Marino: «Tre partite davanti, un solo risultato» (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista epurato

 

 

Mazzotta quasi out, entra Crivello. Il tecnico resta fedele al 3-5-2: “Non si cambia modulo per un’assenza”
Marino: «Tre partite davanti, un solo risultato»
Lunga lista di diffidati (Dionisi, D. Ciofani, Maiello, Crivello, Mokulu e Ariaudo) ma non si andrà al risparmio

 

 

E’ una vigilia. Ma non come tante altre. Perché il traguardo si avvicina e la pressione probabilmente è più alta di quanto non si voglia far immaginare all’esterno. Guai in ogni caso se non fosse così. Il Frosinone aspetta al varco il Trapani. Da una parte la lotta-promozione, dall’altra la battaglia-salvezza. E’ la bellezza del calcio. Pasquale Marino, siciliano di Marsala, affronta il Trapani. Per lui quasi un derby tipo Frosinone-Latina di… una volta. Il tecnico giallazzurro fa la conta e annuncia un assente pressoché certo a meno di miracoli: «Mazzotta non si è allenato per tutta la settimana, non ha più febbre è lo ho convocato. Vedremo come sta domani ma la sua presenza è a rischio».

Gli chiedono di Brighenti e Marino risponde quasi scocciato: «Siamo concentrati sui disponibili, non conosco la situazione dal punto di vista clinico ma sicuramente sarà pronto per la prossima stagione».

A leggere la classifica tra i canarini e i granata ci sono 24 punti di differenza. Nel girone di andata erano addirittura 25. Il Trapani ne ha recuperato infatti 1 grazie ad un girone di ritorno maestoso. E allora i giallazzurri dovranno guardarsi più dal Trapani o da loro stessi? «Abbiamo dimostrato che quando facciamo il nostro compito, siamo applicati e concentrati, le cose vanno bene. Quindi ci dobbiamo preoccupare di offrire una prestazione importante contro una squadra che ritengo forte. Che è dotata di un attacco di elementi brevilinei, bravi ad attaccare gli spazi ed a mettere in difficoltà gli avversari. Hanno buona organizzazione di gioco. Per fare questo ritorno hanno buoni singoli ma anche organizzazione di gioco infatti».

L’assenza quasi acclarata di Mazzotta lo porterà a cambiare qualcosa nella coperta? Niente affatto e Marino motiva la cosa: «In ogni ruolo abbiamo il sostituto naturale. Le assenze non ci faranno rivedere un piano tattico sul quale stiamo lavorando da mesi. «Se sta fuori Mazzotta c’è l’alternativa, andiamo sulle certezze perché non possiamo improvvisare niente a tre giornate dalla fine del campionato».

Partita sicuramente difficile anche se le ultime due prestazioni hanno riportato certezze: «Appunto se mettiamo in campo le nostre armi è più facile avere la meglio sull’avversario. Ma tutte le partite sono difficili. Noi dobbiamo pensare a dare sempre il massimo, non ci sono più appelli e se vogliamo avere l’ambizione di ottenere il massimo dell’obiettivo non ci si deve risparmiare. Davanti abbiamo tre partite e un solo risultato per tutte, per alimentare le speranze che però non dipendono solo da noi».

E allora, delle due l’una: allungare oltre i 9 punti di distacco dalla quarta oppure effettuare il controsorpasso sul Verona? «Il primo obiettivo si decide stasera (venerdi in Perugia-Spazia, ndr), perché poi il Perugia avrà un calendario facile. Andrà a Latina dove le speranze di salvezza non ci sono più dopo la sentenza del Tribunale Nazionale Federale che ha inflitto la penalizzazione di -5. Noi dobbiamo fare comunque il pieno. E se noi facciamo 9 punti, tra l’ipotesi dell’allungo sulla quarta e quella del controsorpasso al Verona ne possiamo centrare una. Domani in ogni caso un primo ostacolo da superare senza appello».

Il clima in settimana è stato positivo. E dopo due vittorie di fila, dopo aver tenuto accesa la speranza, è normale che sia così: «Abbiamo lavorato bene, pensato a recuperare le energie che abbiamo speso a Salerno soprattutto nei primi 45’. Bravo il gruppo a rialzarsi».

Come in ogni finale che si rispetti è iniziata la campagna di controinformazione ed destabilizzazione ai danni del Frosinone. Anche il clima da ‘bolgia’ – come lo abbiamo definito da queste colonne – di Salerno tra primo e secondo tempo è stato successivamente edulcorato perché evidentemente non c’è interesse a tenere le luci accese perché prima o poi da quelle parti qualcuno dovrà anche tornarci anche se dovesse esserci separazione naturale a fine campionato. Ma i fatti i ‘misfatti’ restano e tra le prove anche la squalifica del ds granata Fabiani a due mesi da parte del Giudice Sportivo. Lo spettacolo deve andare avanti però. Ma non solo da Salerno si sono alzate voci contro il Frosinone. Perché continuano da La Spezia nonostante tutti (anche Sky) siano stati smentiti dal comunicato del Frosinone e montano addirittura da Verona, la squadra più beneficiata in un campionato di calcio in Italia dalla serie A alla terza categoria.

«La chiacchiere dalle altre parti? – dice Marino – Non ne so niente. Sono cose di basso livello. Noi abbiamo quello che meritiamo, forse ci manca qualcosa. Il gol dello Spezia è fuorigioco, andassero a rivedere le immagini. Di cosa stiamo parlando? Quando abbiamo rivisto la partita, ci siamo accorti che c’era Piccolo che passeggiava al fianco di Bardi. Le altre cose? Meglio guardare a casa nostra, anzi ognuno guardi a casa sua. Il vittimismo non è la strada giusta».

La lunga lista dei diffidati (Ariaudo, Crivello, Maiello, Dionisi, D. Ciofani e Mokulu) non consiglia un bel niente a Marino: Diffidati… «Non abbiamo il tempo di gestire ma provare a vincerle tutte. Perché dovrei rinunciare ad un giocatore fondamentale? Ora non possiamo sbagliare nulla. Mettendo in campo quelli che stanno nella condizione migliore anche perché ho gente in gran forma. Noi non andiamo in campo in funzione del’atteggiamento degli avversari, siamo preparati a fare le cose che abbiamo studiato per mesi, limitando al massimo gli errori perché quel bonus lo abbiamo esaurito».

 

 

Foto: copyright Mario salati, tutti i diritti riservati all’autore

 

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