Il dossier Acampora per un ammortizzatore alle Zes

Il dossier della Camera di Commercio. Che va a confermare l'ipotesi Ottaviani per mitigare l'effetto delle Zes sui territori di confine. L'ipotesi di un'area cuscinetto

La Zes no, gli ammortizzatori per le ‘aree di prossimità‘ o di ‘contiguità‘ invece si. È l’ipotesi sulla quale si sta costruendo l’accordo a Montecitorio per evitare la catastrofe economica ed industriale nelle province di Frosinone e Latina.

Un target sul quale si sta lavorando in maniera trasversale: la Lega con Nicola Ottaviani sta già facendo pressioni in Commissione, il Partito Democratico con Claudio Mancini e Matteo Orfini ha fatto sapere che sarebbe disposto a convergere, per Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini è fiducioso. Un ulteriore elemento numerico a supporto lo ha fornito nei giorni scorsi, nella massima riservatezza il presidente Giovanni Acampora della Camera di Commercio del Lazio Sud.

Le aree prossime e contigue

È l’elemento numerico che va a confermare l’approccio politico proposto nelle settimane scorse da Nicola Ottaviani. Che ha con chiarezza ha giudicato «non semplice dal punto di vista normativo trovare un allargamento delle Zes». Per questo aveva scelto di puntare su «un nuovo strumento che sia di compensazione rispetto a due province che rimangono schiacciate tra due pressioni di carattere economico-finanziario». 

Una situazione evidente. Per capirla basta guardare la cartina: con l’approvazione della norma sulle Zes il sud del Lazio si ritroverà accerchiato da regioni classificate come Zona Economica Speciale. E per questo avranno diritto a grosse agevolazioni fiscali. Inoltre c’è Roma che sta calamitando investimenti grazie alla doppia prospettiva del Giubileo e dell’Expo. Perché Ciociaria e Pontino stanno fuori? Perché gli interventi si calcolano su base regionale ed il sud del lazio fa media con una Capitale che ha gli investimenti a gonfie vele. Un po’ la solita storia dei polli di Trilussa.

Se non bastasse l’evidenza visiva c’è l’esperienza del passato. Quando finirono i benefici della Cassa per il Mezzogiorno (di cui il Lazio Sud faceva parte) ci furono quelli dell’Obiettivo 1 – Aree a declino industriale (di cui il Lazio Sud non faceva parte). La conseguenza? Tutti quelli che avevano portato l’azienda nel Cassinate per usufruire dei benefici CasMez sbullonarono gli impianti e continuarono ad usufruirne spostandosi di qualche chilometro oltre il confine.

Nasce da qui lo studio del presidente Giovanni Acampora. Che va a dare numeri concreti alle aree di contiguità teorizzate da Nicola Ottaviani.

Stessi problemi, stessi benefici

I numeri partono dal presupposto che i confini delle Zes non verranno cambiati. Per lo stesso motivo per cui non vennero cambiati quelli delle zone Obiettivo 1. Ma tiene conto delle conseguenze innescate da quella decisione. Scorpora i dati economici delle province di Frosinone e Latina da quelli del Lazio e li paragona con quelli di Alta Campania, Abruzzo e Molise. I numeri sono sovrapponibili: senza la media con Roma, Ciociaria e Pontino hanno tutti i parametri per essere Zes.

La soluzione sta allora nel definire le aree contigue a quelle Zes. Su questo punto c’è l’aspetto normativo elaborato da Ottaviani. E nel calcolare in che modo ‘ammortizzare‘ le conseguenze: su questo c’è l’insieme dei dati sviluppati da Camera di Commercio.

Un altro tassello che si va ad inserire nel quadro che nei giorni scorsi ha visto scendere in campo anche il governatore del Lazio Francesco Rocca. Mettendoci la faccia con il ministro Raffaele Fitto.

Ora tutti hanno un dato in più.n (Leggi qui: Rocca al telefono con il Governo: c’è speranza per la Zes).

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