L’ira del pelide Bussagli

Gli strali del professore di Storia dell'Arte che ha sfidato Simone Cretaro. E accolto Salvini sul palco. "Vi piace Cretaro? Tenetevelo"!

Monia Lauroni
Monia Lauroni

Scrivere per descrivere

Lo sconfitto professor Marco Bussagli “inveisce” contro una Veroli che a suo dire non lo ha capito e fa come i generali caduti in disgrazia in epoca romana. Di Publio Quintilio Varo non si ricorda una sola frase o una sola citazione, se non l’esclamazione di un Augusto in preda alla disperazione: “Varo, rendimi le mie legioni!”. E infatti, il comandante romano ha un posto nella storia solo per la tragica disfatta di Teutoburgo che bloccò l’espansione romana in Germania. Nel blasone dei condottieri romani carichi di onori, vittorie e riconoscimenti, Varo occupa l’altra colonna, quella degli sconfitti.

Bussagli come Varo

Varo fu sconfitto un po’ per incapacità, un po’ per essere caduto nella trappola del germano Arminio, un po’ anche per essere stato mandato allo sbaraglio da Roma, la prima nel sottovalutare le forze dei popoli del Reno e dell’Elba. È un eroe perdente, un nobile sconfitto. Forse nell’intimo anche Varo inveì contro Roma. In fondo, anche i combattenti sono umani.

Dice che la storia si ripete, cambiano i personaggi, le dinamiche, gli scenari, ma la storia si ripete sempre. Un salto di millenni e torniamo a bomba su Veroli. Il professor Bussagli, persona di indubbio spessore culturale, proprio non ce l’ha fatta a “nobilitare” la sconfitta e in una dichiarazione in esclusiva per l’Inchiesta Quotidiano si è lasciato sfuggire tra le righe: “I Verolani devono smettere di lamentarsi. Non si può decretare alle Europee il successo della Lega riducendo il PD a un cumulo di 1000 voti e alle Comunali, nello stesso giorno – continua il professore – e nella medesima cabina elettorale, resuscitarlo con 6000 voti. Questo vuol dire solo che gli interessi personali sono quelli che governano Veroli. Allora basta lamenti, disperazioni. Si guardi con serenità al lento suicidio di Veroli perché è questo che vogliono”. Primo step.

Tenetevi Cretaro

Ma l’ira funesta di Marco Achille Bussagli non si arresta e continua con gli argivi cretariani e la profezia della fine di una Veroli ‘Troia’ intrappolata in un medioevo ellenico. “Meglio un paese morto con qualche lampione davanti a casa che un paese vivo che i lampioni li distribuisce secondo un progetto comune».

«Ma come si fa a pensare che il Palazzetto possa essere stato un investimento, oppure che Palazzo Campanari possa diventare un Museo da tenere chiuso come gli altri due? Coi 10 milioni di euro spesi per il Palazzetto si costruiva un termovalorizzatore che avrebbe fatto di Veroli un punto di riferimento per tutto il Lazio, rendendolo ricco e florido».

«Così invece l’Amministrazione appena riconfermata ha già dato la disponibilità alla Raggi di accogliere parte dei rifiuti di Roma. Dove li metteranno? A Casamari naturalmente! Cretaro mi ha spiegato che, per legge, le isole ecologiche devono stare nei centri abitati. Ah sì? E a Roma perché stanno fuori? Non lamentatevi più! Vi piace Cretaro? È tutto vostro!». Secondo step.

Ho due libri da finire

Ce n’è ancora per tutti e qui Bussagli tira fuori la spada, ma a differenza di quanto accaduto ad Achille, non interviene Atena a calmare gli spiriti.

Il professore colpisce e affonda: “E non è “la volpe e l’uva” come pensa qualcuno. Io intendo la politica come servizio alla Comunità, visto che di politica non devo campare. La perdita di queste elezioni mi ha restituito quella serenità che avevo perduto in questi pochi mesi. Devo scrivere due libri e ho la prospettiva di due grandi mostre da curare: non sento proprio la mancanza della poltrona di Sindaco. In fondo, le urne mi hanno evitato anni di angustie inutili e sterili”.

Così disse il Pelide e scagliò in terra lo scettro disseminato di chiodi d’oro. Poi si sedette. Fine terzo step.

Mi batterò dall’opposizione

Quarto step, qualcosa di buono in tutte le vicende umane si trova sempre. “Quanto alla squadra, per me, sono state persone meravigliose che si sono date anima e corpo, che hanno creduto in me e nella mia idea di una Veroli diversa. È grazie a loro che ho scoperto una Veroli insospettabile, nella quale l’Amministrazione è latitante e nella quale è normale che si allaghino e case quando piove, oppure che le persone si arrampichino sui greti di un ponte crollato per andare a casa».

«Una Veroli nella quale è normale che l’ACEA a luglio venga a chiuderti l’acqua per due mesi costringendoti a chiamare un’autobotte per sopravvivere. Questa è la Veroli di Cretaro. Per queste persone mi batterò nel Consiglio Comunale, per queste persone mi farò trovare con l’Avvocato davanti ai rubinetti dell’ACEA, per queste persone inoltrerò denunce alla Procura della Repubblica».

In conclusione

Nel quinto step Marco Bussagli lancia a terra la spada con cui avrebbe voluto colpire tutti o quasi, ritorna in sè e cosciente delle sue immense doti, che mai nessuno ha messo in dubbio, chiosa: ”Intanto, scriverò i miei libri e curerò le mie mostre”. E verrebbe da aggiungere “e voi non siete nessuno”.

In questo quadro di decadenza, Veroli parrebbe destinata ad esportare solo camerieri, chef, pizzaioli e coltivatori. Mestieri nobilissimi per carità. Ma non corrispondente alla realtà, c’è un errore di fondo.

Suvvia non siamo proprio un popolo di ignoranti. C’è addirittura chi mastica un po’ di storia antica, qualcuno conosce addirittura l’Iliade.

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