Tutta colpa di Beatrice… Mignanelli contro Frusone contro Lorenzin ma…

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Mignanelli contro Frusone che aveva attaccato Lorenzin. Ma anche sindaco contro ministro. Ambientalisti ammutoliti, medici perplessi. Ed a zittire tutti arriva la Asl.

Non si placano le reazioni politiche alla frase pronunciata sabato dal ministro della Salute: «Nella Valle del Sacco non c’è alcuna emergenza sanitaria»Beatrice Lorenzin lo ha detto a margine della visita fatta ad Alfredo Pallone per l’avvio della campagna elettorale di Alternativa Popolare alle Comunali di Frosinone.

 

Il primo ad attaccarla è stato il deputato Luca Frusone del Movimento 5 Stelle. Aveva definito «vergognose, le parole pronunciate dal Ministro della Salute in merito all’inquinamento nella Valle del Sacco». Sulla base di cosa, il deputato smentisce il ministro? Numeri. Quali? «Affermare che al ministero non risulta alcun allarme sanitario riguardo questa zona, significa smentire i dati epidemiologici raccolti dal nuovo rapporto di “Sorveglianza sanitaria ed epidemiologica della popolazione residente in prossimità del fiume Sacco” identificato come “rapporto tecnico delle attività 2013-2015” del Dipartimento Epidemiologia e Prevenzione Lazio che afferma che “La contaminazione del fiume Sacco rimane un disastro ambientale di proporzioni notevoli che ha comportato una contaminazione umana di sostanze organiche persistenti considerate tossiche dalle organizzazioni internazionali.”.

 

La risposta arriva da Massimiliano Mignanelli, membro dell’assemblea nazionale di Alternativa Popolare: «Credo che l’onorevole Luca Frusone, più che interessarsi alle dichiarazioni del ministro Lorenzin sulla Valle del Sacco, dovrebbe prestare più attenzione a quanto sta facendo la sindaca del suo partito a Roma. E informarla che l’incapacità a gestire lo smaltimento rifiuti nella Capitale non può farlo pagare ai cittadini di questo territorio. In questo caso, sì, avrebbe fatto qualcosa di utile per la provincia di Frosinone».

Va bene, Consigliere: ma la sostanza? «I Cinque Stelle pensano sempre di essere maestri quando rimangono dietro le tastiere dei computer, diventano poi incapaci di assumere una ben che minima decisione quando sono chiamati in prima persona ad amministrare. E lo stanno dimostrando in tutti i territori dove governano”.

Ancora non ha smentito la smentita di Frusone. «Spiego a Frusone – conclude Mignanelli – che a Frosinone il ministro Lorenzin ha fatto una dichiarazione da ministro. Ossia ha spiegato che sul tema della Valle del Sacco c’è costante attenzione e che senza i dati ufficiali che deve fornire l’Istituto Superiore della Sanità non si può fare nessun tipo di affermazione. Nessuno nega i problemi, e non lo ha fatto nemmeno il ministro, ma ha semplicemente riaffermato la necessità di avere dati precisi».

Insomma, per Mignanelli il ministro non ha detto che non c’è inquinamento nella Valle del Sacco. Ha detto che non è in atto un’emergenza sanitaria. E che è in corso un confronto.

 

Una distinzione che non basta nemmeno al sindaco di Patrica Lucio Fiordalisio che sulla sua bacheca Facebook oggi scrive «Resto esterrefatto nel leggere le dichiarazioni del Ministro della Salute con le quali afferma che nella Valle del Sacco non esisterebbe alcun allarme sanitario. Siamo fortemente lontani dalla realtà ed emerge chiaramente una conoscenza imprecisa della problematica ed un’attenzione superficiale al nostro Territorio».

Ma ci sono numeri e studi scientifici da poter rimproverare al ministro? «Vengono contraddetti, senza alcuna consapevolezza, studi e dati epidemiologici effettuati nell’area del Sacco, si sottovalutano richiami ed avvertimenti da parte dell’Europa, si ignorano esiti, controlli, documenti che attestano superamenti di inquinanti di ogni tipo. La nostra Provincia è chiaramente sottovalutata, lasciata a giacere con i suoi sospiri affannati. Siamo soli e se questa è la compagnia che ci spetta, allora è meglio così».

 

Un po’ di chiarezza prova a farla Pierfederico Pernarella su Il Messaggero. Ha domandato i numeri al dottor Gincarlo Pizzutelli, oncologo, specializzato in statistica sanitaria, direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Frosinone, membro del comitato scientifico dell’istituendo Registro dei Tumori. Cosa dicono i numeri dell’osservatorio epidemiologico? Esiste un’emergenza tumori in provincia di Frosinone?

«No, non esiste una emergenza vera e propria. È inutile basarsi su delle osservazioni, sì fatte in buona fede, ma che non hanno alcun valore statistico e scientifico. Qualche anno fa a Veroli morirono quattro persone, tutte tra i 40 e i 50 anni, di tumore cerebrale. Il caso colpì ma una sequenza del genere non si è più ripresentata. Questo per dire che i dati devono essere elaborati in base a fattori temporali e anagrafici. Come si fa negli studi epidemiologici che, appunto, ci dicono che in provincia di Frosinone il tasso di mortalità di tumori non è differente da quello degli altri territori del Lazio.

Il rapporto d’incidenza della mortalità per tumori maligni, in base a gli ultimi dati disponibili che si riferiscono al triennio 2013-2015, è pari a 0.99. Possono esistere dei casi in cui l’incidenza è leggermente più alta rispetto ad alcune neoplasie. A Pontecorvo, ad esempio, abbiamo riscontrato un eccesso di tumori alle ovaie, ma si tratta comunque di numeri contenuti: 8 in tutto».

 

Sulla situazione nella Valle del Sacco, il dottor Pizzutelli ha numeri altrettanto precisi.

«In questo caso ci stiamo concentrando sulle patologie del fegato, del tessuto nervoso e del sangue in relazione al contaminazione umana da beta-esaclorocicloesano. Quello che registriamo invece è un leggero aumento, almeno per il momento, di ipertensione arteriosa. Casi di tumori in eccesso, soprattutto al fegato, non sono stati riscontrati».

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