Se a Mosca va in onda la fine dei Talk

Senza ricevuta di Ritorno. La raccomandata del direttore su un fatto del giorno. A Mosca è calato il sipario su un modello di talk. Sbranato da quel mastino di Sallusti

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Nel freddo di Mosca, con i titoli di coda su Non è l’Arena ed il suo conduttore in deliquio dopo l’invettiva di Alessandro Sallusti sulla trasmissione, si è chiuso il sipario anche su molto altro.

È stata la fine per un modello di talk show che ha occupato la televisione per un quarto di secolo. Ad inventarla fu Gianfranco Funari con l’innovativo A Bocca Aperta: per la prima volta si poteva interrompere l’interlocutore senza passare per maleducati; si poteva alzare la voce e parlare sull’avversario senza per questo essere bloccati dal conduttore. 

Gianfranco Funari (Foto: Carlo Carino © Imagoeconomica)

Una specie di mercato rionale nello schermo televisivo. Che piaceva tanto perché ci mostrava per quello che eravamo e non per quello che avremmo dovuto essere. E che la tv dell’epoca si sforzava di mostrarci, dando il buon esempio.

Il totem dell’audience

Con il passare degli anni quel modello si è affermato e si è evoluto. Nel nome dell’audience. Un totem che prima in Rai non c’era ed al quale anche la Tv di Stato si è dovuta piegare. Così, a seconda delle necessità, oggi si invitano ospiti per incendiare il discorso o per raffreddarlo, per urlare o piangere. Dipende dalla fascia oraria.

Ormai la piazza è degli ospiti ed il conduttore fa solo il semaforo: sempre sulla base dell’ascolto che vuole ottenere.

La deriva di Mosca

La deriva è stata quella vista a Mosca. Dove a parlare è stata una dipendente del ministero degli Esteri russo, il cui compito è riportare la posizione arcinota di un Paese coinvolto in una guerra nella quale è impegnata a pieno titolo l’Unione Europea e quindi l’Italia. E la signora ci ha fatto la morale, trattando da incompetente Massimo Giletti: a pensarci bene, altro non avrebbe potuto fare perché la pena per lei – in quel caso – sarebbe stata 15 anni di carcere. Stesso dicasi per gli altri ospiti.

È stata la summa di un modo di fare Talk che non è più adatto ai tempi di oggi: qualcosa di nuovo, qualche idea in più, qualche spiegazione chiara va portata. Altrimenti si rischia l’asservimento alla propaganda di una parte del fronte.

Fare i semafori è solo spettacolo. Oltretutto al freddo. Ed è fisiologico andare giù. Soprattutto se un mastino come Sallusti va a fare la pipì calda vicino al palo.

Senza Ricevuta di Ritorno.

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