Il Fiordalisio con le spine: «Accordi sottobanco tra centrosinistra e centrodestra»

«Non faremo finta di nulla, come avvenne dopo la sconfitta elettorale a Cassino per colpa della divisione nel Partito. Non resteremo in silenzio, come avvenne dopo il risultato del Referendum al quale ci aveva trascinato Renzi. Non ci gireremo dall’altra parte, come fatto in occasione delle discutibili candidature alle Provinciali. come le Liste Anti Rinnovamento delle Primarie. Ed infine ultima tappa, come il crollo di Frosinone».

Lucio Fiordalisio è sindaco di Patrica. Ed è voce fuori dal coro del Partito Democratico. Tra i pochi a schierarsi apertamente con Andrea Orlando alle scorse Primarie, ha atteso in silenzio le Comunali di Frosinone. Ma sostenendo Cristofari in maniera chiara. Ora che le macerie nel capoluogo sono ancora calde, rompe il silenzio e ci va giù duro.

«Frosinone è l’ultimo porto. Dalla nave è ora che scendano frasi fatte come “le profonde riflessioni, le attente analisi per capire cosa è successo, i ringraziamenti di circostanza».

La sconfitta a Frosinone deve cambiare qualcosa nel Partito?
«D’ora in avanti non daremo ad altri la facoltà di essere artefici del nostro destino. Lo squarcio delle Primarie adesso è diventato un abisso da cui non si riparte allo stesso modo. Troppe le sconfitte, quasi si giocasse a perdere. E così il dubbio di non dare voce a nuove figure del Partito aleggia sempre più convintamente. Cassino e Frosinone su tutte insegnano».

Cosa intende per ‘Giocare a perdere?
Si preferisce passare la mano all’avversario politico al fine di consolidare leadership che di potere ne hanno sempre meno.

E’ la stessa accusa che venne lanciata da Cassino contro i vertici provinciali: aver preferito perdere piuttosto che creare nuovi interlocutori nel Partito.

La colpa è dell’attuale leadership provinciale, tutta in mano ai renziani?
«La strategia del Dividi et Impera che ha fatto le fortune di pochi va smantellata. Qui si fanno accordi politici sottobanco tra dirigenti di centrosinistra e centrodestra. Da anni. Ed hanno come unica finalità quello di restare a galla, di sparirsi le poltrone, decidere i posizionamenti. Mentre gli eserciti litigano, loro vanno a braccetto.

Cosa intende per ‘Non faremo finta di nulla‘?
Credo che dopo le elezioni del Capoluogo, quella percentuale che si è distinta tra Orlandiani ed Emiliani durante le elezioni delle Primarie sia destinata a crescere. L’invito è di unire le forze e non dare la facoltà, a chi ci ha condotto nel baratro fino adesso, di essere ancora artefice del nostro destino. E’ molto chiaro che al tavolo delle decisioni, devono cominciare ad esserci sedie libere, perché non faremo più finta di nulla.

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