Speranza, Boccia e Draghi: il triangolo dal quale passano i prossimi scenari

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Il ministro della Salute non concede nessuna “speranza” prima di Pasqua. La preoccupazione di Confindustria e gli scenari che portano sempre e comunque all’ex Governatore della Bce.

Si andrà avanti così almeno fino al 12 aprile. Dunque, anche a Pasqua “io resto a casa”. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha messo sul piatto il parere degli scienziati: «Nella riunione del Comitato tecnico scientifico è emersa la valutazione di prorogare tutte le misure di contenimento almeno fino a Pasqua. Il governo si muoverà in questa direzione».

Cresce la preoccupazione degli industriali, per i quali sarà complicato così prevedere la ripresa del Paese. Il numero uno di viale dell’Astronomia Vincenzo Boccia aveva già detto: «C’è il problema di come rientreranno i lavoratori nelle aziende, che devono essere chiuse in questa fase fisicamente, ma non definitivamente. Le cose da fare sono diverse, d’altronde. Una delle urgenze, ad esempio, è che il Fondo di Garanzia del MISE dia liquidità alle imprese. Un prestito a 30 anni, che sarebbe come un prestito di guerra, perché siamo in una fase di economia di guerra.

Vincenzo Boccia con Maurizio Stirpe. Foto: © Imagoeconomica, Raffaele Verderese

Avremo più debito, ma bisogna salvaguardare i fondamentali dell’economia, in Italia come in Europa. La salute è prioritaria, ma bisogna evitare una recessione irreversibile. A spanne il 70% delle imprese ha sospeso le attività. Se il PIL è di 1.800 miliardi l’anno vuol dire 150 miliardi. Quindi perdiamo 100 miliardi al mese. Moltissime persone rimarranno a casa in cassa integrazione, con costo elevato per lo Stato. Sin da ora dobbiamo costruire un percorso per capire come uscirne. È una battaglia che coinvolge tutti e non deve spaventare le istituzioni europee: la rigidità non serve a nessuno, alcuni Paesi non si sono resi conto della gravità della situazione».

Ancora: «A una crisi che si aggrava rapidamente serve rispondere con velocità. Occorre consentire un rapido accesso alla cassa integrazione, che non può essere anticipata dalle aziende. Serve sostenere la liquidità, con dilazioni delle scadenze fiscali e contributive e agire sulle linee di credito a breve e a lunga scadenza, a partire dall’utilizzo del Fondo di Garanzia. È più che mai urgente un intervento massiccio per prevenire l’impatto devastante che questa emergenza produrrà sul tessuto economico».

Investireoggi, quotidiano economico e finanziario attento, scrive sul proprio sito: «La situazione politica italiana sembra essere sempre più confusa, così come la percezione che ne hanno gli italiani: se i sondaggi politici Ipsos sembrano confermare l’apprezzamento per il governo Conte bis e le sue misure per quanto concerne l’emergenza Coronavirus, le domande poste dall’istituto demoscopico SWG sulla possibilità di un governo Draghi per traghettare l’Italia fuori dal pantano della crisi economica trovano una risposta (relativamente) positiva. Sembra che per gli italiani, a questo punto, il pericolo maggiore sia rappresentato dalle conseguenze economiche: il vero timore è la spirale recessiva che potrebbe attivarsi, anche perché sembra che per un primissimo e parziale ritorno alla normalità si dovrà attendere la seconda metà di aprile se non il mese di maggio».

Una parte del sondaggio Swg

Poi prosegue. Iniziamo subito dagli scenari che si potrebbero avere per il post-pandemia da Coronavirus. L’istituto demoscopico SWG per il Tg di La7 ha proposto un sondaggio molto importante, volto anche a testare l’umore per un possibile cambio di governo in Italia: alla domanda se si è d’accordo per il dopo emergenza a un esecutivo di unità nazionale a guida Mario Draghi il 44% risponde SI mentre il 31% risponde “no” e una quota pari al 25% risponde “Non saprei”. I dati sono importanti perché lasciano intendere che, nonostante la fiducia nelle misure messe in campo da Giuseppe Conte, le paure per la crisi economica che potrebbe arrivare sono molto forti e Draghi sembra essere l’uomo giusto per contrattare con l’Europa e non solo.

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