Zingaretti, Letta, il Pd a sinistra e il mistero del Campidoglio

Il presidente della Regione si conferma un fuoriclasse sul piano amministrativo, il neo segretario ricolloca il partito a sinistra, Base Riformista si interroga. Ma quello che non si capisce è perché la candidatura a sindaco di Roma sia tramontata senza colpo ferire. Rimane uno scenario aperto destinato a pesare.

Mettiamo in fila due dichiarazioni avvenute a strettissimo giro di posta. La prima: “Dal primo giugno chi viene tre notti di albergo consecutive nel Lazio avrà una notte in più pagata dalla Regione. Chi viene per cinque notti ne avrà in regalo due. Un’iniziativa concreta per rilanciare il turismo”. Chi l’ha pronunciata? Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti a margine della presentazione al Tempio di Adriano dell’iniziativa “Più notti, più sogni”, per rilanciare il turismo nella regione. La seconda: “Voglio fare un grande riconoscimento al presidente della regione Lazio, ho fatto il vaccino stamani alla vela di Tor Vergata ed è stata una esperienza positiva. Nicola Zingaretti sta facendo benissimo il suo lavoro e io sono molto, molto riconoscente. Oggi questa esperienza mi ha positivamente impressionato”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, in collegamento con il Dem Festival.

Il fattore Zingaretti

Enrico Letta (Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Il minimo comun denominatore è rappresentato dalla stura di Nicola Zingaretti come amministratore. Come presidente della Regione Lazio. Ma anche come politico, perché le sue intuizioni nel Lazio fanno la differenza. Sul piano sanitario e in quello culturale.

Anche come segretario nazionale del Pd ha fatto la differenza. Ha preso un Partito ai minimi termini, resuscitandolo dopo che Matteo Renzi lo aveva fatto precipitare ai limiti dell’irrilevanza. Con Zingaretti il Pd è tornato al governo e ha ricominciato a vincere alle Regionali. Per questi motivi è inspiegabile la sua mancata candidatura a sindaco di Roma. Ha prevalso la linea di Virginia Raggi e anche una parte dei Cinque Stelle ha dovuto ingoiarla.

Ma la domanda vera è: perché il Pd non ha combattuto la sua battaglia? Perché Enrico Letta non ha comunque lanciato Zingaretti, dopo che era stato a lui far capire che l’alleanza con i pentastellati non è un comandamento biblico.

Lo spostamento a sinistra

Nicola Zingaretti (Foto: Vincenzo Llivieri / Imagoeconomica)

Nicola Zingaretti resterà altri due anni a fare il presidente della Regione. Dopo si vedrà. Non avrebbe problemi né a fare il parlamentare né il ministro. E neppure il presidente del consiglio. Oppure potrebbe tornare a fare il semplice cittadino.

Il punto non è questo. Il fatto è che Enrico Letta sta spostando il Partito a sinistra (Base Riformista infatti si sta interrogando sul da farsi) e contemporaneamente non sostiene Zingaretti sul fronte della candidatura a sindaco di Roma.

Una vittoria al Campidoglio cambierebbe il verso della politica nazionale. Perciò quanto successo per le elezioni di Roma è un mistero. Finora.

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