I rifiuti… e se alla fine avesse ragione il notaio Salvi?

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

 

di Franco DUCATO
Conte del Piglio (ma non) in Purezza

 

 

E ora chi glielo dice al notaio Angelo Salvi che (forse) aveva ragione? No, perché in campagna elettorale il candidato della lista Anagni Pontifex aveva lanciato una vera e propria bomba: «Attenzione, perché vogliono fare una discarica all’interno della zona della ex polveriera». E giù polemiche, minacce di denunce, sorrisini di compatimento. “Ma va là, cosa stai dicendo, stai raccontando balle”, si era detto. E invece…..

Sembra che la questione sia tornata d‘attualità ad Anagni venerdì scorso durante la solita riunione di maggioranza. Questa settimana, tanto per non stare leggeri, ne hanno fatte addirittura due. Ed in quella di venerdì si è parlato, come si fa da tempo, di isola ecologica.

Le cronache dall’interno raccontano di una riunione piuttosto tesa, con diversi consiglieri, tecnici e non, a dare pareri sulla vicenda. Che, come noto, ruota sul dove costruire l’isola ecologica che deve essere fatta in città. Che debba essere realizzata lo dice il contratto firmato con la ditta.

Sul dove deve essere creata però, ecco, c’è qualche dubbio. Tufano? Andrebbe bene, ma il consigliere comunale della zona minaccia di fare, letteralmente, fuoco e fiamme. Altri posti costringerebbero ad investimenti piuttosto pesanti. Ed allora, ecco l’idea: «Usiamo una parte della ex polveriera».

Già, ma chi li sente quelli che da tempo stanno sul chi vive, pronti alla rivoluzione se si tocca l’unica zona ancora vergine (sul piano urbanistico) della città? Una preoccupazione che, sempre a sentire i rumors di alcuni consiglieri comunali a margine della riunione, è ben presente anche in diverse anime della coalizione del sindaco Bassetta: «Se mettiamo l’isola ecologica nella zona dell’ex polveriera che figura ci facciamo?».

Soluzioni? Nessuna al momento. O meglio; la solita; un rinvio a data da destinarsi. Una prassi che, giurano in maggioranza, sembra diventata d’uso comune. «Qui si parla troppo e non si decide mai», dicono i ben informati.

E però la domanda rimane sempre quella. Chi glielo dice a Salvi che (forse) aveva ragione?

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