Il gelo in Alternativa Popolare porta a Roma due delegazioni

Sorrisi e strette di mano solo per facciata. C’è ancora molto da lavorare dentro la neonata Alternativa Popolare. Le distanze sono ancora ampie tra il coordinatore regionale Alfredo Pallone ed il consigliere provinciale Massimiliano Mignanelli. «No, nessun abbraccio tra me e Alfredo Pallone durante l’assemblea nazionale di Area Popolare. Io ci sono andato solo perché me lo ha chiesto la mia amica Beatrice Lorenzin. E anche per senso di disciplina: sono uno dei membri del Comitato Centrale ed ho degli obblighi verso il Partito».

 

MENO MALE CHE C’E’ ALFREDO
L’assemblea nazionale di sabato, con cui è stata sancita la fine di Ncd e la nascita di Alternativa Popolare è stata l’occasione per un ulteriore riconoscimento pubblico ad Alfredo Pallone. Al massimo livello. Il leader Angelino Alfano lo ha citato espressamente quando ha affrontato il tema delle elezioni primarie per la scelta della classe dirigente. Ha sottolineato la lungimiranza del coordinatore regionale, ricordando che cinque anni fa fu Pallone a volere le primarie a Frosinone ottenendo così una piena legittimazione elettorale per Nicola Ottaviani.

La stima tra i due è antica. Risale ai tempi in cui Alfredo Pallone era il potentissimo coordinatore di Forza Italia nel Lazio, quello che riusciva a contrastare le spinte dei romani ed a mantenere gli equilibri; uno dei pochi autorizzato a dare del tu a Silvio Berlusconi. Nonostante questo, non esitò ad aderire a Ncd quando Angelino Alfano compì lo strappo per andare a sostenere il governo di centrosinistra al quale il Cav invece lo aveva appena revocato.

All’ingresso di Pallone nel Centro congressi Alibert di Roma, Angelino Alfano si è alzato dal tavolo della presidenza ed è andato ad abbracciarlo. «Non immagini quanto piacere mi faccia vederti qui anche oggi» ha detto il ministro degli Esteri. Riservandogli poi una citazione ad personam nel corso del suo intervento.

 

DUE DELEGAZIONI
C’ancora da lavorare però per riuscire a costruire un Partito unito. All’Alibert si sono presentate due delegazioni da Frosinone. Quella di Alfredo Pallone con il vice presidente della Provincia Andrea Amata, l’ex sindaco di Sora Ernesto Tersigni, i consiglieri comunali di Frosinone Andrea Turriziani, Daniele Zaccheddu, Pasquale Cirillo. E Antonello Galassi che consuma così lo strappo dal Pd ed il passaggio in Alternativa Popolare. L’ex vice sindaco di Cassino Michele Nardone. E poi l’altra, guidata da Massimiliano Mignanelli e dall’ex presidente della Provincia Giuseppe Patrizi. 

Soffia un vento gelido tra Massimiliano Mignanelli ed il coordinatore regionale del suo Partito. Beatrice Lorenzin sta facendo di tutto per ricostruire il rapporto tra di loro. Martedì scorso aveva incontrato a Roma Mignanelli e gli aveva chiesto di essere presente all’Assemblea Nazionale. Poi aveva telefonato a Pallone e gli aveva chiesto di compiere un gesto distensivo: sollevare l’apparecchio e chiamare a sua volta il consigliere provinciale cassinate ed invitarlo alla convention. Cosa che l’ex deputato europeo e vice presidente dell’Ente Aviazione Civile ha fatto.

Alfredo Pallone è andato anche più avanti. A Roma si è avvicinato a Mignanelli, gli ha stretto la mano. Ma dall’altra parte c’è stata una risposta cordiale e nulla di più. Gelo.

 

LE ORIGINI
Il fatto è che i due non si fidano l’uno dell’altro. Ciascuno a ragion veduta. Alfredo Pallone viene da lontano, rappresenta uno dei sopravvissuti alle lotte senza quartiere che avvenivano all’interno del Partito Socialista di Bettino Craxi. ha messo nel sacco più volte i romani di Forza Italia quando guidava il Partito nel Lazio. Ha creato il Mario Abbruzzese presidente del Consiglio Regionale del Lazio e contribuito ad emarginare il bi deputato Antonello Iannarilli. Riconosce la puzza di bruciato appena viene acceso un fiammifero a chilometri di distanza. E con Massimiliano Mignanelli l’ha avvertita con chiarezza alle scorse provinciali. E’ convinto che non abbia rispettato gli ordini di scuderia, risultando il più votato (e fin qui nulla da dire) ma facendo mancare i voti ad altri candidati.

Per questo gli ha preferito Andrea Amata alla vice presidenza dell’ente di Piazza Gramsci: gli fornisce maggiore garanzia di affidabilità e soprattutto di lealtà.

Anche Massimiliano Mignanelli  non è uscito dal convento dei Carmelitani Scalzi. Formazione democristiana, in quella palestra cassinate che ha forgiato un’intera classe dirigente. Sopravvissuto ad intrighi di palazzo e agguati ai tempi della Casa delle Libertà e dell’amministrazione comunale di Cassino. Uno dei pochi ad avere evitato le forche caudine di Mario Abbruzzese. Che detesta, lealmente ricambiato. Pure Mignanelli ha sentito odore di bruciato: quando Alfredo Pallone ha messo a punto la lista per le provinciali di due mesi fa. Si è convinto che fosse un trappolone con il quale fare eleggere Andrea Amata e l’ex sindaco di Pontecorvo Riccardo Roscia. Così si è sfilato ed è andato nella lista del Partito Democratico (quota Francesco De Angelis) ottenendo la candidatura come indipendente. E risultando eletto.

 

NON TUTTI I MALI
Non tutti i mali vengono per nuocere. Il doppio binario in Alternativa Popolare potrebbe essere utilissimo. Gli osservatori fanno notare che tornerà utile nel momento in cui si dovrà decidere se svoltare da una parte o dall’altra. Dopo le prossime elezioni politiche.

Il motivo lo ha spiegato proprio Angelino Alfano nel suo intervento. «Andiamo avanti da soli. Saranno gli altri a cercarci perché non avranno i numeri per governare. E noi diremo ‘Questo è il nostro programma’ oppure la maggioranza ve la cercate con i radicali». Una scelta strategica perché tutte le proiezioni vedono la prossima legislatura bloccata in uno stallo con tre poli equivalenti. E una maggioranza difficile da comporre.

Lo sanno anche gli altri. Proprio per questo, sarà molto difficile che qualcuno cacci Andrea Amata dalla vice presidenza della Provincia di Frosinone (a guida Pd) nel momento in cui, tra poco, sarà ufficiale l’appoggio di Alternativa Popolare all’alleanza per la rielezione di Nicola Ottaviani al Comune di Frosinone.

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