Capolinea Cassino, il Pd si arrende

Se tutto è cominciato a Frosinone nel 2012, a Cassino si registra la resa del Pd. Almeno nell’assetto attuale.

Cinque anni fa nel capoluogo la doppia candidatura Michele MariniDomenico Marzi fu l’inizio di una fase proseguita con le spaccature di Veroli, Anagni, Isola Liri, Alatri, Ceccano. Passando per la Provincia, perché la sfida fratricida tra Antonio Pompeo ed Enrico Pittiglio ha segnato la più clamorosa frattura mai conosciuta dal Partito. Successivamente lo stesso Antonio Pompeo, insieme al segretario provinciale Simone Costanzo, è riuscito a ricomporre il gruppo, ma questo non ha portato la pacificazione dappertutto.

A Cassino poi tutto è precipitato. Prima delle comunali. Quando si doveva procedere al rinnovo della Saf, con Mauro Vicano (sostenuto da Francesco De Angelis) che riuscì a scalzare Cesare Fardelli (appoggiato da Francesco Scalia).

In quel momento si capì che nel Pd c’erano due entità politiche separate.

Lo schema si ripropose al Cosilam, poi anche all’Asi. Nel frattempo cominciava la lunga stagione delle sconfitte nei Comuni. Fino a Cassino.

Da una parte Giuseppe Golini Petrarcone, appoggiato da Francesco Scalia, Nazzareno Pilozzi e Marino Fardelli, dall’altra Francesco Mosillo, diventato uomo di punta di Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Simone Costanzo. Il risultato è stato la vittoria di Carlo Maria D’Alessandro.

La resa dei conti è stata durissima: la sera stessa del ballottaggio le contestazioni a Francesco Scalia e Antonio Pompeo. Poi tutto il resto, con Massimiliano Mignanelli che viene confermato consigliere provinciale grazie al sostegno di Francesco De Angelis, che porta nella sua area anche Barbara Di Rollo.

Marino Fardelli, decide di rimanere con Francesco Scalia, mentre altri (forse perfino Giuseppe Golini Petrarcone) guardano a Nicola Zingaretti. Intanto l’asse De Angelis – Mosillo si rafforza.

All’interno del circolo cittadino non si riesce a mettersi d’accordo neppure su dove andare a mangiare una pizza. Simone Costanzo, il segretario provinciale si dimette da commissario del circolo. (leggi qui il precedente)

Uno scenario libanese. Nessuno prova neppure a prendere in mano la situazione. Ultima fermata: Cassino.

 

Foto: copyright Angelo Nardoni, tutti i diritti riservati all’autore

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