Covid: i nuovi casi, l’ira di D’Amato e l’idiozia dei negazionisti

La curva dei contagi sale pericolosamente, l’assessore del Lazio esplode: “Trovo assurdo che c’è chi si diverte ballando in discoteca, negando l’esistenza del Covid e senza nessuna misura di prevenzione, mentre i nostri operatori sanitari trascorrono le festività di ferragosto a fare tamponi a 40 gradi con le tute di protezione per difendere la salute di tutti”. In Italia più di 35.000 morti. Eppure per tanti il virus non esiste.

Ancora una volta è stato l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato a non avere timore di dire le cose come stanno. La curva dei contagi sta riprendendo quota e lui ha detto: “Trovo assurdo che c’è chi si diverte ballando in discoteca, negando l’esistenza del Covid e senza nessuna misura di prevenzione, mentre i nostri operatori sanitari trascorrono le festività di ferragosto a fare tamponi a 40 gradi con le tute di protezione per difendere la salute di tutti”.

I numeri di questa mattina nel Lazio tornano ad essere allarmanti. È stato iIndividuato un nuovo cluster in una casa di cura nella Asl Roma 1: le Ancelle Francescane del Buon Pastore in via di Vallelunga. Sono 24 i pazienti positivi tutti nella struttura di lungo degenza. Tutto potrebbe essere partito da un operatore sanitario.

ALESSIO D’AMATO. FOTO © CARLO LANNUTTI / IMAGOECONOMICA

La Asl Roma 1 sta svolgendo l’indagine epidemiologica e predisponendo gli eventuali trasferimenti dalla struttura, che è stata posta in isolamento dalla Regione. Si stanno verificando il rispetto delle prescrizioni ed è stata data indicazione alla struttura di tenere costantemente informati i familiari dei pazienti.

Si comprende allora la fermezza dell’assessore quando dice “Basta ipocrisie: o ci mettiamo in testa che non dobbiamo abbassare la guardia oppure i rischi sono molto elevati”.

D’Amato ha anche aggiunto che tra i rischi c’è pure quello che non sarà possibile riaprire le scuole. L’allarme lo ha lanciato anche il ministro Roberto Speranza. Affermando: “Capisco che c’è volontà di uscire, di vivere dopo i mesi di lockdown ma se contagiano genitori o nonni rischiano i produrre un danno reale. Al momento abbiamo lasciato tre regole fondamentali, che valgono per i giovani ma valgono per tutti: indossare la mascherina, obbligatoria al chiuso ma va indossata anche all’aperto se c’è il rischio di incrociare altre persone; il distanziamento di un metro; lavarsi le mani”.

Terapia Intensiva Foto © Stefano Scarpiello / Imagoeconomica

Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, aveva avvertito: “Se i contagi salgono, lockdown locali sarebbero inevitabili, e sarebbe un incubo. Il rischio è quello di arrivare a ridosso della riapertura delle scuole con un numero di casi che la renderebbero pericolosissima. Perché è matematico che la curva col ritorno in aula salirebbe ancora. O azioniamo il freno, o andiamo a sbattere”.

Insomma, la situazione è seria ma in Italia l’onda dell’idiozia negazionista sta rendendo la situazione drammatica e pericolosa.

Basterebbero i numeri: ieri 629 nuovi contagiati, contro i 574 di venerdì. Il totale dei casi totali è salito  a 253.438. Il totale dei decessi, secondo i dati del ministero della Salute, è di 35.392, quasi la metà in Lombardia (16.837) . Cioè in Italia sono morte dall’inizio della pandemia più di 35.000 persone. Eppure si fa finta di nulla e ci sono gli imbecilli che negano l’esistenza del virus.

Assurdo.

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