Abbruzzese alla Camera, Ruspandini al Senato e Cusani in Europa

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Abbruzzese alla Camera, Ruspandini al Senato grazie allo spostamento di Cesa a Roma. Mussolini a Latina per liberare il posto in Europa a Cusani. In serata il via libera di Berlusconi all'accordo tra gli alleati per la divisione delle candidature nel Lazio

Mario Abbruzzese candidato alla Camera a Cassino, Massimo Ruspandini al Senato in tutta la provincia di Frosinone. Alla Lega la candidatura alla Camera a Frosinone, per Barbara Saltamartini. A Terracina Alessandra Mussolini in quota Forza Italia per Montecitorio, in modo da liberare il seggio in Europa per l’ex presidente della Provincia di Latina Armando Cusani. A Latina città Nicola Calandrini di Fratelli d’Italia. la candidatura a Palazzo Madama in tutta la provincia di Latina a Forza Italia.

 

La bozza finale finita sul tavolo di Silvio Berlusconi è questa. L’ha messa a punto la delegazione con i quattro alleati: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi con l’Italia – Quarta Gamba.

 

 

CESA VA RUSPANDINI VIENE

A cambiare le carte all’ultimo minuto è stata la decisione di Lorenzo Cesa di optare per un seggio a Roma: in questo modo ha lasciato libero lo slot che gli era stato assegnato al Senato di Frosinone. Lo ha rivendicato subito Fratelli d’Italia, piazzando la carta Massimo Ruspandini.

Non è una carta giocata a caso quella del vice sindaco di Ceccano e vice commissario provinciale del Partito: la scelta di candidarlo rientra in una logica di pacificazione e riunificazione. Fino dalla nascita di FdI ci sono state due anime in provincia di Frosinone: quella che ha le sue origini nella destra sociale di Alleanza Nazionale e quella più liberale proveniente da Forza Italia. La prima sostenuta da Ruspandini e la seconda da Antonio Salvati che a lungo è stato il Coordinatore provinciale. Una lotta sotterranea andata avanti per anni.

La candidatura di Ruspandini consente di guidare dall’alto un processo di riaggregazione che verrà controbilanciato con un incarico politico all’altra componente.

 

ABBRUZZESE IN CAMERA, CUSANI IN EUROPA

Lo schema conferma il peso politico di Antonio Tajani e Claudio Fazzone. Sono loro gli unici a dare le carte lì dove si prendono le decisioni: nella stessa stanza dove c’è Silvio Berlusconi.

Il presidente del Parlamento Europeo e prossimo premier italiano in pectore del Cav ha mantenuto la promessa fatta a dicembre da Cassino: «il territorio verrà rappresentato da un parlamentare. È Mario Abbruzzese». In lui ha visto la sintesi di un progetto politico: la capacità di tenere un gruppo, la scaltrezza necessaria, la fedeltà ad un progetto così sconfinata da rasentare la devozione.

Il coordinatore regionale Fazzone invece fa un gioco di sponda, o se preferite un ‘tiro ritornato’ piazzandosi in casa Alessandra Mussolini con il solo scopo di liberare il seggio a Bruxelles e Strasburgo per l’ex presidente della Provincia di Latina Armando Cusani, primo dei non eletti in Ue e quindi titolare del primo seggio che si andrà a liberare nello schieramento italiano del Ppe.

 

CERTI E PROBABILI

Tutti i seggi della provincia di Frosinone e della provincia di Latina sono stati classificati A1 dai sondaggisti: certi al 100% per il centordestra.

Al Senato Velletri (A3) è stato assegnato a Noi con l’Italia. Fiumicino, molto in bilico al punto da essere B1, va alla Lega. Guidonia Montecelio (A3 alla Lega), Viterbo (A2) a Forza Italia.

I seggi di Roma: Giannicolense (A3), Tuscolano (B1) e Collatino (B1) a Fratelli d’Italia. Portuense (A3) a Noi con l’Italia.

Alla Camera. Roma Trionfale (A3) a Noi – Udc, Montesacro e Collatino (Entrambi B1) a Fratelli d’Italia. Torre Angela (B1) e Fiumicino (B2) alla Lega. A Forza Italia vanno Castel Giubileo, Tuscolano e Pomezia (Tutti B1), Ardeatino, Gianicolense e Primavalle (tutti A3)

In provincia di Roma: Velletri (A1) a Fratelli d’Italia, Marino (A3) e Civitavecchia (B1) a Forza Italia, Viterbo (A2) e Rieti (A3) a Fratelli d’Italia.

 

L’ULTIMA PAROLA A SILVIO

Lo schema è quasi definitivo. Silvio Berlusconi ha detto di voler  riesaminare ogni candidatura, ad una ad una. Nel caso dei seggi in quota a Forza Italia verificherà ancora una volta i dossier relativi ai singoli candidati, riservandosi l’ultima parola su ognuno di loro. Nel caso dei seggi degli alleati invece vuole verificare gli equilibri che verranno a determinarsi dopo il voto, in caso di una vittoria.

Vuole evitare di trovarsi stretto nella morsa dei suoi compagni di cordata, soprattutto al Senato

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