Anche Marco Ferrara, nel suo piccolo, s’incazza

Quasi quarant’anni di attività: nel sindacato e in politica. A Frosinone è stato assessore e vicesindaco. Poi lo stop con gli incarichi pubblici, per una promessa fatta alla moglie. E da quel momento non ha più fatto dichiarazioni pubbliche né è salito su un palco. Ma sotto sotto, nel suo piccolo ufficio, anche Marco Ferrara si incazza. Gli capita quando gli toccano la Asl, cioè l’azienda della quale è il capo ufficio stampa.

Le ultime analisi gli hanno rilevato la bile a ridosso del travaso. Colpa delle direttive che a lungo ha dovuto subire: la Asl non deve fare politica, l’Azienda non replica ai politici, noi comunichiamo solo le cose che facciamo.

Così, da mesi l’Azienda Sanitaria Locale di Frosinone prende schiaffi da tutte le parti. A destra dicono che ci sono le code al Pronto Soccorso, a centrodestra stanno col cronometro a misurare quanto ci si impiega per una colonscopia, a sinistra si lamentano per ogni cosa, dal Cinque Stelle dicono che le Case della Salute non esistono poi si scopre che hanno solo sbagliato la porta d’ingresso.

Ora, Marco Ferrara si è rotto le… la pazienza (pardon) ed ha preso carta e penna. Sparando ad altezza d’uomo contro tutti. Mirando sui politici che usano la Asl per i loro comunicati elettorali.

La goccia che ha fatto travasare la bile dall’apposita sacca gastrica è stato, come rileva Cesidio Vano su La Provincia

«…la presa di posizione di Forza Italia sul servizi di Gastroenterologia. Con due comunicati praticamente fotocopia, sia il consigliere regionale Mario Abbruzzese, che il coordinatore azzurro Pasquale Ciaccarelli hanno sostanzialmente puntato il dito contro il costo delle prestazioni di gastroenterologia, pagate – in regime libero professionale – 866 euro all’ora a un medico esterno. Costi definiti strabilianti per servizi che in passato venivano regolarmente svolti, nella stessa Asl, come di routine, da medici dipendenti senza spese aggiuntive. I due hanno parlato di “anomalia nazionale” da guinness dei primati: «un reparto fantasma, senza alcun posto di degenza».

Stanco di fare il punchball, Marco Ferrara  si è tolto la giacca. E pure qualche soddisfazione. Ha riempito due pagine e mezza. Nelle quali, innanzitutto, ha ricordato ai politici che di certo non sono loro «ad essere fonte oggettiva ed attendibile di cosa pensa la pubblica opinione della ASL  e, addirittura, della “onorabilità” della ASL». Beppe da Genova lo arruolerebbe subito. Prima però, il Ferrara Furioso aggiunge un’altra bordata: «la ASL svolge compiti di istituto sulla cui dignità ed onorabilità complessiva  – come su quella di medici ed operatori – nessuno ha il diritto di dubitare e dissertare con frasi prive di fondamento e dati».

Il problema di fondo è che a furia di tirare addosso alla Asl per motivi elettorali e strappare qualche applauso, finisce che molti ci credono. Ferrara lo dice con chiarezza: «elezioni e campagne elettorali passano. Invece il patrimonio pubblico di un servizio così essenziale per i cittadini resta. L’escalation populista cui tanti esponenti politici sono caduti, con fango gettato all’impazzata 2-3 volte al dì (in crescita esponenziale in questo periodo) è ingiusto oltre che infondato».

Insomma, gli ospedali restano, così come i bisogni di cura, ben oltre le campagne elettorali. Per questo, «demolire ingiustamente i servizi presso la pubblica opinione significa pure depauperarli alla lunga di energie e risorse che danneggiano territorio e cittadini che, ripetiamo, ingiustamente vengono spinti a cercare altrove servizi che questa ASL eroga con qualità non inferiore ad altre strutture. Sarebbe bene ricordarsene sempre e non solo quando qualche proprio parente si rivolge ai nostri servizi».

A smentire le dichiarazioni di Abbruzzese e Ciacciarelli, arriva una valanga di numeri, cifre, confronti, paragoni. Indica costi, spese, forze in campo, qualità del servizio in base ai parametri europei. Un bombardamento di fronte al quale resta ben poco.

Ora per il commissario Luigi Machitella si pone un dilemma: rimettere nell’armadio blindato dell’Armeria Marco Ferrara o tenerlo innescato in attesa del prossimo comunicato. Non si sa mai…