Ragazzi, fatevi un esame di coscienza

L'amara riflessione di un top manager che deve selezionare ragazzi da assumere nella sua azienda. E si trova di fronte ad una generazione senza stimoli. Ecco perché il futuro, tra poco, sarà di chi arriva sui barconi

Il post lo pubblica, più incredulo che stupito, l’ingegnere Antonio Baldassarra. È uno di quegli inquieti che devono sempre avere qualcosa da fare: fu per questo che negli anni Novanta, mentre bazzicava una radio di Frosinone che all’epoca si chiamava Radio Tele Magia, gli venne in mente di creare una delle prime Bbs in Italia.

A quel tempo, le Bbs erano un computer con dei Files sopra, tu ti collegavi dal tuo computer e potevi vederli e anche scaricarli. Tutto qui? Per capire bisogna ricordare che a quel tempo Internet non era ancora arrivata, Explorer non era ancora stato scritto, i siti web non esistevano.

Normale che di lì a poco, quando nacque Internet anche in Italia, tra i primi in assoluto a realizzare un punto d’accesso ci fosse proprio l’ingegnere Baldassarra: prima di Tim, di Libero, di Virgilio, insieme a quell’altro genio che si chiamava Renato Soru e stava in Sardegna dove inventò Tiscali. A quel tempo, noi a Frosinone avevamo RtmOl.it. Poi vennero i colossi, fecero acquisti ed ebbero il loro monopolio.

Tonino investì e fondò Seeweb: è una specie di Mercedes dei dati internet, affidabile, efficiente, solida, con un’assistenza competente. Roba seria: per capirci, siamo ad un livello nel quale Alessioporcu.it può solo sognare di avvicinarsi al vetro d’ingresso e dare un’occhiata stupito.

Tonino Baldassarra oggi ha pubblicato un post sulla sua bacheca Facebook.

Metti un annuncio per neolaureati in ambito comunicazione e marketing, ne selezioni alcuni per un colloquio via skype con giorni di preavviso.

Arriva il colloquio e gli chiedi: lei lo sa noi che facciamo?
“Si, ho dato un’occhiata al sito… cose cloud, mi pare”…

Il blog aziendale l’ha visto?
“No”.

La pagina Facebook l’ha vista?
“No”.

Su Twitter ci ha cercato? .. “No”
Lo sa che è un A/B test? “No”.

Laurea specialistica di II livello in Organizzazione e Marketing, Voto 110/110

Mi chiedo: dove stiamo sbagliando?

 

Non sta sbagliando Seeweb, non sta sbagliando l’ingegner Baldassarra.

Sta sbagliando un’intera generazione che è cresciuta con mamma accanto al letto con il caffè caldo e papà che faceva trovare la macchina lavata e pure con dieci euro di benzina dentro.

Mia madre non mi ha mai svegliato, perché le responsabilità – mi fece capire – erano le mie ed ero io a dovermi organizzare; il caffè se lo volevo me lo dovevo fare oppure accontentarmi di quello freddo, avanzato dalla precedente caffettiera; prima di prendere una macchina a casa bisognava chiedere almeno una settimana prima, ingegnarsi nel modo di domandarlo, superare una fitta barriera di no. I dieci euro erano un miraggio.

Non ho mai detto abbastanza volte grazie per essere cresciuto così. Perché è stato così che, come Tonino Baldassarra, pur di avere qualcosa da fare mi infilai in una radio che all’epoca si chiamava Radio Vega Sound, inventai un notiziario, venni notato da Teleuniverso, che all’epoca non aveva ancora una redazione. Era il 1985 e nessuno mi ha mai portato il caffè.

 

Il problema è proprio questo. La generazione di oggi non ha fame, non ha voglia di uscire. Aspetta che qualcosa avvenga. Ma non arriverà mai. Perché nel frattempo lo scenario minimo sul quale esibirsi é diventata un’Europa. Che se ne frega di chi aspetta il caffè, magari impiegando il proprio tempo davanti ad una tastiera, imprecando e maledicendo il mondo perché non funziona e non gli trova un lavoro.

È lo stesso motivo per cui il 30% dei ragazzi assunti in Fca nei mesi scorsi (1 su 3) dopo poche settimane mollava la fabbrica di Cassino. Perché bisognava alzarsi presto la mattina, bisogna fare i turni, il sabato e la domenica si lavora, è troppo faticoso. E se ne sono tornati a casa, aspettando il caffè la mattina.

Inutile aspettare, ragazzi. Sui barconi, stanno arrivando altri ragazzi, di tutte le carnagioni e da tutte le latitudini. A loro, il caffè non lo ha portato nessuno. Hanno voglia di fare: il futuro, tra una decina d’anni, anche qui sarà il loro. Perché è l’eterna sfida tra chi si alza al mattino e chi decide di restare a letto. Soprattutto se hai la laurea presa con 110 e non sai nemmeno che stai facendo un colloquio con una delle eccellenze di questo Paese.