La legge regionale 60 finanzia tre interventi apparentemente minori: la messa in sicurezza dell’accesso all’agglomerato automotive di Piedimonte San Germano, la manutenzione di via Grotte di Nottola a Cisterna di Latina, l’efficientamento dell’illuminazione pubblica nell’area industriale di Rieti-Cittaducale. Ma dietro l’asfalto e i punti luce è chiaro il tentativo di ridefinire il ruolo del Consorzio Industriale del Lazio, proprio mentre l’ente attraversa la fase più delicata della propria riforma.
Raffaele Trequattrini
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L’aula consiliare torna piena grazie al comitato dei 1.200 firmatari. Leccese usa tre espedienti, non scopre le carte e rimanda a Trequattrini. Di Ciaccio smonta Dies con una sola frase. La vera sorpresa? Matarazzo siede tra i cittadini, non tra i suoi. Intanto il Comune lancia il tavolo sul turismo crocieristico.
Un mese e mezzo dopo il Consiglio che aveva sostituito la delibera popolare con una mozione di maggioranza, i 1.200 firmatari tornano a palazzo Municipale per chiedere conto delle promesse. Sullo sfondo: la perizia del Consorzio Industriale, il contratto con Quick Parking, la Cavour Immobiliare e il possibile esproprio. Forza Italia blinda il sindaco in vista delle comunali 2027.
Un documento contabile, di norma, si legge per quello che contiene. Quello del Consorzio Industriale del Lazio per il 2025 va letto per quello che rende possibile. Due anni di commissariamento hanno trasformato un ente con diciotto milioni di debiti in un soggetto che la Regione ha scelto di guidare. La sequenza, più dei numeri, è la vera notizia
Le 17 di oggi. Le grandi vetrate aperte. Dentro, dipendenti e imprenditori che tornano a riempire stanze vuote da troppi anni. Una sfida all’intero territorio ciociaro: la Camera di Commercio dice che se si vuole pensare in grande questa provincia ha tutte le carte in regola. Ma deve avere coraggio.
La nomina di Giuseppe Sacco alla presidenza di LazioCrea chiude una partita aperta da mesi e conferma gli equilibri interni in Forza Italia. È il riconoscimento del peso politico della Ciociaria e del metodo costruito da Claudio Fazzone.
La Regione punta a un ente più forte e veloce, ma il testo apre interrogativi sulla rappresentanza delle province, sul peso di Roma e sul rapporto con la Zona Logistica Semplificata. Ecco cosa c’è davvero nella riforma.
La Regione Lazio entra con il 51% nel Consorzio Industriale, quasi azzera i debiti e ne riscrive la missione. Più poteri, meno burocrazia e nuovi strumenti per attrarre investimenti e rilanciare le aree produttive.
Il Consiglio comunale approva una mozione della maggioranza e non la proposta popolare firmata da 1.200 cittadini. Obiettivo condiviso, percorso diverso: Leccese evita lo scontro e riporta l’ex stazione al centro del futuro urbanistico della città.
Il giorno dopo l’Investor Day di Auburn Hills, i dettagli cominciano a prendere forma. E su Alfa Romeo – il marchio che più di tutti interessa a Cassino – arrivano chiarimenti che ridisegnano il quadro con una precisione che ieri mancava.
Dopo una giornata senza risposte per Cassino, Antonio Filosa annuncia che il futuro dello stabilimento sarà definito nel piano Maserati di dicembre 2026. Escluse chiusure, ma restano interrogativi su volumi, occupazione e missione produttiva.
Mentre BYD (che nega) visita Cassino Plant e Pomigliano ottiene l’e-car del futuro, la Regione Lazio prova a serrare i ranghi attorno allo stabilimento. I piani di riconversione: l’ipotesi Cira, il no allo Studentato nell’ex Palazzina, la richiesta per i Parcheggi. Tutto converge sul piano industriale che Antonio Filosa presenterà il 21 maggio agli investitori.
Il Consiglio comunale sul piazzale della stazione viene fissato al 4 giugno, ma nella maggioranza di Gaeta crescono assenze, malumori e diffidenze. Il caso Matarazzo agita gli equilibri interni, mentre Pd e comitato civico preparano la resa dei conti politica.
La proposta di riacquisto del piazzale della stazione mette la maggioranza di Gaeta davanti a una scelta politicamente esplosiva: accogliere le 1.200 firme dei cittadini o difendere una vendita del 2019 oggi finita sotto processo
Produzione al minimo e futuro incerto: il Pd porta la crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino al Nazareno, chiedendo interventi immediati e una strategia industriale chiara prima del piano annunciato per il 21 maggio.
Un piano articolato, numeri alla mano, e tredici proposte concrete: Enrico Coppotelli porta alla Regione Lazio un documento che mette il sindacato al centro del dibattito sullo sviluppo. Tra infrastrutture, lavoro e innovazione, la CISL Lazio prova a colmare il vuoto lasciato dalla politica, con un approccio pragmatico che ora attende la prova decisiva: trasformarsi in atti concreti.
La nuova segretaria PD Chiara De Conca costruisce in pochi giorni un asse con M5S e civici. L’attacco sulla Pedemontana, sfidando i sindaci di centrodestra. Intanto cresce la pressione sul caso ex stazione e si muovono le civiche: il 2027 è già iniziato.
C’è una categoria particolare di buone idee: quelle che arrivano in anticipo sui tempi, vengono ascoltate con rispetto, archiviate con cura e dimenticate con metodo. L’Italia è maestra in questo genere di operazioni. E il Cassinate, in questo, non fa eccezione. Come dimostra il caso dell’energia
Il Consorzio Industriale del Lazio chiude un iter decennale ed avvia i lavori entro aprile. Il ruolo dei Fondi di Coesione e la capacità di gestire il loro iter sul piano tecnico. Non solo politico
Il confronto promosso da Federlazio accende il dibattito sul futuro industriale del territorio. Tra ZFD, ZLS e nodo ZES, emerge una strategia possibile: più competitività strutturale per imprese e logistica. E una domanda: il Lazio Sud è davvero sul punto di cambiare pelle?
























