Mario Draghi

Perché Matteo Renzi si sta smarcando da tutti

Scommette sul fatto che la Lega resterà al Governo, ma prende le distanze da Matteo Salvini su Quota 100. Ribadisce l’appartenenza al centrosinistra, ma profetizza la fine dei Cinque Stelle nel 2022 e non risparmia critiche al Pd. Sullo sfondo c’è la partita politica più importante degli ultimi sette anni: la presidenza della Repubblica. E l’ex Rottamatore non vedrebbe male Mario Draghi.

Salvini, il Vaticano e la profezia di Ottaviani

Il Capitano ricevuto Oltre Tevere. L’allargamento al centro e il dialogo con il mondo ecclesiastico rappresentano una strada obbligata. Il sindaco di Frosinone lo aveva intuito in tempi non sospetti e ora potrebbe avere il via libera per una sorta di “laboratorio”. Magari proprio in occasioni delle amministrative nel capoluogo.

Il Quirinale e l’asse sovranista. Alla fine arriva… Renzi

Il leader di Italia Viva definisce l’operazione che ha portato Mario Draghi a Palazzo Chigi il suo capolavoro politico. E lo fa proprio mentre si rinsalda l’asse sovranista tra Meloni e Salvini. Alla vigilia di una stagione decisiva. Può ancora essere decisivo. A sinistra.

Bettini spiazza il Pd: Draghi al Colle ed elezioni anticipate

Nei Dem in diversi potrebbero avere interesse a cambiare gruppi parlamentari scelti da Matteo Renzi un’era geologica fa. E poi quello dell’ex Governatore della Bce non viene percepito come il proprio Governo. E allora Goffredo Bettini mette sul tavolo un’ipotesi choc. Che potrebbe piacere a Nicola Zingaretti.

La Lega si è fermata a Durigon. E a Sora

La dimissioni da sottosegretario al Mef di Claudio Durigon non sono state digerite dal Capitano Matteo Salvini, che infatti ha iniziato il bombardamento al Governo Draghi. Sul piano locale il caos di Sora dovrà essere superato. Ma dopo le comunali a livello nazionale inizierà una discussione sulla collocazione del Carroccio. E quello sarà l’appuntamento decisivo.

Ecco perché Renzi non voterà la sfiducia a Durigon

Una scelta ipergovernista per non creare problemi a Mario Draghi. Ma anche un modo per non fare favori a Letta e Conte. Oltre che per mantenere un ponte con Salvini e Berlusconi. Fatto sta che senza i voti di Italia Viva difficilmente ci saranno i numeri. Giorgetti e Zaia pensano già al sostituto (Massimo Bitonci), ma dovranno fare i conti con l’asse dei due Matteo. Anche loro.

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