Alfieri vs Costanzo: «A Petrarcone pensiamo noi, tu porta in aula il Pd e fagli votare il Bilancio»

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La risposta arriva a stretto giro. Affilata e precisa come un bisturi. Ad impugnare le parole è Domenico Alfieri, presidente provinciale del Partito Democratico: «Visto che domani si vota il Bilancio mi sembra che ci siano problemi per il raggiungimento del numero legale in aula, il Segretario della Federazione invece di fare l’appello per il voto al sindaco Giuseppe Golini Petrarcone si preoccupasse di chiamare i consiglieri Francesco Carlino e Antonio Giannandrea… e siccome sono due iscritti al Pd che fanno riferimento alla sua corrente gli dica di andare in Consiglio e votare in modo da evitare così il commissariamento della città di Cassino».

La risposta arriva meno di un’ora dopo che il segretario provinciale Simone Costanzo ha usato bastone e carota contro il suo ex sfidante per la segreteria e attuale presidente. Costanzo aveva criticato Alfieri per le dichiarazioni rilasciate durante la diretta elettorale a Teleuniverso definendole «Fuori luogo e nel momento sbagliate, così fa il gioco di D’Alessandro e Abbruzzese», ma aveva anche invitato tutti ad unire le forze in vista del ballottaggio «Ora dobbiamo pensare a far vincere Petrarcone, tutti insieme» (leggi qui le dichiarazioni di Costanzo).

Nella notte Domenico Alfieri si era tolto il classico macicgno dal mocassino, in diretta tv aveva detto «A Cassino è andata in scena una delle peggiori pagine della storia recente del Partito Democratico, la Direzione Provinciale si è assunta la responsabilità di mandare alle urne due candidati del Pd: ha tirato fuori cavilli improbabili per non assegnare il simbolo a Giuseppe Golini Petrarcone nonostante lo chiedesse quasi il 70% dell’assemblea e due terzi della direzione di Circolo. Oggi potevamo raccontare un’altra storia se qualcuno non si fosse assunto la responsabilità di non decidere per evitare di scontentare una parte del Partito» (leggi qui le dichiarazioni di Alfieri).

Nel pomeriggio anche il sindaco Giuseppe Golini Petrarcone ha criticato la segreteria provinciale del Pd per non avere assegnato il simbolo del Partito ai suoi candidati, nonostante fossero il 70% della sezione ed i due terzi del direttivo, spalancando così la strada al figlio del segretario dimissionario, Francesco Mosillo. «Con il simbolo del Pd avremmo preso più voti, con una sintesi politica e meno protagonismi oggi saremmo qui a festeggiare un altro risultato» ha detto Petrarcone.

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