Ballottaggi le strategie allo specchio

Alessio Porcu

Ad majorem Dei gloriam

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La verità ed il suo opposto. Ogni medaglia ha un’altra faccia che è la sua metà nascosta. Così le strategie messe in campo dai candidati, negli ultimi giorni di campagna elettorale sembrano indicare una cosa precisa ed il suo esatto contrario. E forse è così.

 

Sora – Ernesto Tersigni / Il sindaco uscente sabato scorso annuncia che in caso di conferma la sua giunta sarà interamente rinnovata, i suoi colonnelli, cioè quelli che gli sono rimasti accanto per cinque anni, faranno un passo indietro. E ci sarà un assessorato alle Periferie. «E’ la gente che ce lo chiede, il voto del primo turno ci fornisce queste indicazioni e noi dobbiamo saperle cogliere».
Chiave di lettura 1. E’ una mossa disperata. Butta a mare i suoi fedelissimi per cercare di alleggerire la barca e restare a galla. Sente sul collo il fiato di De Donatis e allora ribalta il fronte presentandosi lui come rinnovatore.
Chiave di lettura 2. E’ una mossa intelligente. Ha aspettato l’ultimo momento per annunciare il rinnovamento totale: prima ha fatto impegnare tutti i portatori di voti, poi gli ha detto “Grazie, signori: adesso parte la rottamazione e tocca ai giovani, ai quali voi, con la vostra esperienza, indicherete la strada”. Non una bocciatura ma una crescita.

 

Sora – Roberto De Donatis / L’eterno secondo sabato scorso ha incassato l’appoggio del dottor Augusto Vinciguerra, candidato sindaco che non ha raggiunto il ballottaggio. Ancora più che nel primo turno, evita il confronto diretto con il sindaco uscente.
Chiave di lettura 1. E’ disperato. Imbarca gli sconfitti pur di vincere e raggiungere il potere. Sa che nel confronto ha solo da perdere e scappa.
Chiave di lettura 2. E’ la mossa migliore. Se anche gli ex avversari annunciano il loro appoggio, senza nulla chiedere in cambio, significa che il tuo è il programma che aggrega. Il confronto? E’ saggio evitarlo: perché quella vecchia volpe di Ernesto potrebbe uscirsene con una delle sue gomitate sotto la cintura e fare perdere la pazienza, mandando all’aria tutto ciò che di buono è stato costruito finora: mai una parola fuori posto, mai una presa di posizione fumantina. Meglio allora andare nelle periferie ad incontrare la gente, cioè lì dove l’analisi del voto dice che Ernesto ha avuto più difficoltà del previsto nel primo turno.

 

Cassino – Giuseppe Golini Petrarcone / Il sindaco si fa tirare la volata dai big del Pd e porta in città Nicola Zingaretti. Nessuno degli ex avversari sposta su di lui i suoi voti, nemmeno Francesco Mosillo nonostante provenga dalla stessa area politica.
Chiave di lettura 1.E’ la mossa di chi sta in enorme difficoltà: non avendo luce propria di cui brillare deve appoggiarsi a quella dei big. Inoltre, non aggrega: così come è stato il suo quinquennio, anche in campagna elettorale Petrarcone non riesce a farsi contaminare dalle idee che potrebbero completarlo.
Chiave di lettura 2. E’ la mossa vincente: portare i big nazionali e regionali, come il vice presidente del Consiglio dei Ministri ed il Governatore del Lazio sono la dimostrazione pratica che il sindaco di Cassino ha capacità di dialogo con quei due livelli di governo e quindi può ottenere ascolto per arrivare alla soluzione dei grandi problemi della città. La decisione degli altri candidati di non appoggiarlo è normale: erano tutti candidati contro di lui: sostenerlo, significherebbe venire meno al voto ottenuto dagli elettori nella prima fase. Anche per Mosillo. Non cercare nemmeno il loro appoggio è una prova di forza e di coerenza.

 

Carlo Maria D’Alessandro / Nessun big è venuto a Cassino per spendere una parola in suo favore. Nemmeno da Frosinone o Arnara. Il che significa che è isolato e che l’attuale situazione politica di Forza Italia non gli garantisce la capacità di relazione necessaria per sviluppare la grande progettualità. Nessuno degli altri candidati ha annunciato la convergenza su di lui, nonostante avessere tutti un comune denominatore: essere alternativi a Petrarcone.
Chiave di Lettura 1.E’ disperato, non ha contatti, non aggrega, troppo fuori dal contesto. Ha già vinto la sua vbattaglia, arrivando al ballottaggio.
Chiave di lettura 2. E’ la novità assoluta. Non ha legami con chi è stato compromesso da azioni di governo a nessun livello. Può contare sulla rete dei sindaci di Forza Italia, che mercoledì sarà a Cassino per dare un segnale di sostegno. Il mancato appoggio degli altri candidati è innanzitutto contro Petrarcone, poi contro di lui.

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