Zingaretti in the Sky: No ad accordicchi con M5S, niente vendette, nemmeno su Renzi

Il governatore del Lazio, candidato alla segreteria nazionale Pd, su SkyTg24. "No accordicchi con il Movimento 5 Stelle". Punta a riportare a casa i delusi del Pd. "Niente vendette", nemmeno su Renzi.

Il Partito Democratico ha sbagliato. Non ha mantenuto gli impegni con i suoi principi. È per questo che una parte delle radici si sono seccate, facendo mancare la linfa al resto della pianta. Sta tutto lì l’errore. E la sua drammatica conseguenza è nei numeri: l’ultimo sondaggio parla di un 17%.

Lo dicono a Nicola Zingaretti mettendogli davanti il microfono di SkyTg24. Lui non si sottrae.

«Come ha detto Martina in piazza abbiamo capito dove abbiamo sbagliato, ora dobbiamo cominciare a voltare pagina per costruire un’alternativa a un governo che ha convinto nelle promesse ma ha tradito nelle realizzazioni».

 

Riprendiamoci i delusi, niente accordicchi

L’obiettivo è definito: riportare a casa quella massa enorme di elettori che ha lasciato il centrosinistra, andando ad alimentare il Movimento 5 Stelle o disperdendosi nella galassia nata dalla frantumazione del Pd.

L’unico modo per riportarli a casa è agire con la chiarezza che un tempo c’era nel Partito. Chiarezza sulla linea, così come sugli alleati ed i compagni di viaggio. SkyTg24 gli domanda se prevede un’alleanza coi Cinque Stelle, puntando sull’ala dialogante come ha fatto in Regione Lazio.

«Questa è una fake news. Nel Lazio non c’è la maggioranza del centrosinistra ma il M5s è all’opposizione. Il tema non sono gli schemini politicisti, gli accordicchi di potere. Ma è la libertà di dire che dobbiamo cambiare. Noi non dobbiamo smettere di parlare a tutti quegli elettori che hanno votato M5s o addirittura Lega, perché delusi».

 

Unità ma anche umiltà

Nei giorni scorsi Matteo Richetti, l’ex portavoce di Renzi, ha annunciato la sua candidatura alla Segreteria nazionale Dem, alla quale Zingaretti sta puntando. Uno degli scenari ipotizza la frantumazione del fronte, legata all’assenza di un nome renziano capace di sbaragliare il voto.

«È bene che ci siano altre candidature, perché unanimismo non fa bene alla politica. L’importante è che ci rivolgiamo con umiltà al paese per dire che abbiamo capito».

 

Niente vendette, nemmeno su Renzi

Matteo Renzi è uno spettro che si agita nelle stanze del Nazareno. Anche se fisicamente non c’è. Ma il timore che possa sabotare, deviare, depistare è forte.

Se qualcuno pensa che Nicola Zingaretti punti ad annientarlo, approfittando del momento, non conosce il Governatore. «Renzi è una risorsa. Io mi auguro che lui capisca di più che ci sono momenti nella storia in cui spingere con tutti gli altri sia una bella cosa. Io non sono tra quelli che pensano che le persone vadano eliminate dalla scena. Di questo abbiamo anche pagato il prezzo».

In queste ore, uno dei suoi principali sostenitori, l’ex premier ed ex ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, viene accostato alla presidenza della commissione Ue. Nicola Zingaretti, risponde senza se, senza ma, senza esitazioni: «Assolutamente si».

 

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