Al centrosinistra serve un nuovo inizio: ma i soliti noti non ne sono capaci

«Il centrosinistra non è semplicemente uno schema di accordi tra classi politiche. Non lo è mai stato. Non lo era nella testa di Aldo Moro o di Enrico Berlinguer, non lo era nella testa di Prodi e non credo lo sia oggi nella testa di Nicola Zingaretti». Americo Roma è membro del Coordinamento Provinciale Articolo Uno MDP. Fa parte di quella sterminata serie di intelligenze che non crede che questo Partito Democratico possa identificare il centrosinistra.

 

La sconfitta del centrosinistra alle elezioni comunali di Frosinone è un fenomeno locale oppure dobbiamo prepararci ad un nuovo tracollo pure alle Regionali ed alle Politiche?

Il centrosinistra è un’idea di società e di giustizia sociale, in cui il cristianesimo politico, sociale e solidale incrocia e si somma con le culture politiche della sinistra progressista, europeista e democratica. Il prodotto di questo punto di sintesi dovrebbero essere politiche che si occupino in modo diretto ed inclusivo delle persone e dell’ambiente, dell’interesse collettivo partendo dai più deboli e marginalizzati da una società che oggi invece si basa sul freddo profitto, sull’interesse del singolo e su una competizione sociale disumana. La declinazione Ciociara di questa idea di società non ha mai trovato un reale compimento.

 

Cercare colpevoli sarebbe un’inutile caccia alle streghe: occorre una rotta. Il centrosinistra in provincia di Frosinone ne ha una?

Serve fissare punti precisi da cui ripartire, che determinino una visione diversa nel nostro tessuto sociale. E’ ora che il centrosinistra in provincia di Frosinone cambi lessico, cambi il modo di fare le cose, di stare nelle comunità locali. Soprattutto che trovi il coraggio ci cambiare: in primis la sua classe dirigente. Le politiche per i giovani, come il progetto “Torno subito” o la nascita di distretti evoluti per la rivalorizzazione culturale, del governo Zingaretti, sono un ottimo esempio di quale sia la rotta. Il centrosinistra deve occuparsi delle persone, delle loro capacità e dei loro diritti..

 

Basta questo?

Bisognerebbe trovare il coraggio di estendere questo modo di guardare al futuro della provincia di Frosinone anche su altri temi. La priorità assoluta è quella della valorizzazione delle risorse umane presenti sul territorio. E’ arrivato il momento di censirle per capire come utilizzarle al meglio. La migliore risorsa per la Ciociaria sono i ciociari. Questo deve essere il primo obiettivo per il centrosinistra in provincia. 

 

Il senatore Scalia ha detto che il Pd è mancato nei quartieri. Il governatore Nicola Zingaretti ha detto che a Frosinone «Bisognerebbe riservare più attenzione alla comunità locale. E un po’ meno alle correnti nazionali» E’ così?

Di sicuro, gli eletti del Pd sono mancati nei quartieri in occasione di queste comunali.  Manca da anni. Quel Partito, i Partiti in genere, non sono connessi in alcun modo con la realtà della Provincia.  Lo dico da tre anni: da quando sono stato il più votato nelle sezioni del Centro alle primarie del centrosinistra per le Comunali di Ceccano. Di centrosinistra si è visto ben poco nelle amministrazioni locali ciociare degli ultimi decenni, per quasi tutti gli enti e per molti dei comuni di questa nostra terra. La situazione ambientale ne è il termometro più evidente. Serve un serio investimento politico su idee innovative e su persone nuove, priorità assoluta rispetto a qualsiasi composizione o schema di alleanze tra vecchie e stanche classi dirigenti, che hanno già dimostrato pregi e limiti delle proprie capacità.

 

Matteo Orfini dice che bisogna pensare ad un centrosinistra diverso, che vada oltre la sua natura originaria. Il centrosinistra è morto?

Se il centrosinitra ‘diverso’ al quale pensa Matteo Orfini è quello che ha sfilato la poltrona sotto il sedere di Ignazio Marino quando era sindaco di Roma non sono d’accordo con lui. In Ciociaria, come nel resto d’Itala, c‘è chi lavora ad una nuova idea di centrosinistra. Un centrosinistra pronto a determinare le stesse differenze sostanziali ed evidenti che ad esempio esistono tra il Lazio di Zingaretti e Smeriglio e quello di Fiorito e soci. Che sia pronto a cambiare tutto e ad immaginare un nuovo inizio anche in questa provincia. Per questo, il primo luglio saremo a Roma con Giuliano Pisapia per raccontare un’idea diversa di Italia che parta proprio dal cambiamento dei territori, come la provincia di Frosinone.

 

Il Partito Democratico può essere il promotore di una riaggregazione a sinistra?

C’è bisogno di un nuovo inizio. Di cui purtroppo non si trova traccia negli orizzonti dei soliti noti, da tanto, troppo tempo. Frosinone, Ceccano, cassino e Sora sono solo quattro indizi ma fanno ben più di una prova. E’ ora di cambiare: è la Ciociaria a chiedercelo.

§
error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright