Il mito di Jackie per le donne 2019 di Giada Curti (di M. Massa)

Jackie, come Jaqueline Onassis ma per sempre Kennedy. Con il suo amore per l'Italia e per le linee easy che indossava a Capri e Portofino. Jackie come la nuova collezione di Giada Curti disponibile da gennaio 2019. E che siamo andati a vedere in anteprima.

Melania Massa
Melania Massa

Moda, Fashion & Style

Entrare nell’atelier di Giada Curti è come essere catapultati in un ambiente unico nel suo genere, un mix di glamour, eleganza, raffinatezza. Si respira moda, ad ogni angolo.

Una signora ti offre un cappuccino e ti fa accomodare nella sala accanto, nell’altra stanno sistemando i capi da esporre per la vendita: impossibile non sbirciare. Custoditi sotto il cellophane, sulle relle, gonne e abiti. Un tripudio di colori, esplosioni di fiori, fantasie, il blu cobalto, fucsia, verde, giallo. È come venire catapultati all’improvviso in un giardino in primavera ma anche al mare o all’interno di un quadro dai toni accesi.

Nella sala accanto, dall’arredamento natural chic, un profumo di buono che inebria l’aria. Un divano di quelli grandi color corda, tanti cuscini dai toni neutri sui quali risaltano quelli color celeste polvere, ripreso anche nei tendaggi. Ai piedi del divano un coffee-table pronto a sorreggere il peso dei più grandi fashion magazine del mondo.

Lampade, poltrone, un parte rialzata con un separè di quelli grandi come nei film per misurare gli abiti. La luce naturale arriva dall’esterno dalle grandi vetrate, quella artificiale dai brillanti chandelier appesi al soffitto.

Jackie

Giada arriva in tutta la sua semplicità ed eleganza. Pantalone nero a sigaretta, pull color cammello, niente make up, zero fronzoli.

Si inizia subito a parlare di “Jackie” la nuova collezione resort 2019 disponibile a gennaio negli atelier. Ispirata ad una Jackie Onassis lontana dalle etichette, più informale ed easy, la Jackie che amava l’Italia degli anni ‘70 e le sue bellezze come Capri e Portofino.

Una collezione effortless style, dallo stile minimal e dettagli etno chic. Dalla palette emergono i rosa, verdi, gialli accesi, celesti e nero optical.

«Fantasie geometrico floreali, incastri di pizzo su strati di voile. Delicate trasparenze, impalpabili georgette si sovrappongono alle gonne in mikado e duchesse che esaltano il punto vita».

Frida

Da “Jackie” si torna in flashback verso “Frida” la prima collezione “Giada Curti Resort” per la Spring/Summer 2018. Sicuramente la collezione più importante per la stilista che segna il passaggio e una svolta professionale, con il Prêt a Couture è destinata alle boutique esclusive di tutto il mondo.

“Frida” nasce dall’ispirazione di un viaggio a Città del Messico, qui la designer viene rapita dai colori caratteristici del luogo e dalla storia di una donna dall’animo rivoluzionario, espressione dell’avanguardia femminile che passa anche attraverso l’arte.

«Tinte sgargianti negli abiti dallo stile etnico-bohemien, accessori vistosi nappe, frange e piume fanno da cornice ad ogni outfits. Preziosi pizzi rebrodè incantano e si intarsiano con le righe ed i fiori, fondendosi in un fantasioso gioco di sovrapposizioni inusuali quasi surrealistiche. Una palette di colori a volte illuminata da lampi di bianco o da un lampo di rosso fuoco, tinge la collezione dai tagli sapienti e dalle silhouette sartoriali».

Donne al centro

Una costante, quella di Giada, voler dedicare le sue collezioni alle donne, per le donne. Una passione, quella per il suo lavoro, descritta talmente bene che a tratti sembra quasi tangibile. Si percepisce negli occhi della stilista che si illuminano quando parla dell’amore per suo marito che è il suo primo sostenitore e dei loro quattro figli.

Si parla di semplicità, di quotidianità, quello non deve mai mancare.

Pochi sanno che le gonne di Giada Curti, quelle che fanno sognare le donne di tutto il mondo, le stesse indossate da Heather Parisi, Laura Pausini e tante altre, nascono da una necessità quotidiana: «Avevo appena partorito e, come accade a tutte le donne, non riuscivo a vedermi niente addosso, così ho deciso di creare un modello di gonna che esaltasse il mio punto vita e che non mortificasse le mie forme, una gonna che mi facesse sentire bella».

Via dagli stereotipi

Il successo delle sue skirts sta proprio nella capacità di vestire tutte le donne, dalla più longilinea alla più formosa. Sono gonne lontano da ogni tipo di stereotipo ed omologazione, nel suo atelier il target di clienti va dai due agli ottanta anni.

Ogni donna ha la possibilità e la libertà di personalizzare una gonna Giada Curti in base al suo buon gusto e alle occasioni d’uso, con un tacco dodici o una ballerina, con un body seducente o una camicia bianca.

È lei stessa ad insegnarlo, a dettare moda e a metterci la faccia sulla sua pagina Instagram, che rivela di amministrare personalmente proprio per trasmettere ai followers e al mondo intero la sua quotidianità.

Il motto in alto nella sua pagina dice “We all have a Wonder Woman inside us”, così mentre l’imprenditrice, la designer, la moglie, la mamma Giada Curti continua a sognare perché, secondo lei, i sogni non devono finire mai, continua a creare collezioni che a loro volta portano le donne a sognare e credere di poter raggiungere qualsiasi obiettivo, a patto di essere sempre se stesse, lontano dagli stereotipi.