Sora, il gioco su due tavoli per scegliere il candidato sindaco

Alla fine la telefonata c’è stata. Anzi due. Roberto De Donatis ha ricevuto una chiamata sia da Mario Abbruzzese che da Francesco De Angelis. E con loro ha parlato delle prossime elezioni comunali a Sora. Ai due big del Pd (area socialista) e di Forza Italia, il possibile outsider della prossima tornata elettorale ha indicato le sue condizioni per essere il loro candidato: 1) niente uomini compromessi con le passate amministrazioni 2) selezione rigorosa dei candidati 3) al candidato sindaco spetta l’ultima parola sui nomi 4) patti chiari e da subito su temi strategici come ad esempio la società municipalizzata Ambiente. Risultati della conversazione? ‘Le faremo sapere, signorina‘.

La realtà è che il vero obiettivo di Abbruzzese è un altro. Il professionista individuato insieme a Giacomo Iula, al quale chiedere di scendere in campo. Il profilo è quello anticipato all’inizio della settimana: avvocato o ingegnere, in pensione da poco, con esperienze politiche che risalgono ai tempi della Prima Repubblica, soprattutto senza alcuna macchia sulla reputazione. Ma c’è anche un piano B. Anche se sarebbe più corretto dire ‘un piano A2′, cioè un secondo nome che è a pari merito con il primo. Anche in questo caso si tratta di un professionista molto stimato e conosciuto in città. E’ un medico ed il sogno dell’ambasciatore di Mario Abbruzzese a Sora sarebbe quello di averli in campo entrambi: uno come candidato a sindaco e l’altro come capolista della civica principale. Se Iula riuscisse a convincere almeno uno dei due, Francesco De Angelis convergerebbe con le sue truppe per contrapporsi all’asse Francesco ScaliaAlfredo Pallone che farà quadrato attorno al nome del sindaco uscente Ernesto Tersigni.

Il sindaco è già al lavoro per comporre le sue liste. Sta concludendo in questi giorni gli accordi strategici con quelli che a Sora hanno le preferenze. Ma hanno bisogno di molto di quello che una volta veniva chiamato ‘materiale elettorale’.

Nel frattempo, resta da disinnescare una mina sul percorso che separa l’amministrazione Tersigni dalle elezioni. E’ quella che in maniera sibillina proprio l’ex presidente del consiglio comunale ha accennato con un post sulla sua bacheca Facebook: “Qualora nei termini fissati dal Decreto legislativo n.267/2000 non sia stato predisposto dalla giunta lo schema di bilancio di previsione e, comunque, il consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema predetto, predisposto dalla giunta, si procede al commissariamento secondo le modalità di cui ai commi seguenti”.

Questione delicatissima e complessa quella dell’approvazione del Bilancio comunale previsionale 2015 che necessita un’attenta e puntuale verifica, con riscontri normativo regolamentari, dottrinali e giurisprudenziali, sul corretto rispetto delle scadenze previste (con relative proroghe)”. Tradotto significa: la Giunta comunale di Sora non ha approvato lo schema di bilancio entro il 31 luglio, la proroga concessa dalla legge potrebbe riguardare solo l’approvazione in Consiglio ma lascerebbe il termine perentorio per la Giunta. E se così fosse, a Sora quel termine non sarebbe stato rispettato. Manca la conferma.

Se dovesse essere così, dopo dieci minuti Giacomino da Matera brucerebbe la strada che separa Sora dall’ex palazzo apostolico di Frosinone per chiedere udienza a sua eccellenza il prefetto affinché nominasse un commissario prefettizio e dichiarasse inadempiente i perfidi avversari che in altri tempi lui stesso contribuì ad eleggere.

 

 

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