Nessuno ascolta Maria Elena

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Benito Mussolini inventò il calcio. Nel senso che fu lui a trasformarlo in ‘sport nazionale’ e renderlo la prima grande arma di distrazione di massa. E l’Italia fascista iniziò a correre dietro ad un pallone, senza accorgersi più di tanto che stava scivolando nel disastro della Seconda Guerra Mondiale.

Matteo Renzi è riuscito nell’impresa di superare Mussolini. Nel senso che è riuscito a mettere in campo un’arma di distrazione delle masse ancora più efficace del calcio: le donne del suo Governo. E la visita di Maria Elena Boschi a Frosinone è la conferma della loro efficacia.

Quanto è competente? E’ una spina nel fianco del premier durante le riunioni del Consiglio dei Ministri? Nessuno se lo domanda. Ed a meno ancora importa. Se la sua vera missione è un’altra, a Frosinone l’ha messa a segno senza difficoltà.

Ha promesso qualcosa, Maria Elena, ai lavoratori di Vertenza Frusinate? Ha preso impegni per assicurare la nascita dei nuovi modelli Alfa a Cassino? Ha portato novità per l’Accordo di Programma? Ha detto che andremo meglio o peggio con il nuovo Senato? Come verranno eletti i nuovi parlamentari se vincerà il Si al referendum? Il nostro territorio avrà più o meno rappresentanti? Peseremo di più o di meno a Montecitorio? Ha dissipato i dubbi sulla fine della potestà concorrente delle Regioni?

Se anche Maria Elena avesse annunciato che Frosinone sarà la prossima capitale d’Italia nessuno se ne sarebbe accorto.

Sulla rete è una pioggia di foto da tutte le angolazioni. Osservarle è l’elogio dell’inconsistenza. Leggere i commenti è il delirio della nullità. Le didascalie variano dalla galanteria dimostrata dal presidente provinciale del Pd Domenico Alfieri, al fatto che la ministra facesse bene coppia con il presidente della Provincia Antonio Pompeo. Ci sono foto che analizzano il vestito classificandolo «serio ma informale» e criticano la «pessima scelta del colore pesca per la gonna a pieghe che non la esalta». Si arriva al punto di osservare che «per venire a Frosinone la ministra ha rinunciato ai suoi proverbiali ‘tubini’» per indossare un vestitino del tipo «Ho appena finito di sciacquare i pedalini e sono venuta a Frosinone». E chi capisce di moda la affonda in maniera definitiva: «il vestito della Boschi era meno sbagliato solo della cravatta di Simone Costanzo».

In tutte le centinaia di foto postate c’è lo sguardo del maschio ciociaro, sornione e tronfio del nulla. Pure gli sguardi di sfida immortalati dalle foto che ritraggono quelli del No, non sarebbero stati gli stessi se a Frosinone fosse venuto un D’Alema.

Il Pd di Frosinone doveva conquistare il referendum e invece si è ridotto a tentare di conquistare il ministro.

Sui contenuti? Nulla. Sulla rete, nessuno ne fa riferimento. Al punto da far venire il dubbio che i giornalisti abbiano sbagliato completamente l’impostazione delle pagine: alla gente non fregava nulla di quello che ha detto il ministro Boschi, dei suoi impegni e del referendum.

Forse bisogna fare un esame di coscienza con gli altri direttori: non ci abbiamo capito niente, nel disegnare le pagine. Matteo Renzi invece ci ha capito tutto. La sua arma di distrazione di massa ha colpito il bersaglio pure a Frosinone. Speriamo solo che – come il suo predecessore – non ci faccia rendere conto che stiamo scivolando in un altro disastro.

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