Congresso o commissario, il Pd rimane in fondo al tunnel

CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

L’accordo dovrebbe esserci in ogni caso: sia che il Pd celebri un congresso provinciale annunciato da un anno e mezzo, sia che si arrivi a quello che viene definito un “commissariamento condiviso”. La chiave è rappresentata dalle elezioni comunali della primavera 2016: si voterà in venticinque Comuni, tra i quali spiccano Cassino, Sora, Alatri e Monte San Giovanni Campano. Se i Democrat troveranno una strategia unitaria su candidature e alleanze, allora si celebrerà il congresso. In caso contrario sarà necessario un periodo breve di “commissariamento condiviso” per cercare convergenze e soluzioni.

Nei giorni scorsi, in gran segreto, ci sono stati diversi incontri tra le varie componenti. Il nodo delle comunali non è affatto facile da sciogliere: se a Sora il Pd si avvia a sostenere in modo compatto il sindaco Ernesto Tersigni nell’ambito di un’intesa con il Nuovo Centrodestra, a Cassino si potrebbe arrivare ad un duello tra Giuseppe Golini Petrarcone e Marino Fardelli.

Discorso analogo sul piano delle alleanze: l’asse con il Nuovo Centrodestra rischia di complicare i rapporti con i Socialisti. Però l’ostacolo più difficile da superare rimane quello del fossato che separa le componenti di Francesco Scalia e Francesco De Angelis. Il primo, dopo aver ricucito con il presidente della Provincia Antonio Pompeo, continua a valutare l’opzione di una candidatura alla segreteria di Domenico Alfieri, consigliere provinciale e sindaco di Paliano. Ai fedelissimi il senatore ha spiegato che la storia politica di Alfieri, proveniente dai Ds, potrebbe rappresentare un ponte lanciato verso l’area di De Angelis. Va detto, però, che il segretario provinciale Simone Costanzo rimane sicuro del fatto suo («al congresso posso arrivare al 60%»), forte dell’asse con Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti.

Poi ci sono le candidature parlamentari. Ci puntano tutti: Francesco Scalia (confida di poter essere indicato capolista), Francesco De Angelis, Sara Battisti e Maria Spilabotte. Alla fine il Pd potrebbe mettere in campo esponenti delle tre componenti (Scalia, De Angelis e Battisti), proprio per coinvolgere l’intero partito. Maria Spilabotte, però, vuole essere della partita. In ogni caso. Lei ha smentito nettamente la frattura con De Angelis, che invece non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Il “gelo” c’è, inutile girarci intorno. Secondo alcuni “boatos” la Spilabotte potrebbe pure essere candidata in altri collegi.

Per le regionali, invece, Mauro Buschini punta alla riconferma. Mentre Scalia potrebbe spingere per la designazione di Antonio Pompeo. Per quel che riguarda Marino Fardelli, la sensazione è che stia lavorando per la candidatura a sindaco di Cassino. Diverso il discorso per Daniela Bianchi: qualche giorno fa sul suo blog ammonì il partito «che l’estate sta finendo». In effetti l’estate sta finendo davvero: Daniela Bianchi probabilmente riflette sull’opportunità di rimanere o meno nel Pd. Potrebbe uscire.

Alla fine comunque si torna al punto di partenza, quello della necessità in ogni caso di un accordo. Perlomeno sulle regole interne e sulla strategia per le comunali. Altrimenti stavolta non si celebreranno neppure le primarie. Si voterà in ordine sparso

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