Lite tra confinanti: Gizzi ad Ottaviani: «Finto amico che accoltella alla schiena»

 

Volano gli stracci, tra Frosinone e Ceccano. Tutto nasce dall’ordinanza con cui il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore ha vietato l’uso dell’acqua dei pozzi limitrofi alla Viscolube: l’azienda sta bonificando l’area dall’inquinamento lasciato negli anni dalle gestioni precedenti. E il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, che ha l’azienda proprio al confine del suo territorio, aveva subito messo i puntini sulle i : ieri sul Messaggero aveva giudicato tardiva l’ordinanza del suo collega perché arrivata due mesi dopo la comunicazione Arpa.
La replica da Ceccano era stata tutto sommato pacata: «Non è necessario salire in cattedra e pontificare, ma collaborare, soprattutto quando di mezzo c’è la salute dei cittadini».

A dare fuoco alle polveri invece ci pensa l’avvocato Stefano Gizzi, assessore di Ceccano con delega al Bilancio, Cultura, Università, Beni Culturali e Rapporti con il Consiglio Comunale. E bolla le parole del sindaco dirimpettaio Ottaviani come «strane affermazioni del sindaco del “cosiddetto” capoluogo di Frosinone».

Per Gizzi, Ottaviani farebbe parte della «nomenklatura del consociativismo del fuoco amico e della stilettata alle spalle». Epiteti d’alta letteratura. Ai quali affianca la parafrasi di un proverbio irlandese che trasforma in «Con amici come Ottaviani, certamente, il centrodestra provinciale non ha bisogno di altri nemici».

Segue una serie di considerazioni politiche ed amministrative, al termine delle quali, Gizzi domanda «Per il Sindaco del finto capoluogo il problema qual è?»

La domanda è retorica, perché l’assessore si fornisce subito anche la risposta: «Non i decenni di paralisi amministrativa dei suoi amici di centrosinistra, non i silenzi colpevoli della Regione Lazio e dei Ministeri romani: per Ottaviani è utile gettare un poco di fango sull’Amministrazione Comunale di Ceccano e sul Sindaco Caligiore, che ha osato mettersi troppo in mostra, scoprendo tanti giochetti di consociativismo fra il finto centrodestra e il centrosinistra, come ad esempio sulla questione Acea. Vicenda su cui il Sindaco di Ceccano, forse, non avrebbe dovuto mettere i bastoni sulle ruote ai manovratori».

L’intervento di Ottaviani viene definito «Una meschina manovretta di sgambetto politico. Con questi atteggiamenti, si comprendono molte cose, del presente, del passato e del futuro a Ceccano e in Provincia!»

Come mai tanto livore? Il sassolino esce dalla scarpa a metà della dichiarazione inviata alla Stampa dall’avvocato Gizzi: «Ricordo ancora che nel 2012 i grandi sponsor di Ottaviani, Fiorito e Abbruzzese si spesero per impedire la vittoria di Ruspandini al ballottaggio contro il centrosinistra. Una sconfitta drammatica, che li vide lavorare a fondo per la divisione e per impedire alla nostra Città di rialzarsi».

E per congedarsi, saluta il sindaco di Frosinone lasciandolo «alla “rotazione degli assessorati”, ultima divertente trovata del castello di carte del nulla politico».

Meno male che non hanno i carri armati da schierare al confine sulla Monti Lepini.

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