Senza trucco e senza inganno ma solo con il coraggio delle idee

Il Frosinone si laurea campione d'inverno ed i tifosi sognano ad occhi aperti la Serie A. I giallazzurri hanno dominato il girone d’andata proponendo un calcio spettacolare ma anche efficace. I segreti della squadra ciociara, i meriti di Fabio Grosso. La Top 11 diventa un caso

Alessandro Salines

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Senza trucco e senza inganno. Tutto vero: il Frosinone ha chiuso il girone d’andata al primo posto a quota 39 come neppure nelle stagioni delle promozioni in Serie A ci era riuscito. Alla faccia degli scettici che di settimana in settimana hanno ripetuto: “Sono bravi ma prima o poi si fermeranno”. Ed invece il Frosinone ha continuato a marciare forte, dimostrando di essere una capolista vera. Con pieno merito e senza macchia. E la vittoria di lunedì contro la Ternana è stata la ciliegina sulla torta. Un successo da grande squadra che ha cancellato lo stop di Genova e chiuso un cerchio.

“Abbiamo disputato un girone strepitoso – ha detto il tecnico Fabio Grosso Ricordate da dove siamo partiti e dove siamo adesso, sarebbe stato difficile sperarlo. Invece ci siamo meritatamente, in un campionato complicatissimo che non è finito. Adesso bisogna ripetere la cavalcata. Bisognerà alzare l’asticella perché gli avversari ci aspetteranno al varco”.

Il coraggio delle idee

Il bomber Mulattieri

Il Frosinone è campione d’inverno e quindi candidata principale alla promozione diretta grazie soprattutto al coraggio delle idee. Un’idea di un calcio sostenibile perseguita senza se e senza ma. Un’idea di un calcio di qualità, propositivo ed organizzato che va oltre i numeri e i moduli. Un’idea di calcio dove i giovani giocano perché lo meritano (vedi Kalaj lunedì) e quindi crescono.

Insomma il coraggio delle idee è stata la chiave di volta del primato del Frosinone che ha terminato l’andata imbattuto in casa con la migliore difesa del campionato (11 reti al passivo) ed il terzo attacco (28 gol segnati). Il coraggio delle idee di Grosso: ripartito quest’estate con una rosa rinnovata in profondità, non si è depresso ed ha saputo regalare al gruppo un’identità forte e precisa.

Le prospettive più che rosee

Il giovane difensore Kalaj

E’ ovvio che il Frosinone alla ripresa delle ostilità il 14 gennaio sarà sempre di più la squadra da battere. Tutte cercheranno di fermare la capolista, uno scalpo da mostrare come trofeo. Tuttavia la formazione ciociara ha dimostrato di avere le qualità per arrivare fino in fondo. La gara vinta con la Ternana ha confermato se ce ne fosse bisogno che il Frosinone ha uno spartito ben definito. Gli interpreti chiamati di volta in volta sulla ribalta non improvvisano e difficilmente steccano. Le assenze di elementi di spessore come Kone, Lucioni e Mazzitelli sono state assorbite senza troppi danni collaterali.

Le pressioni? Si moltiplicheranno soprattutto fuori dalla Ciociaria ma anche in questo caso i giallazzurri hanno dimostrato di saperle gestire (la vittoria a Reggio è la classica prova… provata) grazie a quel mix di giovani e senatori che sta funzionando a meraviglia.

La squadra giallazzurra sotto la Curva Nord: l’empatia con i tifosi è totale

E poi Frosinone è una piazza appassionata ma positiva. L’empatia è totale perché Lucioni e soci giocano, divertono ed hanno saputo riaccendere l’entusiasmo dei tempi migliori. Il pubblico aumenta (lunedì erano oltre 13 mila allo stadio), incita, spinge, si esalta sulle giocate di Insigne, Rohden, Garritano, Caso e Mulattieri. Grosso è diventato un idolo (il coro della Nord è stato emblematico) come lo è stato dopo i Mondiali. I supporters si fidano di lui. Le premesse ci sono tutte per continuare la fuga.

Attenti a Genoa e Pisa

Luca D’Angelo (Foto: Fabio Fagiolini)

Il Frosinone è diventato campione d’inverno con 3 punti di vantaggio sulla Reggina, 6 sul Genoa e 9 sul Bari. La lotta è serrata. Inoltre, malgrado le 10 lunghezze di ritardo, bisogna stare attenti al Pisa del D’Angelo-bis. I nerazzurri sono in serie utile da 14 turni (7 vittorie ed altrettanti pareggi) e rappresentano una minaccia per tutti. Una formazione solida composta da ottimi giocatori che esprime un calcio essenziale. Nel 2022 è stata una delle grandi protagonisti della Serie B avendo fallito la promozione soltanto nella finale playoff contro il Monza.

Anche il Genoa, dopo l’avvento in panchina di Gilardino, è in grande ascesa con 3 successi ed 1 pari. L’ex bomber della Nazionale è riuscito a dare sicurezza ad un gruppo già forte ma sfiduciato. Inoltre il club rossoblu ha già annunciato il primo rinforzo: il difensore Criscito, una bandiera del Genoa che torna così alla base.

Moreno Longo, tecnico del Como

Per il resto il campionato va in vacanza con la zona playoff completata da Parma, Sudtirol e Ternana che malgrado 1 pari e 2 sconfitte sono rimaste tra le prime 8. Modena e Cagliari risalgono la china e s’avvicinano ai playoff, agganciando a 25 l’Ascoli ed il Brescia. In crescita anche il Como che inguaia il Cittadella ora penultimo. Galleggia il Palermo, male il Benevento ko in casa dal Perugia che conquista 3 punti pesanti per la salvezza. Crolla la Spal, raggiunto dal Venezia in zona playout. Precipita all’ultimo posto il Cosenza sconfitto a Cagliari. Ma è solo il girone d’andata. Dal 14 gennaio inizia un altro campionato con la variabile mercato e tanti valori potrebbe cambiare.  

Troppo poco Frosinone nella Top 11

Il portiere Turati unico giallazzurro nella Top 11 dell’andata (Foto: Mario Salati © Alessioporcu.it)

Infine la Lega ha sfornato la Top 11 del girone d’andata basata sull’indice statistico che tiene conto dei parametri individuali e di squadra di un giocatore, dei suoi dati rapportati al ruolo e all’incidenza nelle sue prestazioni. In pratica permette di valutare la prestazione di un calciatore in base alle sue statistiche e alla sua importanza nei risultati della squadra nei vari match disputati. Tuttavia i numeri tradiscono l’andamento del campionato se si pensa che solo il portiere Turati fa parte della squadra ideale. Il numero uno canarino ha terminato l’andata con più clean sheet (11) e con meno gol subiti (11), tra i portieri con più di 15 presenze. Insomma forse altri elementi della capolista avrebbero meritato una menzione. Ad esempio la difesa, che con sole 11 reti subite è la migliore del torneo.

La Top 11, schierata con il 4-3-1-2, vede la difesa composta Dickman (Spal), Altare (Cagliari), Sorensen (Ternana) e Falasco (Ascoli). A centrocampo Fabbian (Reggina), Frendrup (Genoa) e Morutan (Pisa). Trequartista Vasquez del Parma alle spalle della coppia Brunori (Palermo)-Cheddira (Bari).

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