Berlusconi ribalta il tavolo e isola ancora Salvini e Meloni

Il leader di Forza Italia torna a smarcarsi pesantemente dagli alleati della Lega e di Fratelli d’Italia. Non soltanto sul Mes ma anche nel contesto europeo. Facendo capire che senza Forza Italia il centrodestra non va da nessun parte.

Ha scelto il salotto della terza Camera italiana, quella di Porta a Porta. Da lì Silvio Berlusconi, fondatore e leader di Forza Italia, si è ancora una volta smarcato dalla Lega di Matteo Salvini e da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

Lo ha fatto in videocollegamento dalla Francia, dove sta trascorrendo questo periodo. Annunciando il voto favorevole del suo Partito al fondo salva-Stati. Ha detto Berlusconi: «Probabilmente voteremmo una decisione del governo sul Mes che è favorevole all’Italia e agli italiani. Ma questo non sarebbe un appoggio esterno al governo Conte, una possibilità che ho sempre escluso. Siamo un’opposizione responsabile che si stringe alle istituzioni quando c’è l’emergenza, quando è in pericolo la vita e la salute degli italiani. Ma siamo alternativi alla sinistra. Non è il momento, questo, per parlare di manovre politiche».

Silvio Berlusconi in collegamento con Porta a Porta di Bruno vespa

Sulle alleanze ha specificato: «Rispetto le posizioni degli alleati ma su questo specifico argomento abbiamo posizioni diverse. Non siamo lo stesso Partito, siamo alleati. Forza Italia rappresenta la componente liberale ed europeista indispensabile a un centrodestra che si candida a governare. Io capirei le riserve sul Mes se il prestito fosse legato alle vecchie regole ma questa volta non è così è un prestito senza condizioni. L’Italia dovrebbe accettare un prestito fino a 36 miliardi, un prestito a tasso pari a zero. Non c’è ragione di non accettarlo».

Come dire: il contesto politico è quello europeo, non nazionale. In Europa la Lega di Matteo Salvini sta nel fronte sovranista, i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni nel gruppo dei conservatori. Forza Italia invece fa parte del Ppe, il Partito di maggioranza relativa. Anzi, ne esprime il vicepresidente, Antonio Tajani. E in Europa gli “azzurri” contano molto di più politicamente rispetto a Carroccio e Fratelli d’Italia.

Quindi Silvio Berlusconi ha escluso accelerazioni verso un governo di unità nazionale, guidato da Mario Draghi, in nome dell’emergenza nazionale. Ha affermato: «Non ho ad oggi alcuna notizia di disponibilità di Mario Draghi per un impegno politico diretto né vedo le condizioni. Non è un’ipotesi attuale, se e quando si porrà ne ragioneremo coi nostri alleati di centrodestra».

Ancora una volta Silvio Berlusconi ha ribaltato il tavolo. In questo modo fa capire a Salvini e Meloni che, senza di lui, il centrodestra italiano non solo non ha i numeri, ma neppure gli spazi di manovra politica.

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