La Lega stacca di nuovo il Pd, Cinque Stelle davanti a Fratelli d’Italia

Il sondaggione di OpenMedia fotografa le intenzioni di voto degli italiani dopo un mese dall’inizio della “guerra” al Coronavirus. Perché Salvini tiene, Zingaretti arretra, Di Maio risale e la Meloni avanza.

Quello chiamato OpenMedia è una sorta di sondaggione, perché prende in considerazione le rilevazioni realizzate da Ipsos, Swg, Tecnè, Ixè, Emg Acqua e Index Research, facendo la media aritmetica dei loro numeri. Lo realizza Vincenzo Ruocco in esclusiva per Open, il quotidiano on line creato da Enrico Mentana.

Bene, la Lega di Matteo Salvini guadagna qualche decimo di punto e si attesta al 29,2% delle intenzioni di voto. Staccando di ben 8 punti percentuali i Democrat. Vuol dire che l’emergenza Coronavirus non ha modificato le intenzioni di voto degli italiani. Ma vuol dire anche che i Governatori Attilio Fontana (Lombardia) e Luca Zaia (Veneto), in prima linea nella lotta al Coronavirus, stanno evidentemente convincendo. Per quanto riguarda Matteo Salvini, ha assunto un profilo diverso: evita gli scontri, ma comunque lascia intendere che al termine della pandemia si dovrà comunque fare una classifica di chi ha lavorato meglio e  chi peggio. Un messaggio che passa nell’opinione pubblica.

Matteo Salvini Foto © Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica

Al secondo posto c’è il Partito Democratico di Nicola Zingaretti, che perde lo 0,6% e si attesta al 21,1% delle intenzioni di voto. Un risultato buono, ma nel Pd in tanti cominciano a chiedersi se è la strada giusta quella di lasciare tutta la ribalta mediatica al premier Giuseppe Conte, quando poi sono i ministri Dem (Gualtieri in testa)  a trattare con l’Europa o a smussare gli angoli. Così come nel Pd crescono i malumori nei confronti del responsabile della Protezione Civile Angelo Borrelli, per la conduzione di questa situazione.

Il Movimento Cinque Stelle continua nella sua risalita a piccolissimi passi. È al terzo posto con il 14,7%. La strategia del ministro degli Esteri Luigi Di Maio qualche risultato lo sta dando: soprattutto nel reperimento delle mascherine Di Maio ha messo in campo un’offensiva diplomatica che non fa distinzioni tra i vari Paesi. E quindi il messaggio che passa è quello di una preoccupazione di raggiungere il risultato.

Non si ferma l’avanzata di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia, che sale fino al 13,1%. Merito di una strategia lucida: all’opposizione ma senza strumentalizzazioni.

Matteo Renzi © Imagoeconomica / Livio Anticoli

Italia Viva di Matteo Renzi è al 3,5%. Al di là delle oscillazioni di questi mesi, il dato è che Italia Viva non ha sfondato mai. Un elemento sul quale Renzi dovrà riflettere. Più prima che dopo.

Gli azzurri di Silvio Berlusconi si mantengono stabili e  fanno segnare
il 6,4% delle preferenze, che sommate al 13,1% di FdI e al 29,2% delle Lega
porterebbero un’eventuale coalizione del centrodestra unito a dominare le
future elezioni politiche con il 48,7% del peso nelle urne. Forza Italia
conferma di avere uno zoccolo duro “moderato” che è fondamentale per il
centrodestra.

La Sinistra è al 3%, mentre sotto la soglia del 2% ci sono tre partiti:
all’1,9%  i Verdi, mentre appaiati all’1,8% Azione di Carlo Calenda e Più
Europa di Emma Bonino.

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