Dossier falso per infangare Battistoni, via la processo per Fiorito

Il dossier era completo di fatture, documenti, tabulati, estratti conto, pezze d’appoggio: ‘incastrava’ l’ex capogruppo del PdL in Regione Lazio Francesco Battistoni , l’allora potentissimo coordinatore regionale del Partito Vincenzo Piso e le rispettive segretarie. Quelle carte ‘dimostravano’ che avevano sperperato i soldi del PdL e poi avevano falsificato le fatture. Ma ad essere falso era l’intero dossier, costruito apposta per gettare nel fango Battistoni e Piso. O almeno con questa accusa è iniziato il nuovo processo a carico di Franco Fiorito, ex capogruppo regionale del PdL ai tempi di Renata Polverini ed avversario politico di Piso e Battistoni.

Il processo è incardinato di fronte al tribunale di Viterbo. Quel dossier infatti venne pubblicato per intero sul sito Nuovo Viterbo Oggi: per questo è scattata l’accusa di diffamazione aggravata a carico del direttore responsabile e di Franco Fiorito che gli avrebbe fornito il carteggio; per lui c’è anche l’accusa di calunnia perché durante un interrogatorio ha detto che lui era in buona fede perché a dargli l’incartamento era stato Vincenzo Piso e quindi se era stato falsificato ci aveva messo le mani il coordinatore regionale.

Nel capo d’accusa formulato dal sostituto procuratore della Repubblica di Viterbo Massimiliano Siddi si ipotizza che il dossier taroccato servisse a Fiorito per gettare fango su Battistoni, in modo da vendicarsi per essere stato sostituito da lui alla guida del gruppo regionale PdL; subito dopo quell’avvicendamento, Battistoni aveva mandato i conti del Gruppo alla magistratura facendo scattare l’indagine che ha portato Renata Polverini alle dimissioni.

Il giudice Rita Cialoni ha aperto l’udienza con l’ammissione delle prove e la presentazione della lista dei venti testimoni che il Pubblico Ministero e la Difesa intendono ascoltare. Il processo riprende nella prima decade di marzo.

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