La leggenda dello spallatore che allargava le strade a colpi di piccone (di F. Dumano)

Foto: copyright Archivio Piero Albery

La leggenda dello 'spallatore' che con il piccone allargava le strade troppo strette. Si racconta che un tempo, sulle strade, comandasse lui.

Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

Ricordi in bianco e nero… Ti ricordi quando dicevamo ”Ci vediamo vicino a dove hanno spallato la casa del Cavalier d’Arpino?” 

Nessuno della mia generazione saprebbe dire quando fu spallata, per allargare la strada che collega Fuoriporta alla piazza principale. I resti furono ammassati creando quello strano intreccio che noi eleggemmo a punto di incontro… Lì aspettavi chi arrivava con la corriera.

 

In un tempo prima della nostra memoria, si racconta che ad Arpino comandasse uno spallatore, che con il piccone allargasse le strade. Si narra che così un vicolo prendesse il nome di Cauto, per indicare vacci cauto, vacci attento, se vuoi scendere usa il paracadute.

Alla chiesa del Convitto furono tolte le scale, lasciando la facciata principale senza entrata. Ricordi in bianco e nero… a Civitavecchia c’è un’entrata dove si misura l’abilità del guidatore, lo spallatore li evidentemente non ha avuto tempo.

 

Ovviamente ad Arpino ci sono stati diversi spallatori di epoche diverse, ma quando ero bambina la mia fantasia galoppava su due figure: il lupo mannaro (ma questa è un’altra storia) e lo spallatore,

Nel mio immaginario era un uomo con un cappotto nero che nascondeva il piccone e ops lo tirava fuori all’improvviso.

 

Ad Arpino c’è una via detta la via vecchia, ogni tanto si trovava qualche pietra per terra di gradini colpiti… in realtà trattasi di automobilisti poco pratici che allargavano il passaggio.

 

Lo spallatore era pericoloso come i bombardamenti e i terremoti. Quello che hanno distrutto le guerre e i terremoti l’ha fatto lo spallatore.

Dove finisce la mia fantasia, arriva la realtà. Ad Arpino c’è un prof, uno storico, un topo di biblioteche e di archivi: il professore Saverio Zarrelli… I lavori della casa Magliari Bonavenia, proprietari della casa un tempo del Cavalier D’Arpino, furono deliberati nel 1900, iniziarono nel 1901 e nel 1910 fu realizzato quel puzzle surreale.

 

Forse è quella l’epoca in cui lo spallatore buttò giù la casa del cavalier D’Arpino, creando il nostro punto d’incontro.

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