, l’Aula Consiliare. (Foto: Carlo Carino / Imagoeconomica)

La manovra di bilancio 2022-2024, al lordo delle poste tecniche e delle partite di giro, ammonta complessivamente a circa 3,57 miliardi di euro per l’anno 2022, 3,54 miliardi di euro per l’anno 2023 e 3,47 per l’anno 2024, per la parte libera. Mentre, considerando anche le risorse vincolate, ci si attesta a circa 17,8 miliardi di euro per l’anno 2022, 17,3 miliardi di euro per l’anno 2023 e 16,9 per l’anno 2024.

 La manovra prevede il rifinanziamento del Fondo per la riduzione della pressione fiscale, con l’accantonamento di circa 130 milioni di euro che saranno successivamente impegnati con una legge da approvare entro il 31 marzo 2022. Tra i settori interessati allo stanziamento delle risorse economiche per il prossimo triennio, si segnalano: 370 milioni di euro alle politiche sociali; 287 milioni alla scuola, la formazione e il lavoro; 608 milioni allo sviluppo economico, la ricerca e l’università; 1,4 miliardi per i trasporti e la mobilità, tra i quali 43 milioni di euro destinati alle Ferrovie Ex-Concesse, la cui gestione passerà da Atac Spa alle società regionali Cotral spa e Astral spa (per la parte delle infrastrutture).

Le reazioni

Nicola Zingaretti (Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Il presidente Nicola Zingaretti non ha dubbi: “In nove anni il Lazio è diventato motore di sviluppo e di lavoro”. Ha affermato: “Il Consiglio regionale ha approvato il nono bilancio regionale sotto la mia presidenza. In questi anni il Lazio è passato da regione caratterizzata da crisi e difficoltà a motore dello sviluppo e lavoro, promotore e apripista di buone pratiche in tutto il Paese”.

Sulla lotta al Covid e sulle vaccinazioni il Lazio ha fatto scuola. Sul riordino dei conti è riuscito a mettere le briglie alla spesa sanitaria che galoppava senza controllo. Ora si torna ad investire. “Si apre una stagione di nuovi investimenti affinché il Lazio continui ad essere sempre più competitivo in Italia e in Europa”. Ci saranno poi anche i fondi straordinari del Pnrr: “Dall’Europa ci arriva un’incredibile opportunità, non abbiamo mai avuto nella storia della Regione Lazio una capacità di investimento finanziario, come quella che stiamo vivendo in questo momento, ecco perché non va sprecata, cercando di coniugare sviluppo e benessere diffuso con vantaggi per tutti”. 

C’è il voto favorevole del Movimento 5 Stelle. Dato “con la consapevolezza che possiamo e dobbiamo fare ancora di più, soprattutto in vista dei 17 miliardi di euro che arriveranno alla Regione Lazio, grazie al PNRR. Il Next Generation Lazio ha individuato 40 interventi divisi in cluster e secondo gli indirizzi strategici e le missioni indicate dalle Linee guida nazionali che sono così riassumibili: la modernizzazione del sistema, la transizione ecologica, l’inclusione sociale e territoriale e la parità di genere“.

Le considerazioni

La sede della Giunta della Regione Lazio (Foto Ciociaria Oggi / Giornalisti Indipendenti)

Nicola Zingaretti si prepara a lasciare una Regione con i conti sotto controllo: quando è entrato alla Pisana nove anni fa il Lazio era tecnicamente fallito. Gli stimoli dati all’economia hanno generato decine di start-up innovative, innescato una vitalità delle imprese che non si vedeva da anni. C’è un progetto.

Zingaretti ha iniziato l’ultimo giro, che si concluderà il prossimo anno. I nomi per la successione sono quattro. Due di esponenti della giunta: il vicepresidente Daniele Leodori e l’assessore Alessio D’Amato. Due esterni: Enrico Gasbarra e David Sassoli. Poi c’è la penta stellata Roberta Lombardi, ma in seconda fila.

E il centrodestra? Naviga a vista. Il nome più forte sarebbe quello del capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida. Anche Chiara Colosimo (FdI) potrebbe giocarsi le sue carte. Per il resto ipotesi come Fabio Rampelli (FdI), Claudio Durigon (Lega) e Maurizio Gasparri (Forza Italia) non sembrano supportate dalla convinzione dei rispettivi Partiti.

Ma il punto vero è che la coalizione del centrodestra regionale dovrebbe perlomeno provare a riunirsi.

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