La sottile strada di Sinistra Italiana verso il primo grande sogno nel cassetto

La Sinistra Italiana si è presentata in provincia di Frosinone: a guidarla c’è Sel, presente al “battesimo” con il segretario Giuseppe Fortuna e con Daniela Bianchi, consigliere regionale che nel gruppo di Niki Vendola sta da indipendente. Poi c’era Gianni Nichilò (area Stefano Fassina). Quindi Luigi Vacana, referente di realtà sul territorio da sempre di sinistra.

Già da presenze è assenze si individua il dna di questa che viene definita una piattaforma di operatività politica comune.

Le presenze. Daniela Bianchi ha fatto parte a lungo del Partito Democratico, del quale è stata una delle voci più stonate proprio perché fuori dal coro per la sua capacità di innovazione. Gianni Nichilò è stato l’elemosiniere prima della Margherita e poi del Pd, sulla cui gestione economica mai nessuno ha avuto da ridire. Luigi Vacana è stato vice presidente provinciale del Partito Democratico, dal quale è uscito perché riteneva mancasse quello spazio per consentire di emergere alle figure nuove come la sua. Tutti negano. ma è chiaro che l’avversario elettorale principale è il Partito Democratico: i voti ed il sostegno per la ‘piattaforma’ non potrà certo arrivare dall’area di Forza Italia. Ma dagli scontenti del Partito Democratico, da chi non si sente più rappresentato dal Pd, da chi non crede nel renzismo ed in questo renzismo interpretato da Matteo Renzi che è meno renziano di se stesso.

Ma guai a dire che è un movimento ‘contro’. Il progetto è quello di occupare il maggiore spazio politico e di rappresentanza possibile in quel vasto campo lasciato libero da tutte le attuali forze e che l’Istituto Piepoli stima intorno al 21%. Matteo stai sereno.

Le assenze. Non c’era Armando Mirabella di Possibile, il movimento fondato da Pippo Civati. Lo si sapeva dalla vigilia: ci sono profonde differenze tra le due realtà. Le hanno riassunte Roberto Della Seta e Francesco Ferrante sull’edizione italiana dell’Huffington Post:

Sinistra Italiana vuole essere l’embrione di un nuovo partito alla sinistra del Pd (…) Possibile si propone di dare rappresentanza all’opinione, ai valori, alle domande sociali e civili, di quanti si considerano di sinistra e si sentono estranei tanto al Pd di Renzi quanto alle sinistre “pre-renziane”.

Non c’erano neppure i Comunisti Italiani di Oreste Della Posta. Ma qui la motivazione è diversa: nè Possibile, né Sinistra Italiana sono compatibili con forze (forze?) politiche che siano a favore del regime siriano di Bashar al-Assad. Mentre con i primi un percorso comune potrebbe anche configurarsi, con i secondo non esistono possibilità di dialogo politico.

Nella coalizione di sinistra ci sarebbe posto anche il Partito Socialista? Nessun accenno è stato fatto.

Nel quadro attuale, inevitabilmente Sinistra Italiana – se completerà il suo percorso di strutturazione in Partito politico – andrà a competere sul piano elettorale con il Movimento Cinque Stelle. Con una differenza. I pentastellati puntano sul voto di opinione e sostanzialmente si disinteressano delle elezioni locali. La Sinistra invece ha parlato di tour, di tappe nei Comuni, di confronto con la gente. Per le elezioni comunali scelte e strategie spetteranno ai livelli cittadini, che valuteranno sulla base delle valutazioni di chi ha amministrato o di chi si propone per farlo.

Certo è che senza un quadro di alleanze sarà complicato ritagliarsi spazi importanti, anche considerando la nuova legge per le elezioni politiche. A livello nazionale Stefano Fassina non ha escluso intese con i Cinque Stelle. In provincia di Frosinone però la concentrazione è già rivolta alle elezioni comunali del capoluogo, tra un anno e mezzo. La Sinistra Italiana potrebbe essere l’approdo ideale nel quale provare a candidare a sindaco il presidente dell’ordine dei medici Fabrizio Cristofari. Con l’obiettivo minimo di spaccare il Pd.

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