E il sindaco? Corre dal Procuratore. «Fate ciò che dovete» (Conte della Selvotta)

Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

 

di Domenico Malatesta
Conte della Selvotta

 

 

Come l’ha presa il sindaco? “In maniera serafica”. Parola di un indagato.

Come l’ha presa il sindaco? “Seraficamente”. Parola del Beato Benedetto!

Come l’hanno presa assessori e consiglieri? “Male”. Parola sussurrata ma udita da un anonimo passante nel transatlantico del palazzo comunale di Cassino, il corridoio marmoreo arricchito dalle calde statuine dell’epoca stefaniana (cioè installate da Stefania Di Russo).

Interrogato l’antico cronista de Il Messaggero, Domenico Tortolano, che frequenta da mezzo secolo i palazzi del potere, quello amministrativo e quello giudiziario, ha sorriso seraficamente. Ha risposto con una delle sue citazioni sibilline: ”Non si può chiedere a un giornale di chiudere gli occhi“. L’ha presa dall’editoriale del direttore Luciano Fontana sul Corriere della Sera ‘Il diritto di raccontare e di fare domande’ dedicato agli anatemi agli anatemi dei Cinque Stelle ed ai compiti di un giornale. Un avviso per i naviganti!

E così vale anche per la bufera giudiziaria che ha investito l’Amministrazione comunale di Cassino guidata dal serafico Carlo Maria D’Alessandro e da altri.

Tanto che il Conte della Selvotta ha dovuto ordinare alla servitù di disfare le valigie e rinviare il viaggio in piroscafo con destinazione l’isola mediterranea delle Baleari. Lì era atteso nella sua dimora spagnuola sul mare di Palma di Maiorca per riposare le sue stanche membra. Una delle antiche dimore lasciategli dai suoi avi, sparse nel Continente.

Un fulmine a ciel sereno che ha scosso le mura del palazzone di piazza De Gasperi tanto da far impallidire anche il serafico e monumentale Carlo Maria D’Alessandro. Ma la severa educazione ricevuta dai salesiani gli ha consentito di riprendersi all’istante “con ardore serafico”.

Certo lunedì 6 febbraio 2017 sarà un giorno da ricordare per l’Amministrazione D’Alessandro. Perché il dirimpettaio gli ha fatto uno sgarbo che non si aspettava. Una indagine a carico di suoi fedelissimi, quelli che lo hanno portato al successo tanto da spodestare un sindaco sicuro di vincere anche senza l’aiuto dei “signori ciociari del Pd”.

Lunedi 6 febbraio ricorreva per la liturgia cristiana San Paolo Miki Martire. È il primo martire giapponese. O meglio il primo giapponese caduto martire per la propria fede cristiana. Allievo di san Francesco Saverio, missionario spagnuolo morto in Oriente nella seconda metà del 1500.

E Carlo Maria ora si sente un martire di fronte a quello che gli hanno combinato altri. Ma è stato rassicurato dall’alto. “Stai sereno, tanto passerà. Fra una settimana i giornali non scriveranno più niente”. Parola del commander in chief  Mario Abbruzzese copiando il verbo renziano.

Proprio per evitare che il fuoco si spenga, Petrarcone e soci invece soffiano sulle braci. E’ il momento buono per soffiare dopo tanta calma. Hanno chiesto le dimissioni di tutti quelli che contano (leggi qui il resoconto della conferenza stampa di Petrarcone). Il commander, seraficamente, senza scomporsi rassicura:”E’ una prassi dell’opposizione, tutto fumo”.

Carlo Maria intanto ieri ha disertato una conferenza stampa, quella sulla Protezione Civile, dove era stata annunciata la sua presenza dall’attivissimo ufficio stampa. Lo ha notato il solito Domenico Tortolano, ancora in pigiama di cotone a righe azzurre verticali di varia grandezza, mentre all’alba si aggirava nell’aula.  In attesa della prima vittima alla quale porre domande “scomode”. Secondo il Beato Benedetto era andato dal “pericoloso dirimpettaio”. E il cronista ha scoperto che effettivamente era andato al secondo piano della Procura della Repubblica per avere notizie sul convegno di domani in tribunale. Ma anche per avere rassicurazioni sui “comportamenti” dei suoi consiglieri sospetti. Non si conosce la risposta del magistrato. Chi stava in corridoio ha sentito filtrare dal portone solo la possente voce di Carlo Maria che diceva “Fate tutto quello che dovete“.

Si narra che il neo assessore al bilancio Ulderico Schimperna sia stato nominato dal sindaco quando era ancora ignaro dei fuochi artificiali accesi sul terrazzo del palazzo di giustizia. Altrimenti, si dice, avrebbe rinviato la designazione. Designazione avvenuta dopo la lettura di diversi curriculum vitae richiesti ad alcuni commercialisti vicini al centrodestra. Esclusi gli infedeli simpatizzanti di altri colori politici anche se bravi. Ma il nome del titolato professore di Ragioneria, improvviso rinunciatario al concorso per diventare Direttore Generale al Cosilam dove era in pole position, ha irritato più di qualcuno. Si narra di un sms dai toni infuocati inviato al commander dal cellulare del fedelissimo Giacomino Iula da Matera domiciliato a Sora. Un messaggio in cui esprimeva tutto il suo dissenso e le sue riserve.

Mario avrebbe consigliato a Carlo Maria di rinviare la nomina dell’assessore al Commercio di qualche settimana. “Falli sfuriare”, il saggio consiglio. Ma incombe la convocazione delle sedute consiliari. Non si fanno da parecchio, ruggisce il ribelle Peppe Sebastianelli che ha presentato una decina di interrogazioni su vari e scottanti argomenti.

Dino Secondino, che ha la seconda carica dopo quella di Carlo Maria, teme l’aula per le sicure sfuriate di Giuseppe Golini Petrarcone, Enzo Salera e Giuseppe Sebastianelli pronti ad infierire. Eppure Dino, fedele forzista e ciellino rispettoso, sta guidando l’aula in maniera ben più che dignitosa. Ora lo aspetta il martirio delle domande politiche e non! E’ un sacrificio che si può sopportare rispetto alle torture di altri tempi.

Il Conte della Selvotta, comunque, passata la burrasca sul Mediterraneo e sul Municipio, è pronto ad accogliere il ciellino presidente d’aula sul suo piroscafo diretto alle Baleari. Il rientro sulla terra ferma è previsto per quando il clamore si sarà spento. E per quando l’antico Domenico Tortolano, con la vista ormai fiaccata e la sordità cronica ad un orecchio (nessuno ha mai capito quale), avrà dimenticato le domande da fare!

In chiusra va registrato che da qualche tempo in Comune si adotta il vocabolario del Conte della Selvotta così come le sue citazioni nelle riunioni e nelle conversazioni. Il blog Alessioporcu.it ringrazia i lettori comunali e il primo cittadino per l’alto “contributo collaborativo”.

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