Beccidelli: «Salviamo il Dc9 dello scopone Mundial di Pertini»

L’appello parte da Anagni. A lanciarlo è l’imprenditore Domenico Beccidelli, ‘malato’ di aeronautica al punto da farne una professione. È tra i pochi in Italia che può smontare un elicottero e certificare se i suoi componenti possono ancora volare, ha sviluppato è messo a punto una dozzina di brevetti sviluppando cose che hanno reso più comodo e sicuro il volo con le pale. Ora, a ferire la sua sensibilità di appassionato è il rischio che possa sparire quello che lui definisce «Un monumento volante della nostra storia sportiva ed aeronautica». Beccidelli avverte: «Stanno per rottamare il Dc9 con il quale la nazionale italiana rientrò dalla Spagna con il presidente Pertinio dopo avere vinto il mondiale dell’82».

Il Dc9 mod.32 dell’Aeronautica Militare è quello registrato con il numero MM61012. Comprato nel 1974 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato assegnato al XXXI Stormo per adibirlo a voli di Stato. Radiato dai ruoli dell’Aeronautica Militare nel 2001 ed è stato ceduto a Boeing nell’ambito dell’acquisto dei tanker KC-767A. Nel 2007 lo rileva Alitalia che lo trasferisce da Ciampino a Fiumicino. Ora se ne sta ad arrugginire nel piazzale antistante l’hangar Avio 4 dell’aeroporto di Fiumicino. E rischia di essere fatto a pezzi. Con tutti i suoi arredamenti, compreso il salottino nel quale venne giocata l’indimenticabile partita a scopone tra il presidente Pertini e mister Bearzot da un lato, Causio e Zoff dall’altro.

Non può più volare ma è in condizioni perfette. Alitalia lo ha utilizzato per tre anni come velivolo di addestramento dei tecnici di Alitalia Servizi. Poi, nel 2010 viene rimpiazzato da un più recente MD80, più idoneo all’addestramento.

Ora è diventato un posso è rischia la demolizione. Beccidelli ha provato a mettere su una cordata di imprenditori per rilevarlo: ma manca il posto dove esporlo: «serve un hangar, una struttura che possa accogliere i visitatori, fare in modo che possa essere curato e tenuto in vita» dice Beccidelli. A Frosinone non c’è spazio, a Latina è stato tentato un approccio ma nessuno è pronto per accollarsi un impegno simile.

Beccidelli non si arrende e lancia un appello: «Se c’è un museo, una struttura capace di custodirlo, si faccia avanti. In tutta l’Italika c’è gente come me, pronta a fare la sua parte».

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