Tutti contro tutti in Vaticano dietro al nome di Di Ruzza

Foto © Stefano Spaziani / Imagoeconomica

Tutti contro tutti. Come va letta la relazione del presidente dell'Authority di vigilanza vaticana Rene' Brulhart che ieri ha scagionato il suo direttore Tommaso Di Ruzza. Un braccio di ferro con la magistratura. Che fa seguito allo scontro tra Ior e Segreteria di Stato

Franca Giansoldati per “il Messaggero”

Sembra quasi una serie tv prodotta da Netflix. Potrebbe persino intitolarsi Vaticlash, lo scontro all’ombra del Cupolone, visto che tutti ormai sono contro tutti. Proprio ieri il sequel si è arricchito di una nuova, inedita, puntata. Il presidente dell’Aif, l’Authority di vigilanza finanziaria che ha rapporti con Moneyval, è sceso in campo con tutto il suo peso per delegittimare la magistratura vaticana che, il primo ottobre, aveva autorizzato la gendarmeria a portare a termine una ruvida perquisizione contro cinque funzionari, quattro dei quali appartenenti alla Segreteria di Stato e uno all’Aif, il direttore Tommaso Di Ruzza.

Rene’ Brulhart e Tommaso Di Ruzza Foto © Carlo Carino / Imagoeconomica

La guerra con lo Ior si è arricchita così di un ulteriore tassello. Tutto ha avuto inizio a luglio con la denuncia presentata dalla banca vaticana per presunte attività finanziarie illecite da parte della Segreteria di Stato. I magistrati hanno svolto indagini e il primo ottobre hanno emesso un decreto di perquisizione del quale nemmeno il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin conosceva l’esistenza.

La perquisizione è avvenuta sotto gli occhi allibiti di tutti i dipendenti, visto che nessuno aveva mai osato profanare il sancta sanctorum del potere assoluto del Papa. I cinque funzionari che ad oggi non risultano nemmeno indagati sono stati sospesi dallo stipendio, dalle funzioni e a loro è stato interdetto l’ingresso dello Stato. (leggi qui Vaticano, indagato il capo dell’Anti riciclaggio Tommaso Di Ruzza)

La scorsa settimana l’ex capo della gendarmeria Domenico Giani è stato costretto a dimettersi per una foto segnaletica dei cinque funzionari e per avere portato a termine il compito con modi talmente spicci da costringere a togliersi le scarpe l’unica donna, ancora sotto choc, sospettata di nascondere una pen-drive nei tacchi.

Il cardinale Pietro Parolin offre la Comuninone a Domenico Giani, già capo della Gendarmeria Vaticana © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Il garbuglio nato per un puntiglio dello Ior di non concedere un prestito necessario ad estinguere un mutuo oneroso su un edificio a Londra comprato dalla Segreteria di Stato negli anni scorsi, è destinato a non sciogliersi facilmente, visto che da Strasburgo, dove ha sede Moneyval, c’è parecchia preoccupazione.

Chissà se al comitato del Consiglio d’Europa che valuta i sistemi antiriciclaggio degli Stati (ed è molto attento alla autonomia delle authority) basterà il comunicato emesso dal presidente dell’Aif, Rene Bruelhart. Ieri pomeriggio ha ribadito che è sempre stato tutto regolare. Ed informa anche di avere svolto una indagine interna parallela dalla quale è risultato che il direttore Tommaso Di Ruzza ha fatto solo il suo mestiere.

Come dire che non crede alla indagine della magistratura. Praticamente una dichiarazione di guerra, nel silenzio assordante (almeno per il momento) di tutti gli altri organi dello Stato pontificio.

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