Petrarcone sindaco, Grieco vice, Maccaro assessore: ecco il Patto x Cassino (Conte della Selvotta)

Il candidato sindaco del Pd è Giuseppe Golini Petrarcone. Con Sarah Grieco vice, Luigi Maccaro assessore. È il Patto x Cassino. Ora il tavolo del centrosinistra per aggregare. La spaccatura con Mosillo, Salera e gli altri.

Domenico Malatesta
Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

Il candidato sindaco di Cassino per il Partito Democratico è Giuseppe Golini Petrarcone. Alla guida di una formazione che vede l’avvocato Sarah Grieco in ticket per la carica di vicesindaco ed aspetta il direttore di Exodus Luigi Maccaro in giunta come assessore. È il ‘Patto x Cassino‘ approvato a maggioranza dal Pd e non senza frizioni. Sarà il punto di partenza per la costruzione dell’alleanza di centrosinistra.

Invece tutti a letto, senza sindaco e senza cena nelle file del centrodestra. Ha rinviato a sei minuti dall’inizio il tavolo provinciale incaricato di fare questa sera la sintesi tra alleanze e aspiranti candidato.

Pd, ecco il Patto x Cassino

In serata la Direzione cittadina del Pd di Cassino si è conclusa con la votazione che ha designato Giuseppe Golini Petrarcone candidato sindaco. Ma c’è stata una rottura clamorosa. I suoi fedelissimi se ne sono andati senza votare il documento politico che era stato messo a punto nel pomeriggio.

Un documento di ampia apertura con il quale superare tutte le perplessità emerse negli ultimi giorni, un impegno chiaro con cui fugare i timori di un’amministrazione schiacciata sul sindaco e con poca condivisione. C’è il lungo lavoro di mediazione del segretario Marino Fardelli dietro a quel testo. (leggi qui Il Pd oggi lancia il candidato. Il miracolo di Fardelli: convincere Petrarcone a essere solo Peppino). Ne nasce un manifesto politico con il quale viene chiesto alle forze nuove della città di dare vita ad un progetto prima che ad un’alleanza. Si fa chiaramente il nome di Sarah Grieco e del direttore di Exodus Luigi Maccaro chiedendogli di aderire ed accettare già da ora la possibilità di essere chiamati a responsabilità di governo cittadino. Con il ruolo di vicesindaco per l’avvocato Grieco e di assessore per il dottor Maccaro.

Il colpo di scena si ha quando 4 ex assessori e 5 ex consiglieri fedelissimi di Petrarcone rifiutano di firmare il manifesto. Si tratta degli ex assessori Enzo Salera, Danilo Grossi, Riccardo Consales, Gino Ranaldi. Degli ex consiglieri Luigi Di Marco, Gennaro Fiorentino, Rosario Iemma, Danilo Salvucci, Edilio Terranova.

La riunione da Salera

Perché non hanno voluto firmare? Spiegano che quel testo non è stato condiviso con loro, ne erano del tutto all’oscuro. C’è di più: la sera precedente erano stati tutti nello studio del commercialista Enzo Salera e lì avevano convinto Petrarcone a fare un passo di lato.

A cosa serviva? Ad aggregare l’altro grande gruppo Pd, cioè quello che fa riferimento alle posizioni politiche di Francesco Mosillo. In che modo? Mosillo ha chiesto che si tengano le primarie, con le quali legittimare Petrarcone o chi al posto suo dovesse risultare il vincitore.

A questo punto perché Giuseppe Golini Petrarcone non ha più fatto il passo di lato? Ufficialmente: perché i nomi dei candidati a sindaco non ci sono. Secondo un’altra vulgata: perché ha saputo che Francesco Mosillo aveva dato la sua disponibilità ad appoggiare l’eventuale candidatura di Enzo Salera, in modo da spaccare il fronte.

Se ne è convinto quando ha ascoltato l’intervento di Barbara Di Rollo (dello schieramento Mosillo). Ha detto no all’ipotesi Petrarcone, si alle Primarie, non ha avanzato però una candidatura PD da far votare al Direttivo quale antagonista di Peppino. In politica ha un significato chiaro: vogliono far valere tutto il loro peso.

Così Peppino Petrarcone ha presentato lui il documento con cui allargare ed aggregare. Ed è andato avanti.

Il Pd ha deciso

Il documento viene firmato da 41 iscritti su 58. Abbastanza per arrivare al Direttivo. Dove lo hanno votato 12 componenti, 1 astenuto, 0 contrari. Il candidato sindaco è Petrarcone con Grieco e Maccaro in squadra. Ma il vero problema sono gli assenti: non c’erano i fedelissimi e nemmeno gli uomini di Mosillo. Inizia ora il grande lavoro di recupero per il Segretario Marino Fardelli.

Il primo passaggio: il documento è un punto di partenza intorno al quale aggregare, aperto ai contributi di tutte quelle forze politiche e civiche che si riconosceranno.

Spaccatura? Fardelli parla di «dialettica politica». E ringrazia «chi ha animato in maniera critica e costruttiva la riunione di questa sera, apportando ragionamenti, suggerimenti e valide riflessioni politiche e programmatiche per la costruzione di una proposta politica ed amministrativa più ampia possibile capace di vincere le prossime elezioni».

Centrodestra, salta il tavolo

Niente cena e niente sindaco nelle file del centrodestra. La riunione convocata da Fratelli d’Italia per individuare una sintesi con Forza Italia, Lega, Scarpone e Civici è saltata sei minuti prima dell’incontro.

Una telefonata del coordinatore provinciale della Lega Carmelo Palombo ha avvertito che «La riunione politica che abbiamo a Frosinone si sta protraendo, non ce la faccio a scendere a Cassino».

Il timore di FdI è che si tratti di una ripicca per la decisione di fare la lista alle Provinciali con Forza Italia. E per la presenza al tavolo del coordinatore provinciale azzurro in pectore Tommaso Ciccone, ritenuto emissario di Mario Abbruzzese.

L’altro timore è che la Lega voglia menare il can per l’aia e poi imporre il suo candidato evitando ogni discussione, in forza di un accordo calato dall’alto.

Un quadro nel quale Massimiliano Mignanelli, civico dai trascorsi a centrodestra ed eletto vice presidente della Provincia dal centrosinistra, si sfrega le mani e sentitamente ringrazia.