Il fattore sindaci che il Pd ignora

Sulle prossime elezioni peserà il fattore sindaci: sul territorio quanti ne esprime il centrosinistra e quanti il centrodestra? Nel voto ponderato e nell'assemblea dei sindaci i rapporti di forza sono chiari. Le alleanze sono decisive

Il centrosinistra provinciale continua a sottovalutare un tema importante sul piano politico: l’espressione dei sindaci delle città più grandi.

A Frosinone (il capoluogo) c’è Nicola Ottaviani (Forza Italia), a Cassino Carlo Maria D’Alessandro (anche lui ascrivibile a Forza Italia e comunque al centrodestra). A Sora Roberto De Donatis è espressione del Psi di Gian Franco Schietroma, ma alle elezioni ha vinto grazie ad un accordo con gli “azzurri” di Mario Abbruzzese. Roberto Caligiore (Ceccano) è di Fratelli d’Italia.

Il Pd indica Giuseppe Morini (Alatri), che però su tematiche come quella del servizio idrico ha votato la posizione espressa da Ottaviani, non quella del suo partito. Ad Anagni Fausto Bassetta si è appena dimesso. Soltanto a Ferentino, Veroli e Ceprano, con Antonio Pompeo, Simone Cretaro e Marco Galli, non ci sono problemi. Aggiungendo anche Isola Liri, con Vincenzo Quadrini.

Le conseguenze di questa situazione sono almeno tre. Nelle assemblee dei sindaci il centrodestra è maggioritario e si è visto. Quando fra un anno gli amministratori torneranno alle urne per eleggere il presidente della Provincia, lo faranno con il sistema del voto ponderato, che attribuisce maggiore peso a sindaci e consiglieri dei Comuni più grandi. E’ vero che con le fasce medie e piccole si può provare a recuperare, ma è comunque difficile.

Una volta i Comuni erano “feudo” del centrosinistra, quando funzionava l’Ulivo e l’alleanza tra Ds, Margherita e Socialisti.

Le prossime elezioni politiche saranno influenzate da fattori nazionali, come l’immigrazione e l’economia. Alle regionali invece il fattore locale può pesare anche in provincia di Frosinone. Il Partito Democratico non esprime più i sindaci di un tempo, come ha correttamente sottolineato più volte il senatore Francesco Scalia. La via maestra per il recupero è quella delle alleanze,che andrebbero rinsaldate sul serio, una volta per tutte. Coinvolgendo il Psi, Campo Progressista, Sinistra Italia, il Pci, Rifondazione. Ma pure Mdp. Se invece il Pd si concentra soltanto alla propria destra, guardando esclusivamente ad Alternativa Popolare, è complicato pensare di colmare il gap con il centrodestra sul territorio.